Viviamo nella consapevolezza che gli episodi di aggressione e violenza, sempre più gravi e frequenti a danno del personale di cura, non possono essere considerati semplici episodi di acting-out oppure incidenti di percorso. Altrettanto chiara deve essere la consapevolezza che questo fenomeno debba essere affrontato in maniera sistemica, anche con un’adeguata formazione e preparazione degli operatori.
Questa convinzione è ampiamente supportata dalla letteratura scientifica e professionale che da anni si interessa all’argomento; mentre gli atti di violenza a danno degli operatori costituiscono eventi sentinella che richiedono la messa in atto di opportune iniziative anche di carattere formativo e preventivo.
Mobbing, insulti, minacce, molestie, percosse…fino ad arrivare a vere e proprie aggressioni fisiche con la necessità di un ricovero in un contesto acuto? Da diversi anni gli episodi di violenza sono in aumento nel settore sanitario e il personale infermieristico è particolarmente esposto e vulnerabile.
L’Organizzazione Internazionale del Lavoro considera la violenza e le molestie una delle principali minacce alla sicurezza e alla salute dei lavoratori in tutto il mondo. Il 25 % di tutti i casi di violenza sul posto di lavoro si verifica nel settore sanitario.
Il personale infermieristico ha una probabilità fino a tre volte maggiore di essere vittima di violenza rispetto ad altri operatori sanitari.
Un fenomeno a cui non sfugge il Canton Ticino. Proprio di recente il Direttore della Clinica psichiatrica cantonale, Daniele Intraina, in un articolo apparso sul Corriere del Ticino ha indicato un preoccupante aumento di incidenti che si sono registrati ai danni di operatori sociosanitari o dei pazienti. Aggressioni che in 8 casi su 10 hanno visto coinvolti pazienti con una diagnosi principale o secondaria di uso di alcool o sostanze psicoattive.
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Dal 2021, nell’ambito del corso di Bachelor della Haute école de santé (HEdS) di Friburgo, è stato sviluppato un nuovo modulo sulla prevenzione e la gestione della violenza e dell’aggressività in ambito sanitario. Gli studenti del 3° anno ricevono una formazione specifica di tre giorni sui seguenti temi: violenza domestica, mobbing e molestie sul posto di lavoro, violenza e aggressione da parte dei pazienti o dei loro familiari. L’obiettivo principale di questi corsi è fornire strumenti pratici per prevenire e gestire la violenza e l’aggressività. La formazione sulla prevenzione e la gestione della violenza e dell’aggressività nelle cure infermieristiche ha quindi la sua giusta collocazione all’interno del percorso di Bachelor.
Anche la SUPSI, da parte sua, ha creato un SAS (Short Advanced Studies) in “Gestione di situazioni a rischio nei contesti di cura”. Con la finalità di fornire al personale sanitario tutto gli strumenti necessari per:
- Identificare le situazioni a rischio per la propria e altrui incolumità, allo scopo di ridurre gli episodi di aggressione e lesioni.
- Mettere in atto strategie comportamentali e relazionali adeguate al tipo di aggressione subita.
- Familiarizzare con lo strumento del defusing e debriefing tecnico di gruppo, al termine della situazione a rischio.
Questa formazione, se offerta di concerto con l’attuazione di soluzioni, di tipo logistico-organizzativo e/o tecnologiche a livello istituzionale, può sicuramente prevenire, controllare e ridurre le situazioni di rischio citate, oltre agli episodi gravi di aggressione a cui il personale sanitario è sovraesposto.