Ambra Vandone
A. Vandone - Studiare meglio con i Learning Coach
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Da settembre 2024 gli studenti e le studentesse di tutti i Dipartimenti possono contare sul supporto dei Learning Coach, figure dedicate all’accompagnamento nel percorso di apprendimento. Attraverso consulenze individuali, i Learning Coach aiutano a migliorare il metodo di studio, la gestione del tempo e dello stress legato al percorso accademico, favorendo lo sviluppo di strategie efficaci e una maggiore autonomia nello studio.
I Learning Coach hanno seguito una formazione interna in counseling e coaching promossa dal Servizio didattica e formazione docenti e hanno collaborato con diversi servizi della SUPSI, tra cui il Servizio Gender e Diversity, il Servizio carriera, esperienza e orientamento e lo Sportello d’ascolto, con l’obiettivo di offrire un sostegno integrato e completo.
Per approfondire il ruolo e comprendere meglio bisogni e modalità di intervento, abbiamo intervistato Ambra Vandone, ricercatrice presso il Laboratorio di Automazione, Robotica e Macchine del Dipartimento tecnologie innovative, dove ricopre anche il ruolo di Learning Coach.
I Learning Coach hanno seguito una formazione interna in counseling e coaching promossa dal Servizio didattica e formazione docenti e hanno collaborato con diversi servizi della SUPSI, tra cui il Servizio Gender e Diversity, il Servizio carriera, esperienza e orientamento e lo Sportello d’ascolto, con l’obiettivo di offrire un sostegno integrato e completo.
Per approfondire il ruolo e comprendere meglio bisogni e modalità di intervento, abbiamo intervistato Ambra Vandone, ricercatrice presso il Laboratorio di Automazione, Robotica e Macchine del Dipartimento tecnologie innovative, dove ricopre anche il ruolo di Learning Coach.
In che modo si struttura un percorso di accompagnamento?
Il servizio di Learning Coach si rivolge a studenti e studentesse di tutti gli anni, con particolare attenzione alle matricole che iniziano il proprio percorso di studi in SUPSI e che possono incontrare maggiori difficoltà di adattamento.
Il percorso prevede mediamente due o tre incontri individuali durante i quali non si affrontano i contenuti specifici delle singole materie, ma si lavora principalmente sul metodo di studio. Attraverso un primo confronto vengono individuate le principali criticità e vengono definiti obiettivi concreti e strategie personalizzate da mettere in pratica.
L’obiettivo è aiutare lo studente a diventare progressivamente autonomo nel proprio percorso di apprendimento, fornendo strumenti che possano essere applicati nel tempo anche in modo indipendente.
Al DTI proponiamo inoltre due mezze giornate formative durante la pausa tra i semestri, dedicate a temi come il funzionamento del cervello, la metacognizione e le tecniche di studio efficaci.
Uno dei messaggi principali che vogliamo trasmettere è che lo studio richiede impegno e costanza: proprio come nello sport o nella musica, anche le capacità di apprendimento possono essere allenate e sviluppate nel tempo.
Su quali aspetti intervieni più spesso nel lavoro con gli studenti e le studentesse?
Le richieste più frequenti riguardano l’organizzazione del tempo e dello studio. Spesso emergono situazioni di ansia legate alla preparazione degli esami, dovute a uno studio poco pianificato o concentrato solo a ridosso delle sessioni.
Interveniamo quindi su aspetti pratici come la pianificazione dello studio, le strategie di memorizzazione, la gestione delle pause e le tecniche per prendere appunti e mantenere l’attenzione durante le lezioni. Nel lungo periodo, questi strumenti permettono non solo di ottimizzare il tempo, ma anche di affrontare gli esami con maggiore serenità.
Anche imparare a riconoscere i propri limiti, concedersi pause efficaci e valorizzare i piccoli progressi è un aspetto importante del percorso.
Quali cambiamenti osservi al termine del percorso di accompagnamento?
Il cambiamento più evidente riguarda spesso la maggiore serenità con cui gli studenti affrontano il proprio percorso di studio. All’inizio capita frequentemente di incontrare persone scoraggiate, soprattutto dopo sessioni d’esame vissute in modo negativo o non soddisfacente.
Al termine del percorso emergono invece maggiore consapevolezza, fiducia nelle proprie capacità e una migliore comprensione del proprio modo di apprendere.
Comprendere che la fatica nello studio è una difficoltà condivisa e affrontabile con strumenti adeguati aiuta molti studenti e studentesse a sentirsi meno soli.
Quali sviluppi futuri si auspicano per il servizio di Learning Coaching?
Attualmente stiamo lavorando su due progetti principali. Il primo riguarda la realizzazione di un vademecum dedicato ai Learning Coach: una guida pratica che raccolga strumenti, materiali ed esperienze utili per affrontare situazioni ricorrenti, come la gestione dell’ansia, l’organizzazione del tempo e le tecniche di studio efficaci.
Il secondo progetto consiste nello sviluppo di un questionario per raccogliere feedback strutturati dagli studenti e dalle studentesse che hanno usufruito del servizio o che hanno deciso di interrompere il proprio percorso di studi. Queste informazioni ci permetteranno di monitorare meglio l’efficacia degli interventi e di migliorare ulteriormente il supporto offerto.
L’obiettivo futuro è rendere il servizio sempre più strutturato, accessibile ed efficace, così da raggiungere un numero crescente di studenti e studentesse e offrire loro strumenti concreti per affrontare il percorso universitario con maggiore consapevolezza.