TiSDG: Una visione sistemica della sostenibilità al centro delle politiche cantonali
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In Ticino, come in altri Cantoni, le amministrazioni non dispongono ancora di uno strumento di supporto per definire strategie di decarbonizzazione che valutino a 360° le implicazioni delle diverse iniziative. Questa mancanza può incidere sull’efficacia delle misure adottate e generare reazioni negative, alimentando la percezione di politiche ingiuste da parte dei cittadini o delle categorie interessate dalla transizione verso la sostenibilità.
Come possiamo assicurarci che le strategie di riduzione della CO₂ rispettino anche l’equità sociale? Che impatto ha l’installazione di un parco fotovoltaico sulla biodiversità locale? La transizione verso la neutralità climatica porta con sé cambiamenti radicali, spesso con impatti non del tutto prevedibili che inevitabilmente favoriscono alcuni e danneggiano altri. Lo sviluppo sostenibile è una sfida complessa, coinvolge tanti attori e obbliga a dotarsi di una visione integrata degli aspetti ambientali e socioeconomici.
La governance climatica deve quindi adottare un approccio sistemico per anticipare le conseguenze delle proprie strategie e identificare chi ne trae beneficio e chi rischia di essere penalizzato. In questo senso, è fondamentale che i decisori politici possano contare su un modello riconosciuto e legittimato da tutte le parti coinvolte, in grado di individuare combinazioni di decisioni per portare benefici su diversi fronti dello sviluppo sostenibile, minimizzando gli impatti indesiderati.
Il progetto Just Transitions Towards Net-Zero Society si propone di sviluppare uno strumento decisionale a sostegno dell’amministrazione cantonale per individuare iniziative coerenti con l’obiettivo di una transizione giusta verso la neutralità climatica. Lorenzo Di Lucia, docente-ricercatore al DEASS e coordinatore del progetto, ha lavorato dal 2014 al 2022 al Center for Environmental Policy dell’Imperial College di Londra. Per Di Lucia, è fondamentale costruire un consenso alla base per affrontare al meglio le sfide dello sviluppo sostenibile:
"Senza una visione integrata della governance climatica trovare soluzioni condivise diventa difficile. È quindi essenziale mantenere un dialogo aperto con tutte le parti coinvolte, specialmente quelle che potrebbero percepire come ingiusta una decisione politica. Il progetto, da questo punto di vista, ha una dimensione etica, volta a considerare l’impatto delle politiche su ogni segmento sociale, e una dimensione “utilitaristica” in senso positivo, sviluppata per prevenire e gestire eventuali conflitti”.
Il modello utilizzato dal progetto è stato ribattezzato TiSDG e si basa sul modello iSDG (Integrated Sustainable Development Goals) sviluppato dal Millenium Institute di Washington che è partner del progetto. È particolarmente efficace perché, come indica il nome, integra nei suoi modelli predittivi fattori economici, ambientali e sociali permettendo di simulare le conseguenze a medio e lungo termine di determinate scelte politiche
"Il modello esiste già, ma finora è stato utilizzato a livello nazionale. Per la prima volta, verrà adattato a livello regionale, per il Canton Ticino. Il punto di partenza per testare il TiSDG sarà il Piano energetico e climatico cantonale (PECC), che si inserisce in un contesto politico e sociale complesso, il che rende difficile proporre misure efficaci. Questo livello di complessità può essere mitigato grazie al modello di previsione sviluppato dal progetto. Sfruttando tecniche avanzate di modellazione, il nostro strumento simula scenari di trasformazione, tenendo conto dei cambiamenti politici e degli investimenti a livello cantonale sul medio-lungo termine, mentre valuta gli effetti su oltre 80 indicatori collegati agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite."
Finanziato dal Fondo Nazionale Svizzero (FNS) attraverso il programma BRIDGE Discovery, per il periodo 2024-2027, il progetto sarà ufficialmente avviato il 5 dicembre, con un incontro che vedrà la partecipazione di rappresentanti dei Dipartimenti cantonali, della Camera di Commercio e di associazioni pubbliche e private. A questo proposito, Di Lucia conclude: "L’aspetto più innovativo del progetto è proprio questo, risiede nel livello di coinvolgimento degli attori interessati, mai così ampio fino ad ora. L’obiettivo dell'incontro è avviare le attività e presentare lo strumento, affinché tutti i soggetti coinvolti ne riconoscano la validità. Solo con il loro consenso e la legittimità riconosciuta da tutti del modello di riferimento, sarà possibile creare le basi per un successo duraturo ed equo per tutti".
Del progetto Just Transitions Towards Net-Zero Society se ne parla anche nell’ultimo numero di Iride (No° 17/ Novembre 2024), a pagina 25. Scopri di più.
La governance climatica deve quindi adottare un approccio sistemico per anticipare le conseguenze delle proprie strategie e identificare chi ne trae beneficio e chi rischia di essere penalizzato. In questo senso, è fondamentale che i decisori politici possano contare su un modello riconosciuto e legittimato da tutte le parti coinvolte, in grado di individuare combinazioni di decisioni per portare benefici su diversi fronti dello sviluppo sostenibile, minimizzando gli impatti indesiderati.
Il progetto Just Transitions Towards Net-Zero Society si propone di sviluppare uno strumento decisionale a sostegno dell’amministrazione cantonale per individuare iniziative coerenti con l’obiettivo di una transizione giusta verso la neutralità climatica. Lorenzo Di Lucia, docente-ricercatore al DEASS e coordinatore del progetto, ha lavorato dal 2014 al 2022 al Center for Environmental Policy dell’Imperial College di Londra. Per Di Lucia, è fondamentale costruire un consenso alla base per affrontare al meglio le sfide dello sviluppo sostenibile:
"Senza una visione integrata della governance climatica trovare soluzioni condivise diventa difficile. È quindi essenziale mantenere un dialogo aperto con tutte le parti coinvolte, specialmente quelle che potrebbero percepire come ingiusta una decisione politica. Il progetto, da questo punto di vista, ha una dimensione etica, volta a considerare l’impatto delle politiche su ogni segmento sociale, e una dimensione “utilitaristica” in senso positivo, sviluppata per prevenire e gestire eventuali conflitti”.
Il modello utilizzato dal progetto è stato ribattezzato TiSDG e si basa sul modello iSDG (Integrated Sustainable Development Goals) sviluppato dal Millenium Institute di Washington che è partner del progetto. È particolarmente efficace perché, come indica il nome, integra nei suoi modelli predittivi fattori economici, ambientali e sociali permettendo di simulare le conseguenze a medio e lungo termine di determinate scelte politiche
"Il modello esiste già, ma finora è stato utilizzato a livello nazionale. Per la prima volta, verrà adattato a livello regionale, per il Canton Ticino. Il punto di partenza per testare il TiSDG sarà il Piano energetico e climatico cantonale (PECC), che si inserisce in un contesto politico e sociale complesso, il che rende difficile proporre misure efficaci. Questo livello di complessità può essere mitigato grazie al modello di previsione sviluppato dal progetto. Sfruttando tecniche avanzate di modellazione, il nostro strumento simula scenari di trasformazione, tenendo conto dei cambiamenti politici e degli investimenti a livello cantonale sul medio-lungo termine, mentre valuta gli effetti su oltre 80 indicatori collegati agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite."
Finanziato dal Fondo Nazionale Svizzero (FNS) attraverso il programma BRIDGE Discovery, per il periodo 2024-2027, il progetto sarà ufficialmente avviato il 5 dicembre, con un incontro che vedrà la partecipazione di rappresentanti dei Dipartimenti cantonali, della Camera di Commercio e di associazioni pubbliche e private. A questo proposito, Di Lucia conclude: "L’aspetto più innovativo del progetto è proprio questo, risiede nel livello di coinvolgimento degli attori interessati, mai così ampio fino ad ora. L’obiettivo dell'incontro è avviare le attività e presentare lo strumento, affinché tutti i soggetti coinvolti ne riconoscano la validità. Solo con il loro consenso e la legittimità riconosciuta da tutti del modello di riferimento, sarà possibile creare le basi per un successo duraturo ed equo per tutti".
Del progetto Just Transitions Towards Net-Zero Society se ne parla anche nell’ultimo numero di Iride (No° 17/ Novembre 2024), a pagina 25. Scopri di più.