Gioele Guscetti
G. Guscetti - Il mestiere più bello del mondo: l’architetto fra realtà e sogno
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L’architettura è sempre stata il pallino di Gioele, 22 anni, che non vede l’ora di realizzare il suo sogno: progettare un museo. Per ora abita insieme a un compagno di classe che è diventato suo amico e quando parte in vacanza va a scoprire le opere dei suoi architetti preferiti.
Perché hai scelto di frequentare il Bachelor of Arts in Architettura della SUPSI?
Ho fatto l’apprendistato per disegnatore con indirizzo in Architettura al Centro professionale tecnico di Lugano-Trevano e poi la maturità. Nel frattempo lavoravo nello studio di architettura di mio papà: mi è piaciuto molto e ho deciso di continuare a studiare in una scuola professionale come la SUPSI che è un’ottima palestra per il mondo lavorativo. Tanti docenti praticano la professione, oltre a insegnare; grazie a loro ho capito che devi ragionare ai vari aspetti e farti una serie di domande prima di metterti a progettare e arrivare a definire i dettagli.
Cosa ti entusiasma di più di questo percorso?
Poter progettare, perché durante l’apprendistato ci concentravamo di più sugli aspetti relativi alla costruzione. Le ore dedicate alla progettazione sono le mie preferite: non mi stanco mai. Rientra un po’ tutto quello che studiamo alla SUPSI: devi disegnare la pianta di un edificio da zero, gestire la spazialità, la maniera in cui visualizzi il tuo progetto, la tecnica, tutto a misura umana. Il bello è che il contesto è dato durante gli atelier di progetto, ma poi hai la libertà di affrontare un tema piuttosto che un altro. Per esempio al 1° anno abbiamo lavorato su un quartiere di Chiasso (Ticino): io ho deciso di progettare una casa per studenti.
Quando hai capito che l’architettura era davvero la tua strada?
L’anno scorso nel viaggio di studio siamo stati a Porto (Portogallo) e abbiamo avuto l’opportunità di vedere alcune opere dell’architetto Álvaro Siza, di cui ero già appassionato. È stato magico per me. Il suo museo d’arte è bellissimo! Ho visto anche la sua casa e la sperimentazione che c’è dietro ogni minimo dettaglio che ha progettato. Ho capito che non ci si ferma al singolo progetto, ma che l’architettura è una ricerca continua. Negli anni non sarò per sempre l’architetto di quando mi sarò laureato, ma vivrò un’evoluzione continua.
Perché consiglieresti il Bachelor in Architettura?
Durante gli studi ti insegnano ad avere dimestichezza con i programmi che poi si usano quando si entra nel mondo del lavoro e a gestire gli aspetti tecnici di un progetto, quindi da subito si può essere un elemento di valore in uno studio professionale. Sono tre anni intensi, ma appaganti in cui puoi confrontarti con progetti a più livelli, compresi la scala urbana, le ristrutturazioni e i dettagli. E poi fare l’architetto è il mestiere più bello del mondo!