Che sia gustato al bancone di un bar o con lo sbuffo della moka in sottofondo, il caffè è molto più di una semplice bevanda: è un rituale quotidiano che unisce aromi, culture e tradizioni. Con oltre due miliardi di tazze consumate al giorno, rappresenta anche il risultato di una filiera lunga e complessa, ma ancora poco conosciuta.
L’industria del caffè è infatti tra le più articolate al mondo, con una catena del valore che si estende dalla coltivazione nei paesi tropicali – in America Latina, Africa e Asia – fino alla sua distribuzione e al consumo, concentrati principalmente in Europa e negli Stati Uniti. Uno squilibrio geografico tra poli di produzione e di consumo che genera intrecci commerciali articolati e solleva questioni sul piano etico, ambientale e socio-economico.
In questo contesto, il team di ricerca in Blockchain dell’Istituto sistemi informativi e networking (ISIN), in collaborazione con l’azienda Alcomex SA e con il sostegno di Innosuisse, sta sviluppando un sistema blockchain innovativo per il commercio internazionale del caffè.
Il progetto Self Sovereign decentralized architecture applied to International Coffee Trading affronta tre problematiche chiave: la mancanza di fiducia tra gli attori della filiera, dovuta a scarsa trasparenza e cooperazione, l’eccesso di burocrazia e l’assenza di dati chiari e condivisi.
Oggi, la filiera di produzione del caffè è fortemente condizionata dalla presenza di intermediari commerciali, broker che gestiscono le trattative tra esportatori e importatori. Questi, sfruttando un accesso privilegiato alle informazioni, aumentano spesso i propri margini a scapito dei produttori.
"Attraverso le tecnologie Web3, vogliamo fornire informazioni affidabili e creare un ecosistema basato su fiducia, trasparenza e sicurezza tra tutti gli attori della filiera" spiegano Giuliano Gremlich e Tommaso Agnola, ricercatore e collaboratore scientifico ISIN. "L’obiettivo è favorire connessioni dirette tra produttori e acquirenti, migliorando l’efficienza e promuovendo un sistema più equo e sostenibile”.
Alla base del progetto vi è l’integrazione della Self-Sovereign Identity (SSI) e di tecnologie decentralizzate, che permettono a ogni attore di gestire autonomamente le proprie credenziali, eliminando la necessità di autorità centrali di certificazione.
Le attività principali della filiera – dalla pubblicazione delle offerte, alla negoziazione dei contratti, fino alla gestione delle controversie – vengono eseguite tramite Smart Contracts, programmi digitali che regolano in modo sicuro e trasparente gli accordi tra le parti, riducendo i costi di transazione. Grazie a questi smart contracts, sviluppati sulla blockchain Internet Computer Protocol (ICP), ogni fase viene registrata in modo immutabile sulla blockchain, rendendo impossibili manipolazioni o perdite di dati.
I test effettuati mostrano risultati promettenti: il sistema consente di ridurre fino all’80% dei costi di intermediazione, con un impatto diretto sull’aumento dei profitti per esportatori e coltivatori.
"Il nostro obiettivo è creare una piattaforma che rivoluzioni il commercio internazionale del caffè, redistribuendo in modo più equo i ricavi, soprattutto a vantaggio dei piccoli e medi produttori," afferma Evandro Kraft, vicepresidente di Alcomex SA. "Sebbene la fase pilota si concentri sul Brasile, l’ambizione è di estendere la soluzione a tutti i paesi produttori di caffè e ad altre filiere."
Il progetto dimostra come le tecnologie blockchain possano offrire soluzioni efficaci a sfide reali del commercio internazionale, con potenziali applicazioni in molti altri settori in cui tracciabilità e trasparenza sono elementi indispensabili.
Maggiori informazioni: leggi il paper Empowering Global Supply Chains Through Blockchain-Based Platforms: New Evidence from the Coffee Industry