Giancarlo Gianocca
G. Gianocca - Uno sguardo curioso sul mondo
SUPSI Image Focus
Giancarlo Gianocca è co-coordinatore dell’Area Grafica presso il Servizio comunicazione istituzionale della SUPSI e docente nel Bachelor of Arts in Comunicazione visiva.
Da quanti anni insegni e perché hai deciso di farlo?
Ho iniziato una decina di anni fa. Lavorando già in SUPSI, nel Laboratorio cultura visiva, era fortemente consigliato avere un contatto con la didattica perché permetteva di arricchire l’offerta del Laboratorio e far crescere i suoi membri. Dal canto mio, avevo un desiderio e una voglia di provare a insegnare. Da lì è partito tutto.
A dieci anni di distanza come valuti questa esperienza?
Insegnare è molto interessante e mi piace. È sicuramente un impegno in più, perché cerco di arrivare sempre preparato al meglio, però trovo sia un’attività molto arricchente. Ci si relaziona con delle generazioni diverse dalla propria, cercando di portare in aula argomenti, tematiche e strumenti che possano essere utili alle studentesse e agli studenti.
Cosa pensi di aver trasmesso loro in questi anni?
Quello che cerco sempre di trasmettere è l’approccio alla disciplina e alla progettazione. Provo a stimolarli ad osservare la disciplina, il fare, e sviluppare un occhio attento e sensibile. Reputo sia importante avere futuri progettisti che riescano a interpretare le nuove sfide che ci attendono, che siano tecnologiche, puramente di lifestyle, di design, eccetera. Il mio auspicio è che arrivino a creare qualcosa di bello.
E viceversa, cosa pensi ti abbiano trasmesso?
Come giovani uomini e donne, mi lasciano sicuramente un approccio contemporaneo, magari giovanile, alla vita. Sono ragazzi e ragazze giovani con i loro pregi e difetti, con le loro certezze e dubbi. In questa loro particolare fase della vita ci ricordano che siamo comunque tutti sempre in crescita. Trovo che sia sempre importante osservare delle generazioni differenti dalla propria e imparare da loro.
L’insegnamento non è la tua attività principale, come cambia il tuo approccio quando entri in aula?
A un certo punto della propria carriera il lavoro diventa quasi istintivo. C’è una routine, un ritmo, che devi mantenere anche per sentirti appagato professionalmente. Nella didattica si aggiunge una dimensione un po’ più meta: nelle mie lezioni è importante che studentesse e studenti imparino cosa vuol dire progettare, quali sono le metodologie di progettazione e quali scegliere. Sapendo questo, possono studiare il metodo che preferiscono, approfondirlo e a diventare specifici in un determinato campo.
Un nuovo anno accademico ha inizio. Con che sentimenti lo affronti
È sicuramente un momento intenso, poi con il passare delle settimane si prende un ritmo e la situazione si assesta. Personalmente mi presento sempre alla classe con un atteggiamento positivo ed empatico. Con loro cerco di avere un rapporto aperto, uno spazio di discussione senza muri, in cui si possa dialogare. Nel nostro lavoro è normale avere dubbi ed è quindi importante poterli condividere e superarli insieme.
Hai qualche auspicio particolare per quest’anno o qualcosa che ti sei ripromesso?
Siccome sarò con gli studenti e le studentesse fino a dicembre, come ogni anno cercherò di mantenere sempre vivo l’interesse, la concentrazione e anche un po’ di adrenalina, affinché possano rimanere sempre interessati e trarre profitto dalle mie lezioni.