Francesca Amaddeo
F. Amaddeo - Indagare la complessità: il fascino di ciò che non è mai ovvio
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Sono Francesca Amaddeo, ho 36 anni, sono un avvocato e dottore di ricerca in Diritto dell’Unione europea e ordinamenti nazionali. Dal 2018 lavoro presso il Centro competenze tributarie e giuridiche della SUPSI, dove oggi ricopro il ruolo di docente-ricercatrice. Dal 1. Gennaio 2025 sono capoprogetto dell’Interreg dall’acronimo CROCSIT, Cross-border rules on commuters between Switzerland and Italy. Si tratta di un Progetto Interreg, finanziato nell’ambito della I finestra del bando Interreg Italia-Svizzera 2021-2027, ed avrà la durata di 24 mesi, terminando il 31 dicembre di quest’anno.
Come ti sei avvicinata al mondo della ricerca? Cosa significa essere una ricercatrice?
In realtà, sin da piccola, ho sempre sognato di fare l’avvocato e di occuparmi di fiscalità. Dopo la laurea in giurisprudenza, in parallelo alla pratica professionale, ho partecipato ad un bando per ottenere il dottorato presentando un progetto dedicato allo scambio di informazioni tra autorità fiscali ed il ruolo degli intermediari finanziari. Di lì è cominciato il mio viaggio nella ricerca. A mio modo di vedere, ci sono tanti modi per approcciarsi alla ricerca, molto diversi tra loro. Quello che amo di più in questa parte del mio lavoro è l’affrontare nuove sfide e, soprattutto, portare, nel mio piccolo, un contributo. Su quali temi si concentrano le tue ricerche?
La mia expertise, come anche la mia passione, è la fiscalità internazionale. Trovo affascinante come la fiscalità evolva, soprattutto nei rapporti tra i diversi Paesi, come sia sempre nuova, pur restando sempre la stessa. Ad oggi, le mie ricerche spaziano, quindi, nell’ambito del diritto tributario internazionale, privilegiando i temi “nuovi” non ancora oggetto di analisi, come anche quelli “più ostici”, anche se meno recenti (trattamento fiscale delle banche svizzere in Italia, fiscalità dei lavoratori frontalieri, economia digitale, convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni, etc). Mi stanno particolarmente a cuore le tematiche di fiscalità internazionale nei rapporti italo-svizzeri.
Le attività di ricerca applicata SUPSI si contraddistinguono per la forte applicazione pratica; ci racconti di alcuni progetti che hai svolto e dell’impatto riscontrato sul territorio e sulla società?
Quello che cerchiamo di fare al CCTG è proprio quello di usare le nostre competenze a supporto del territorio e della società. Spesso viene sottovalutata, ma la fiscalità è un aspetto importantissimo delle nostre vite quotidiane. Abbiamo svolto diversi progetti e mandati, aventi ad oggetto svariati temi. Abbiamo, tra gli altri, realizzato il primo studio dedicato alla finanza pubblica ed alla fiscalità del Cantone Ticino, alcune analisi relative alla posizione di intermediari finanziari, specie nei rapporti con l’Italia, valutazioni relative alla mobilità dei contribuenti facoltosi. Adesso è in corso di svolgimento il progetto Interreg CROCSIT, che ha lo scopo di agevolare la comprensione del fenomeno del lavoro (trans)frontaliero in ambito fiscale, previdenziale e d’immigrazione nella regione insubrica.Dove ti vedi tra 5 anni?
Chi può dirlo. Quando mi re-intervisterete tra cinque anni, lo scopriremo. Su quale progetto vorresti lavorare in futuro?
Di idee ne ho tante. Mi piacciono i progetti ambiziosi, ma pratici, utili, che possano costituire un valore aggiunto per la società. Lo scenario internazionale è in continua evoluzione: starò al passo!