In relazione al Congresso svizzero di salute pubblica del 10 e 11 settembre 2025 dal titolo “Salute mentale e benessere” centrato sull’investimento nella ricchezza mentale, gli organizzatori hanno affidato al Centro competenze psicologia applicata del Dipartimento economia aziendale, sanità e sociale (DEASS) della SUPSI, alla socioterapia dell’Organizzazione Sociopsichiatrica Cantonale, al Club ’74 e alla compagnia Concreta Teatro l’allestimento di una site specific performance come parte integrante delle attività congressuali.
L’avvicinamento alla preparazione e alla realizzazione della messa in scena è avvenuto tramite un lavoro corale di tutti i partner coinvolti, a partire dal processo iniziale di individuazione dei temi identificati come sensibili in relazione alla salute mentale accompagnato dal Centro di psicologia applicata del DEASS-SUPSI; i membri del Club ’74, le operatrici e gli operatori della Socioterapia coinvolte/i, hanno messo in comune esperienze, pensieri, riflessioni che via via hanno preso forma e struttura grazie al lavoro del regista, Diego Willy Corna, che ha elaborato il copione al quale, ancora grazie all’attivazione di tutto il gruppo, ciascuno ha ulteriormente contribuito. La modalità partecipata ha reso questo processo dinamico e sempre in progressivo affinamento fino al risultato finale.
Il titolo della pièce è sorto all’interno della realizzazione e delle prove: “…a quel paese”. L’ispirazione di parlare di “paesi diversi” per riferirsi alla salute, alla malattia, al benessere e alla normalità è stata tratta da una citazione di Susan Sontag, nella quale la giornalista parla di passaporti diurni (la salute) e notturni (la malattia), di cui tutti sono in possesso e che tutti utilizzano nel corso dell’esistenza. Si invita a riflettere, in questo modo - in forma ironica, paradossale, ai confini dell’onirico- sul rapporto che esiste tra i territori notturni della malattia e quelli diurni della salute, ma anche sugli aspetti che incidono nei processi di marginalizzazione e di stigmatizzazione che possono presentarsi.
Due “paesi” e forse due o più lingue da parlare, con il rischio che tra le regioni della luce e quelle del buio, tra la nazione dello “star bene” e quella dello “star male” non ci possa essere comunicazione, relazione, incontro. Le lingue sono differenti, ci sono grammatiche diverse, vocaboli dai significati cangianti che possono impedire comunicazione e incontro. Si è cittadini di due paesi ma spesso si ignora la lingua parlata in uno di essi, oppure la si scorda quando si scivola dall’uno all’altro, e coloro che lo stanno ancora abitando diventano lontani, non comprensibili, non incontrabili. Si trasformano in mute presenze di un altro mondo che, in realtà, appartiene profondamente a tutti. L’immagine della lingua come concreto elemento di separazione tra le due regioni diventa riferimento di come occorra alfabetizzarsi e alfabetizzare la società per favorire inclusione ed evitare emarginazione.
I temi centrali sono quelli che sollevano i vissuti di malattia, benessere e normalità, i contrasti tra i mondi della salute e quelli della malattia, i processi di marginalizzazione, la perdita di cittadinanza progressiva. Ma anche la sostanziale universalità degli universi evocati, appartenenti a tutte/i. Assieme ai passaporti del mondo della salute e del mondo della malattia c’è forse un terzo passaporto che è quello del benessere, una sorta di lasciapassare per entrambi capace di scardinare l’ombra della normalità che esclude ma anche l’illusione che il benessere possa esserci esclusivamente con la presenza della salute. Benessere, dunque, come dimensione per superare le dicotomie tra i presunti universi alternativi ed esclusivi evocati dai passaporti della Sontag.
Coordinamento contenuti teorici e lavori di preparazione/avvicinamento: Lorenzo Pezzoli
Team operatori per la conduzione dei lavori e dei contenuti: Mauro Durini, Valentino Garrafa, Valentina Poletti, Federica Coiro.
Coordinamento operativo e istituzionale: Valentino Garrafa
Coordinamento attori del Club ’74: Valentina Poletti
Regia: Diego Willy Corna
Consulenti per le traduzioni e gli adattamenti in inglese, francese e tedesco: Eliana Cereghetti, Serena Moratti, Shoghig Brianza
In scena: Manuela Cattola, Eliana Cereghetti, Federica Coiro, Serena Moratti, Valentina Poletti, Consuelo Rigamonti, Ernesto Rodriguez Ramos