Chi vive una condizione legata a disturbi del neurosviluppo attraversa spesso momenti di solitudine e invisibilità, che possono tradursi in disagio sociale e scolastico. Questo malessere può a sua volta alimentare un circolo vizioso in cui la persona con neurodivergenze tende a evitare situazioni che potrebbero evidenziare le sue difficoltà, limitando fortemente la sua partecipazione sociale e, di conseguenza, la sua inclusione a scuola e nella società.
La Disclosure, se adeguatamente gestita e accompagnata, può diventare uno strumento cruciale verso relazioni più chiare e inclusive. Condividere la propria condizione con i pari, in particolare i compagni e le compagne di classe, porta a diversi vantaggi. In particolare, riduce la vergogna e il senso di colpa, favorisce l’uso sereno di strumenti compensativi, come tablet o mappe concettuali, percepiti come necessari e non privilegi, promuove relazioni più trasparenti tra pari, riduce il rischio di bullismo e prepara a future situazioni accademiche e lavorative, sviluppando self-advocacy, cioè la capacità di esprimere le proprie necessità in modo assertivo.
Il progetto “Ognuno a modo suo: migliorare il benessere di studenti e studentesse con DSA attraverso la sensibilizzazione e l’innovazione didattica”, in cui è coinvolta la scuola media di Cevio, si inserisce proprio in questa direzione. Attraverso esperienze pratiche e sviluppo di metodi didattici inclusivi, il progetto è volto alla comprensione delle difficoltà quotidiane di studenti e studentesse con neurodiversità.