Il rapporto fra i giovani e la democrazia è stato al centro della ventinovesima edizione del Möbius, tenutosi a Lugano dal 2 al 4 ottobre. Conferenze, incontri e scambi di idee hanno messo a confronto dati e pratiche per capire come (e se) la democrazia possa parlare ai giovani: non come destinatari, ma come protagonisti, in contesti in cui spesso si privilegiano voci più anziane.
Come da alcuni anni a questa parte, il tema del Möbius si è fatto concorso in una collaborazione fra l’omonima fondazione e il Bachelor of Arts in Comunicazione visiva della SUPSI. Agli studenti del primo anno è stato chiesto di realizzare un video sul rapporto delle nuove generazioni con la democrazia e la politica. Fra i progetti proposti da studentesse e studenti, la giuria ha premiato il video di Riccardo Vosti e Lorenzo Hess “I giovani e il voto”.
Abbiamo incontrato i due studenti, chiedendo loro anzitutto l’idea all’origine di questo video.
“Alla luce delle nostre esperienze, anche personali, abbiamo notato che spesso capita di saltare una votazione per pigrizia, perché non si ha voglia di imbucare il materiale di voto, o per il minimo inconveniente, come nel caso del nostro video. A Riccardo è capitato di strappare male la busta di voto e quel piccolo incidente l’ha fatto desistere dal votare. Abbiamo raccontato questo aneddoto affiancandolo alla metafora dell’espressione del voto come una roccia che può cambiare il corso di un fiume”.
Come sono state le reazioni in sala?
“Generalmente divertite soprattutto durante la scena della busta che si strappa con l’espressione esagerata di Riccardo. Abbiamo notato anche sguardi interessati, perché bene o male a chi non è capitato di non votare per chissà quale motivo? Crediamo ci si possa ritrovare facilmente in questo video”.
Come si è inserito questo progetto nella vostra formazione?
“Il progetto è stato realizzato all’interno di un seminario di cinque giorni in cui abbiamo lavorato su altri video, di volta in volta sempre più complessi. Abbiamo saputo del progetto l’ultimo giorno, dunque abbiamo avuto tempistiche molto strette per realizzarlo. È stata una bella sfida per tutti, perché non è un argomento facile da trattare e soprattutto non è semplice attirare l’attenzione dei giovani, abituati a scrollare e guardare video di una manciata di secondi. È stato impegnativo realizzare un video sulla democrazia per un target giovanile che fosse capace di catturare l’attenzione. Anche perché ‘giovani’ non è davvero una categoria; siamo molto diversi e non è semplice trovare una chiave che ci rappresenti tutti”.
Al di là del video, qual è il vostro rapporto con la politica?
Riccardo: “Io partecipo, sono stato anche candidato al Consiglio comunale e al Gran Consiglio appena compiuti i 18 anni. Mi interessa la politica, mi rammarico che spesso dalle urne escano risultati che non corrispondono al mio voto, ma mi spiace anche che ci sia molta gente che non vota e che quindi, automaticamente, dia responsabilità e maggior peso decisionale a chi va a votare sempre, diluendo così l’idea di democrazia”.
Lorenzo: “Io sono l’esatto contrario. Voto una volta sì e due no. Realizzare il video è stato divertente perché in fondo anch’io sono parte del target a cui è indirizzato”.