Stefano Rizzi
S. Rizzi - Formazione e innovazione per la competitività del Ticino
SUPSI Image Focus
Stefano Rizzi ha conseguito la laurea presso l'Università di San Gallo con una specializzazione in piccole e medie imprese. Dopo un’esperienza lavorativa presso Ernst & Young e SwissLife, ha continuato la sua carriera professionale nell'Amministrazione cantonale, prima come consulente economico nella Sezione della promozione economica, poi come collaboratore di direzione nel Dipartimento delle finanze e dell’economia. Dal 1° gennaio 2012, è Direttore della Divisione dell’economia. Ricopre in questa veste diversi ruoli importanti: è vicepresidente della Fondazione Agire, presidente della Commissione per l’innovazione economica, presidente della Commissione tripartita in materia di libera circolazione delle persone e fa parte di diversi altri organismi che si occupano di sviluppo economico e di sorveglianza del mercato del lavoro.
Per il settore universitario si prospettano misure di risparmio a livello federale. Se confermate, quale impatto avrebbero sull’innovazione, la competitività regionale e la creazione di posti di lavoro qualificati in Ticino?
Eventuali misure di risparmio a livello federale nel settore universitario avrebbero effetti significativi anche a livello regionale. La formazione universitaria e professionale superiore rappresentano un elemento importante per la competitività del nostro tessuto economico, soprattutto in un contesto come quello ticinese, caratterizzato da una forte presenza di piccole e medie imprese che hanno bisogno di competenze aggiornate e qualificate. La SUPSI, in questo senso, svolge un ruolo chiave nell’ecosistema dell’innovazione cantonale: è un ponte tra formazione, ricerca applicata e mondo economico.
Da oltre dieci anni ricopre il ruolo di Direttore della Divisione dell'economia. In questo periodo quali sono stati i principali progetti che avete sviluppato in collaborazione con la SUPSI?
La collaborazione con la SUPSI è stata sin da subito molto stretta e strategica. Tra i progetti principali cito l’evoluzione della Fondazione Agire, con la creazione del Tecnopolo Ticino, che ha visto la SUPSI come partner chiave, anche per le sinergie tra startup e centri di ricerca accademica. La SUPSI è poi spesso coinvolta nei progetti supportati dal Cantone attraverso i nostri strumenti di sostegno all’innovazione, proprio grazie alla sua capacità di lavorare a stretto contatto con le aziende.
Inoltre, la SUPSI è impegnata anche nello sviluppo dello Switzerland Innovation Park Ticino, contribuendo a rafforzare la dimensione scientifica e applicata del parco dell’innovazione e la sua attrattiva per aziende e talenti. Questo tipo di collaborazione concreta è fondamentale per rendere il nostro territorio un polo d’innovazione sempre più competitivo anche a livello nazionale e internazionale.
Vorrei infine citare la collaborazione con la SUPSI anche in ambito di mercato del lavoro, dove abbiamo potuto beneficiare del suo apporto scientifico e analitico nell’ambito di studi, progetti e tavoli di lavoro volti a comprendere meglio le dinamiche occupazionali del Cantone.
Il CAS in CSR è stato un progetto in cui il Cantone ha creduto molto. Quali future offerte formative legate alla sostenibilità ritiene siano necessarie oggi?
La sostenibilità rappresenta un fattore competitivo per le imprese che sono chiamate sempre più a integrare criteri ambientali, sociali e di governance (ESG) nei loro processi decisionali. Formazioni come il CAS in CSR sono quindi fondamentali per fornire agli imprenditori e ai manager gli strumenti per affrontare questa transizione. In futuro, sarà comunque importante che le offerte formative continuino a rispondere alle esigenze del tessuto economico.
Guardando al futuro, quali aree formative potrebbero essere prioritarie per sostenere lo sviluppo economico del Cantone Ticino?
Sarà importante continuare a investire in aree formative che contribuiscano a rafforzare settori strategici per l’economia cantonale, penso ad esempio ai settori orientati al futuro come le scienze della vita, le tecnologie dell'informazione e della comunicazione, la meccanica, l’elettronica e le tecnologie dei materiali, o ancora - come ambito trasversale - l’intelligenza artificiale.
Allo stesso tempo, non possiamo dimenticare le soft skills come la leadership, l’intraprendenza, la cultura del rischio, la gestione dei progetti complessi o la capacità di innovare. In questo senso, il ruolo della SUPSI come interfaccia tra mondo accademico e realtà produttive è essenziale: attraverso un’offerta formativa aggiornata e orientata al mondo del lavoro, si possono formare i talenti che potranno arricchire nei prossimi anni il tessuto economico del nostro Cantone.