L’ingegneria civile? Sta un po’ ovunque. Quando ci si guarda intorno, ci si rende conto che tutto ciò che è costruito c’entra con l’ingegneria civile. Opere monumentali e di grande fascino come ponti, torri e acquedotti sono dei capolavori.
La recente Assemblea generale ordinaria dell’OTIA-Ordine Ingegneri e Architetti del Canton Ticino è stata l’occasione per interrogarsi sulle opportunità che possono scaturire dalla carenza di forza lavoro qualificata nel nostro territorio, visto che a livello svizzero si registra una diminuzione di giovani che scelgono di studiare ingegneria civile (e, di conseguenza, una diminuzione di giovani leve che si affacciano al mondo del lavoro). Durante la sua Assemblea l’OTIA ha promosso una tavola rotonda moderata da Cristina Pagani, ingegnere civile e membro del Consiglio OTIA, a cui hanno preso parte Christian Vitta, presidente del Consiglio di Stato e direttore del Dipartimento delle finanze e dell’economia, Guido De Carli, head hunter e business coach presso ARU SA, e Jean-Pierre Candeloro, direttore del Dipartimento ambiente costruzioni e design della SUPSI di Mendrisio.
Nella sua introduzione, Stefano Bernasconi, presidente dell’OTIA e professore aggiunto alla SUPSI, dove insegna da oltre venti anni, ha sottolineato l’importanza di essere creativi, di saper innovare nella professione. “Le ingegnere e gli ingegneri oggi sono visti da molti addetti ai lavori come dei semplici “attuatori”, delle figure che applicano diligentemente delle norme per mettere in atto delle disposizioni preconfezionate” ha detto Bernasconi. “Ho l’impressione che vi sia un crescente timore nei confronti del nuovo, dell’innovazione, di quanto non ancora sperimentato, dimenticando che lo sviluppo tecnologico si è sempre nutrito di professioniste e professionisti che hanno percorso nuove vie”.
Un incoraggiamento, insomma, “alla possibilità di osare, di stupire e di creare. Sono convinto che così facendo riusciremo a svolgere il nostro lavoro in modo più soddisfacente e, soprattutto, a rivalutare l’immagine delle nostre professioni nella società, ora un po’ appannata. È, però, fondamentale essere coscienti di quanto le nostre professioni siano importanti, avendo esse un forte impatto sul paesaggio che ci circonda, sul territorio in cui viviamo, sulla natura in cui siamo immersi e, in generale, sul futuro della società”.
Dal canto suo Jean-Pierre Candeloro, direttore del Dipartimento ambiente costruzioni e design della SUPSI, ha sottolineato che la professione è “ricca di opportunità, ma probabilmente percepita come impegnativa da parte delle giovani generazioni e può presentare un disallineamento tra le aspettative e la realtà professionale: cambiamento sociale del ruolo, retribuzioni, tempi per l’indipendenza professionale, responsabilità, equilibrio vita-lavoro”.
Candeloro ha segnalato che senz’altro “comunicare le opportunità di carriera, le realizzazioni importanti presenti sul territorio e l’impatto positivo che queste professioni possono avere sulla società e sull’ambiente, anche in linea con i principi di sostenibilità ambientale e responsabilità sociale, aiuta le giovani e i giovani a capire meglio cosa si possono aspettare. Il Dipartimento ambiente costruzioni e design lavora costantemente per tenere aggiornati i piani di studio e in linea con l’innovazione della tecnica, come pure di quegli aspetti sociali e ambientali caratterizzanti e necessari della professione e della cultura della costruzione”.
E continua: “Tutto ciò permette alle studentesse e agli studenti di acquisire competenze pratiche e innovative che li preparano a operare nella professionale. È, inoltre, fondamentale la collaborazione con il settore professionale e le associazioni di categoria per permettere alle studentesse e agli studenti di maturare un contatto diretto con il mondo del lavoro fin dagli anni di studio. D’altronde fra il corpo docente sono tante le docenti e i docenti professionisti. Una delle sfide che portiamo avanti alla SUPSI è avvicinare le giovani generazioni già dalle scuole superiori con attività di orientamento mirate, come laboratori pratici e porte aperte, per mostrare le opportunità entusiasmanti offerte dalle professioni nel campo dell’ingegneria civile e dell’architettura, cercando di abbattere i preconcetti di difficoltà e rigidità associati a questi percorsi”.
Al Dipartimento ambiente costruzioni e design della SUPSI, fra i vari percorsi formativi, vengono, infatti, offerti il Bachelor of Science in Ingegneria civile e il Master of Science in Engineering, profilo Civil Engineering, oltre al Bachelor of Arts in Architettura.