Progetto didattico
Through the Looking-Glass
SUPSI Image Focus
Through the Looking-Glass collega Corea del Nord e del Sud tramite un’installazione interattiva che favorisce empatia e scambio. Due box divisi, uno trasparente e uno opaco, simboleggiano apertura e controllo, permettendo ai partecipanti di condividere messaggi oltre le barriere.
Through the Looking-Glass è un’installazione artistica interattiva che collega due luoghi divisi — Corea del Nord e Corea del Sud — con l’obiettivo di generare empatia e creare un’esperienza condivisa tra persone che, nella realtà, non possono comunicare liberamente.
Il progetto reinterpreta il classico box 15×15×15 dividendolo in due parti separate, un gesto che richiama simbolicamente la frattura della penisola coreana avvenuta 70 anni fa.
La scatola situata in Corea del Sud, realizzata con materiali trasparenti, incarna apertura e possibilità di dialogo; quella situata in Corea del Nord, costruita con materiali opachi, rappresenta controllo, censura e soppressione dell’espressione.
Attraverso messaggi stampati e accuratamente progettati, i partecipanti riescono a comprendere aspetti delle reciproche realtà nonostante l’impossibilità di comunicare direttamente.
L’installazione diventa così un ponte simbolico che riflette sui confini politici, sulle restrizioni e sulla potenza dell’arte come mezzo di connessione umana.
Il progetto reinterpreta il classico box 15×15×15 dividendolo in due parti separate, un gesto che richiama simbolicamente la frattura della penisola coreana avvenuta 70 anni fa.
La scatola situata in Corea del Sud, realizzata con materiali trasparenti, incarna apertura e possibilità di dialogo; quella situata in Corea del Nord, costruita con materiali opachi, rappresenta controllo, censura e soppressione dell’espressione.
Attraverso messaggi stampati e accuratamente progettati, i partecipanti riescono a comprendere aspetti delle reciproche realtà nonostante l’impossibilità di comunicare direttamente.
L’installazione diventa così un ponte simbolico che riflette sui confini politici, sulle restrizioni e sulla potenza dell’arte come mezzo di connessione umana.