I prodromi delle sfide globali cui la società sarà confrontata nel prossimo futuro hanno già iniziato a manifestarsi. In questo scenario formazione e ricerca rivestiranno un ruolo sempre più cruciale nel fornire soluzioni concrete a problematiche complesse quali l’invecchiamento demografico, i cambiamenti climatici, la salute pubblica e la digitalizzazione, con i loro riverberi sul tessuto economico e sulla popolazione. La SUPSI intende rispondere a questi fenomeni, nelle loro declinazioni locali, attraverso l’ulteriore sviluppo dei suoi mandati (Formazione di base, Formazione continua, Ricerca e innovazione). Cinque importanti grandi ambiti in cui il suo contributo potrà rivelarsi significativo e con un impatto rilevante per la Svizzera italiana: sviluppo sostenibile, sanità e invecchiamento demografico, baukultur, one health, robotica collaborativa e web 4.0.
Un contesto politico in chiaroscuro
Questi assi di sviluppo dal forte impatto locale, così come altri progetti di respiro nazionale e internazionale, sono raccolti nella Strategia 2025-2035 che si declina in 5 Orientamenti strategici per il decennio, 17 Linee progettuali e i relativi Piani d’azione per il quadriennio. La Strategia SUPSI è stata condivisa con il Consiglio di Stato e con gli uffici cantonali preposti durante la stesura del Messaggio di Politica universitaria cantonale per il quadriennio 2025-2028. La proposta che verrà discussa dal Gran Consiglio manifesta la volontà del Consiglio di Stato di investire nel settore della formazione e della ricerca, riconosciuti come un importante volano di innovazione e di crescita, nonché un asset strategico per lo sviluppo del Canton Ticino.
Se le indicazioni arrivate da Bellinzona sono rassicuranti, meno lo si può dire per le recenti notizie che giungono da Berna. Dà adito a serie preoccupazioni la Verifica dei compiti e riesame dei sussidi presentata a fine settembre. Fra le proposte identificate dal gruppo di esperti e ritenute dal Consiglio federale figurano misure che potrebbero avere pesanti ripercussioni per il settore della formazione e della ricerca.
In qualità di membro di swissuniversities la SUPSI ha accolto questi intendimenti con un certo sconcerto e auspica che, nel corso della consultazione che sarà avviata nel gennaio 2025 e per tutto l’iter che ne seguirà, il Consiglio federale riveda la propria posizione grazie alla spinta politica del Parlamento.
La Svizzera fa della formazione e della ricerca uno dei suoi punti di forza. Una riduzione dei finanziamenti in questo settore metterebbe a rischio la qualità del consolidato ecosistema svizzero e la posizione di leadership del paese nella ricerca e nell’innovazione.
Rafforzare le sinergie con l’Università della Svizzera italiana
In questo quadro complesso, il Messaggio di Politica universitaria cantonale che verrà discusso in Gran Consiglio nelle prossime settimane rappresenta una conferma della fiducia e delle aspettative che il Consiglio di Stato ripone nel sistema accademico della Svizzera italiana, con l’invito a rafforzare ulteriormente le collaborazioni tra SUPSI e USI.
Già oggi sono numerose le attività in comune a più livelli. In futuro verrà profuso un nuovo impegno nella creazione di sinergie nell’ambito della ricerca e del trasferimento di conoscenza, grazie alla complementarità dei profili di SUPSI e USI.
Sono già state identificate future collaborazioni in ambito sanitario, fra i Centri competenze del Dipartimento economia aziendale, sanità e sociale, gli Istituti del Dipartimento tecnologie innovative, la Facoltà di Biomedicina dell’USI e l’Ente Ospedaliero Cantonale; in ambito ingegneristico e architettonico con la creazione di un polo della costruzione a Mendrisio (Dipartimento ambiente costruzioni e design e Accademia di architettura); senza dimenticare l’impatto della ricerca dei due atenei nella rete dell’innovazione attraverso la leva dello Switzerland Innovation Park Ticino.
Coinvolgere la popolazione
Nei prossimi anni la SUPSI intende aprire ancora di più le sue porte alla cittadinanza nell’adempimento della cosiddetta Terza Missione, ovvero l’insieme delle attività di trasferimento della conoscenza attraverso cui gli atenei promuovono la crescita economica e sociale. Oltre a queste iniziative, il mandato della Ricerca e dell’innovazione si sta orientando verso un approccio transdisciplinare in cui non convergono solo specialità diverse, ma concorre anche la partecipazione attiva delle aziende, dei portatori d’interesse e della popolazione.
Strategia logistica 2035
Nel corso dei primi mesi del 2025 sarà presentata una nuova strategia logistica con orizzonte 2035. L’obiettivo è identificare e realizzare soluzioni durature e sostenibili. I progetti più maturi rimangono l’insediamento di alcuni Istituti all’interno del Parco dell’innovazione nel comparto delle Officine di Bellinzona, per cui sono stati opzionati 20'000 mq e il Campus Lugano-Stazione. Altre potenziali opzioni sono in fase di valutazione, ma la condizione essenziale rimane la vicinanza alle reti del trasporto pubblico.
Una crescita coerente ai bisogni del territorio
Conscia della propria rilevanza e delle proprie responsabilità la SUPSI si sta impegnando e continuerà a lavorare per concretizzare tutte le progettualità elencate in precedenza, al fine di continuare anche nel prossimo decennio a generare ricadute positive rilevanti sul tessuto socioeconomico della Svizzera italiana. La SUPSI dà prova di grande dinamismo e negli anni ha saputo ritagliarsi un importante spazio all’interno delle reti della formazione e della ricerca e nei consessi strategici nazionali e internazionali. Come dimostrano i principali indicatori sull’evoluzione dei suoi mandati, la SUPSI prosegue un cammino di crescita che, è bene sottolineare, non è fine a sé stesso ma evolve e risponde alle esigenze e alle richieste del territorio.
La SUPSI in uno sguardo (dati Rapporto annuale 2023)
Formazione di base: 6'200 studentesse e studenti; 32 percorsi Bachelor, 19 Master, 1 Diploma
Formazione continua: 11'433 partecipanti di cui 4800 ai 715 corsi certificanti
Ricerca e servizi: 53 mio volumi ricerca, 2.7 mio servizi
Risorse umane: 1'273 collaboratrici e collaboratori; 71% personale accademico, 29% personale amministrativo, tecnico e membri di direzione
Ricavi: 149.3 mio di cui 20% Confederazione, 45% Canton Ticino, 35% da terzi
Risultato d’esercizio: 325’757.36