Antonio Di Pietrantonio
A. Di Pietrantonio - Strumenti e saperi per guidare e coordinare le cure nella psichiatria sociale
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Antonio Di Pietrantonio, infermiere specialista clinico presso Casa Paganini Rè di Bellinzona, racconta la propria esperienza relativa al DAS in Salute mentale e psichiatria: un percorso per sviluppare un profilo personale e professionale orientato alla cura della fragilità e all'assunzione di ruoli di coordinamento e leadership nell'assistenza infermieristica in salute mentale e psichiatria con un'impronta sociale.
Puoi raccontarci chi sei e di cosa ti occupi?
Mi chiamo Antonio Di Pietrantonio, ho 30 anni, e lavoro come infermiere specializzato in salute mentale e psichiatria presso Casa Paganini Rè di Bellinzona, una struttura per anziani all’avanguardia e dall’atmosfera familiare immersa nel verde.
Perché hai scelto di frequentare il DAS Salute mentale e psichiatria?
Ho scelto di frequentare il DAS in Salute mentale e psichiatria perché credo fermamente che la cura (to care) della dimensione interiore non possa essere una questione secondaria, ma debba anzi essere considerata come di primo piano, non solo nelle strutture acute o nell’urgenza, ma anche nella quotidianità e su tutto il territorio, dal bambino alla persona anziana.Il percorso formativo propone una didattica interattiva, per rafforzare professionalità e spirito critico. Cosa hai portato concretamente nella tua esperienza professionale grazie a questo approccio?
Le conoscenze e le competenze apprese nel corso del DAS contribuiscono alla costituzione di un profilo professionale solido e polivalente. Sul mio posto di lavoro ho cercato di portare lo spirito critico che ho sviluppato e la considerazione della cura dell’altro nella sua dimensione più intima, suffragando la mia pratica clinica con evidenze scientifiche (EBP). Nel concreto, continuo la mia pratica come infermiere direttamente a contatto con le persone, ma con un occhio in più verso il loro stato interiore non come mero oggetto di cure mediche, ma come capitale umano, risorsa funzionale e tesoro da custodire.
All’interno della mia struttura e del mio reparto, rimango la persona di riferimento per i casi più complessi e, spesso, ho occasione di fornire delle indicazioni o di favorire l’apertura di nuovi sguardi su specifiche situazioni cliniche.
Questo bagaglio di saperi, unitamente a delle solide soft skills di comunicazione e gestione, favorisce l’assunzione di un ruolo di coordinamento delle cure e di leadership, il tutto in un quadro epistemologico di riferimento che è quello della psichiatria sociale.
C'è una lezione, un’esperienza o un tema che ti ha colpito in modo particolare durante il percorso e che vuoi condividere?
Oltre alla psicopatologia, ho trovato molto stimolanti le lezioni di etnopsichiatria, disciplina che permette la costruzione di uno sguardo altro, che tenga conto delle differenti sensibilità culturali in una società sempre più liquida (per dirla con Zygmunt Bauman) e pluralista.
Consiglieresti questo DAS a un/una collega? Per quali motivi?
Lo consiglio a quei colleghi e a quelle colleghe interessati a sviluppare un profilo personale e professionale orientato alla cura della fragilità e all’assunzione di ruoli di coordinamento. Le possibilità di impiego in ambito infermieristico e socioeducativo sono molteplici: per es. cliniche, foyer, laboratori e appartamenti protetti, ambulatori, case per anziani, assistenza e cure a domicilio, studi privati, ecc. Inoltre, la Formazione continua SUPSI offre un interessante catalogo di specializzazioni in questo solco (per es. CAS Infermieristica forense; CAS Terapia assistita da psichedelici, …).