In questo periodo le finestre degli edifici tendono a rimanere più chiuse, limitando il ricambio d’aria e aumentando, così, la concentrazione di radon al loro interno, e il calore generato dall’impianto di riscaldamento genera il cosiddetto effetto camino, che contribuisce enormemente al trasferimento di radon dal sottosuolo nei locali abitativi.
L’inizio dell’autunno rappresenta, dunque, il periodo ideale per cominciare la misurazione, che ha valenza legale solo se la durata della misurazione comprende un periodo minimo di 90 giorni tra ottobre e marzo. A proposito di legislazione, è bene tenere presente che la nuova normativa svizzera in materia di radon, entrata in vigore nel 2018 e allineata alle direttive europee, ha abbassato la soglia di concentrazione accettabile (da 1’000 Bq/m3 a 300 Bq/m3), rendendo ancora più urgente monitorare le abitazioni e intervenire dove necessario.
Ma cosa è esattamente il radon e da dove viene? Quali gli effetti e i rischi maggiori per la salute? Ne abbiamo parlato con Luca Pampuri, responsabile del Centro competenze radon (CCR) della SUPSI (Dipartimento ambiente costruzioni e design): “Il radon è un gas naturale radioattivo inodore, incolore e insapore, che si sprigiona dal sottosuolo e può accumularsi all’interno degli edifici costituendo una minaccia per la salute pubblica. L’Organizzazione mondiale della sanità lo ha, infatti, classificato come cancerogeno di classe 1. Basti pensare che l’esposizione a lungo termine a questo gas è la seconda causa di tumore ai polmoni dopo il fumo di sigaretta. In Svizzera si stima che circa il 10% dei tumori polmonari sia attribuibile al radon, con una particolare incidenza nelle regioni del Ticino e dei Grigioni, dove la concentrazione di radon è più elevata a causa della costituzione del sottosuolo. Si stima, quindi, che in Svizzera il radon causi ogni anno 200-300 vittime”.
“La misurazione del radon non è solo una misura preventiva, ma gioca un ruolo fondamentale nella riduzione del rischio di tumore ai polmoni", continua Luca Pampuri. “In particolare, è essenziale in ambienti molto frequentati come scuole, asili, ospedali e abitazioni private. Come Centro competenze radon (CCR), dal 2007 portiamo avanti numerose attività in linea con i nostri obiettivi di ricerca e tutela della salute pubblica. Per questo motivo, raccomandiamo a tutti i proprietari di immobili, soprattutto nelle aree più a rischio, di effettuare una misurazione accurata ordinando la relativa strumentazione o di contattarci per una consulenza”.
Le attività del CCR non si limitano alle iniziative di misurazione. Il centro è, infatti, coinvolto in progetti di ricerca a livello federale e internazionale, e si occupa anche di formazione, sia all’interno dei corsi di laurea per ingegneri e architetti sia attraverso corsi di aggiornamento per tecnici e professionisti. Inoltre, il CCR offre prestazioni di servizio per il territorio, ad esempio come servizio di misurazione riconosciuto dall’Ufficio federale della sanità pubblica.
Nel corso degli anni, il CCR ha contribuito a progetti di ricerca di rilevanza nazionale. Tra questi, spiccano le pubblicazioni di testi tecnici rivolti a specialisti, che offrono soluzioni concrete e guidano nella scelta dei materiali più adatti per interventi di risanamento o prevenzione.
Dal 2021 il Centro ha ampliato il proprio raggio d’azione dedicandosi anche alla qualità dell’aria indoor e assumendo il ruolo di antenna italofona per l’Osservatorio romando e ticinese sulla qualità dell’aria indoor.