04 November 2024
dalle 9:00 alle 12:30
Foto: Vincenzo Vela. 1856. L’angelo custode. Monumento funerario di Tito Pallestrini. Gesso. Museo Vincenzo Vela. Foto: E. Manship
La poesia delle opere di Vincenzo Vela trapela anche dai gessi, dalle argille, dalle cere, dalle terre crude che lo scultore ha custodito per tutta la vita nel suo atelier. Proprio questi materiali, plasmati, sono stati all’origine delle sculture definitive.
Il progetto di ricerca The sculptor’s mark: plaster models in the legacy of Vincenzo Vela (Il segno dello scultore: modelli in gesso nell’eredità di Vincenzo Vela), avviato a fine 2020, ha permesso di studiare il processo creativo dell’artista grazie a un team interdisciplinare di ricercatrici e ricercatori dell’Istituto materiali e costruzioni (SUPSI-Dipartimento ambiente costruzioni e design) – Alberto Felici, Elisabeth Manship, Giovanni Nicoli, Pierre Jaccard con la collaborazione dei colleghi Francesca Piqué, Giacinta Jean, Patrizia Moretti, Giovanni Cavallo e Marta Caroselli – insieme al Museo Vincenzo Vela e alla Città di Lugano.
“Il modello è quasi come un’ambra fossile dove si sono cristallizzate le impronte del maestro e gli strumenti con cui ha lavorato la materia” sottolinea Alberto Felici: “Permette di capire come veniva trasferito nel materiale più nobile che normalmente era il marmo”.
Un progetto, quindi, che ha fornito l’occasione di avvicinarsi alla maniera di operare dello scultore, al suo “fare”.
In occasione di due giornate di studio (riservate alle studiose e agli studiosi coinvolti per condividere conoscenze storiche, artistiche, archivistiche, tecniche e scientifiche), l’intera mattinata di lunedì 4 novembre 2024 (9:00–12:30) viene dedicata specificamente alla presentazione dei risultati al pubblico che potrà seguire in streaming gli interventi in lingua italiana collegandosi a questo link (Zoom).
Il benvenuto alla mattinata sarà portato da Luigi Di Corato, Direttore della Divisione cultura della Città di Lugano, e da Nicla Borioli Pozzorini, Responsabile della Formazione di base del Dipartimento ambiente costruzioni e design SUPSI.