Josy Giuseppe Ricciardi
J. Ricciardi - Formare e formarsi: uno sguardo sulla responsabilità educativa
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Josy Giuseppe Ricciardi ha intrapreso il corso CAS Responsabile Pratico per approfondire il mio ruolo di accompagnamento e dotarmi di strumenti teorici e pratici utili. Ha trovato spunti preziosi sulla formazione degli adulti, sulla comunicazione e sui processi relazionali, con ricadute concrete sia nel lavoro educativo che quotidiano.
CAS Il Responsabile Pratico: ruolo e strumenti dell’accompagnamento formativo
La formazione degli operatori e delle operatrici sociali nel modello SUPSI prevede un’importante alternanza di teoria e pratica. Le conoscenze teorico-metodologiche proposte, in questo senso, trovano delle modalità di sperimentazione pratica attraverso degli stage in cui progressivamente si sviluppano competenze legate al sapere, al saper essere e al saper fare, nonché nei primi periodi della propria pratica lavorativa. Questi momenti formativi, tuttavia, prevedono la presenza di un Responsabile Pratico (RP) all’interno dell’istituzione sociale, il quale deve essere in grado di attivare percorsi di orientamento e accompagnamento formativo con gli operatori in formazione.
Il CAS Il Responsabile Pratico: ruolo e strumenti dell’accompagnamento formativo proposto dalla SUPSI mira a curare questo passaggio di natura meta-formativa, poiché comporta l’assunzione di un ruolo di accompagnamento formativo di figure che a loro volta lavoreranno con quest’ottica. Ciò significa, in accordo con i principi della formazione permanente e dell’educazione degli adulti, assumere un ruolo educativo che in ambito pedagogico italiano viene definito come “di secondo livello”, volto ad accompagnare l’altro nell’assunzione e nell’esercizio del proprio ruolo in coerenza con i principi e gli approcci previsti del lavoro educativo e sociale.
Al fine di raccogliere spunti e impressioni inerenti a questo percorso formativo, abbiamo proposto delle domande a due degli ultimi partecipanti al corso , chiedendo loro di approfondire alcune questioni formative incontrate. Il primo intervistato è Josy Ricciardi, assistente sociale per il servizio Accompagnamento Sociale della Città di Lugano. Si tratta di un servizio sociale comunale aperto a tutti i cittadini domiciliati nel comune che offre consulenza sulle possibili prestazioni da attivare, diritti del cittadino, progetti mirati, accompagnamento nella gestione burocratica e attivazione e collaborazione con la rete.
Quali sono state le motivazioni per cui avete scelto di frequentare il CAS Responsabile Pratico? Quali aspettative riponevate in esso?
Ho deciso di frequentare il CAS Responsabile Pratico perché sentivo la necessità di avere qualche strumento in più per sostenere al meglio lo studente PAP che seguo come responsabile pratico nel servizio per cui lavoro, l’Accompagnamento Sociale della Città di Lugano. Mi interessava approfondire il mio ruolo e comprendere meglio come accompagnare una persona in formazione in modo efficace, prendendo spunto dalle figure che mi hanno seguito durante il mio percorso formativo al fine di riflettere sulle modalità, integrandole alla teoria e alle mie modalità personali. Mi aspettavo un corso che mi fornisse riferimenti teorici chiari, ma anche occasioni per confrontarmi con altri professionisti e riflettere sulle pratiche formative utilizzate. In questo senso, le aspettative sono state pienamente soddisfatte.
Il corso per diventare RP propone la formazione a un ruolo dove si va a formare chi a sua volta assumerà un ruolo formativo nei confronti dei destinatari degli interventi educativi. Com’è stato per voi questo passaggio? Quali sono a vostro avviso gli snodi cruciali di questo percorso?
Il passaggio verso un ruolo "formativo di secondo livello", mi ha permesso di riflettere in modo ancora più consapevole sulla responsabilità che comporta accompagnare una persona nella costruzione della propria identità professionale. Mi sono reso conto di quanto sia importante non solo trasmettere competenze tecniche, ma anche favorire l’autonomia e la riflessione critica dello studente, mettendo a disposizione dello stesso quanti più strumenti possibili per permettergli di sperimentarsi. Tra gli snodi cruciali di questo percorso metterei sicuramente in risalto il riconoscimento del ruolo dell’adulto in formazione, la gestione della relazione educativa, la capacità di dare feedback costruttivi e il saper calibrare il proprio intervento in base ai bisogni formativi. Ponendo sin da subito, come in qualsiasi relazione anche nei confronti delle persone di cui ci prendiamo cura nel nostro lavoro i diversi ruoli. È un equilibrio continuo tra guida, ascolto e affiancamento, creando uno spazio di dialogo e fiducia che permetta in realtà ad entrambe le parti di progredire.
Quali sono i temi o i momenti che vi hanno più colpito di questa formazione? Ci sono degli elementi trasversali che trovano spazio nella vostra operatività quotidiana, non per forza connessa al ruolo di RP?
Uno degli aspetti che mi ha colpito di più è stato il tema della formazione degli adulti, che ho trovato molto vicino a quello che viviamo quotidianamente nel lavoro sociale. È stato interessante vedere i parallelismi tra il ruolo di RP e quello dell’educatore/ assistente sociale, soprattutto nel modo in cui accompagniamo le persone nei loro percorsi di vita ed effettivamente all’apprendimento di competenze. Ho apprezzato anche la possibilità di rispolverare concetti teorici legati ai Processi Comunicativi e Relazionali, che ritengo utili anche al di fuori del contesto formativo. Ritengo sia sempre utile e interessante ogni tanto rinfrescare la teoria che a volte anche se interiorizzata e messa in pratica attraverso degli automatismi può allontanarci dalla comprensione profonda del perché facciamo certe scelte operative.
Infine, credo che il corso possa essere particolarmente utile per chi non ha svolto la formazione SUPSI per l’ottenimento del Bachelor in lavoro sociale o chi l’ha frequentato tempo fa, perché offre un aggiornamento concreto sul funzionamento attuale della scuola e sulle aspettative verso gli studenti, sottolineando gli aspetti concreti che la persona in formazione deve affrontare come i moduli, la documentazione, direttive, elaborati, ecc.