Diretto da Giovanna Zanolla in collaborazione con Davide Antognazza e con il supporto della dottoranda dell’Università di Bolzano Giovanna Andreatti, il progetto si sviluppa nel quadro della collaborazione tra SUPSI e la School of Education della CHRIST University di Bangalore. Attraverso un disegno che combina questionari e analisi qualitative, la ricerca coinvolgerà 1700 giovani tra i 16 e i 22 anni in Svizzera e in India, esplorando quesiti relativi al livello di alfabetizzazione finanziaria tra i giovani, al ruolo giocato dal background socio-economico, dalla socializzazione economica e dal genere, e al modo in cui le emozioni influenzano decisioni e comportamenti finanziari. Alla base del progetto un’ambizione chiara: contribuire allo sviluppo di modelli educativi innovativi e più equi, in grado di ridurre le disuguaglianze.
Abbiamo scambiato due chiacchiere con Giovanna per approfondire l’argomento.
Prima di tutto: cosa si intende per educazione finanziaria?
L’educazione finanziaria è il processo attraverso cui le persone sviluppano conoscenze, competenze e capacità decisionali per gestire in modo consapevole il denaro. Non riguarda solo concetti e strumenti finanziari, ma anche atteggiamenti, comportamenti e dimensioni cognitive, emotive e sociali che influenzano le scelte economiche quotidiane.
Quali sono gli ostacoli principali ad un’educazione finanziaria solida fra i giovani?
Ce ne sono diversi; sicuramente tra i fattori con maggior impatto troviamo le disuguaglianze legate al background socio-economico familiare e l’assenza o debole integrazione nei curricoli scolastici. Questi due aspetti sono correlati tra di loro, in quanto attribuire alla sola famiglia il compito di educare i giovani alle competenze necessarie per una gestione ottimale delle proprie risorse economiche di fatto rischia di riprodurre le diseguaglianze sociali: chi cresce in una famiglia più abile nella gestione del denaro, avrà sicuramente un importante vantaggio già in partenza. A questi due elementi va aggiunta inoltre la crescente complessità e incertezza dei sistemi finanziari e delle traiettorie di vita, che richiede competenze non solo tecniche ma anche decisionali ed emotive.
In generale, la letteratura contemporanea sul tema mostra livelli generalmente bassi di competenza finanziaria tra i giovani e forti disuguaglianze legate all’origine sociale e al genere. Anche fattori emotivi come impulsività e gestione dello stress incidono in modo significativo sulle decisioni economiche.
Il genere come elemento spartiacque nella competenza finanziaria; educare alla gestione finanziaria diventa allora anche un atto di empowerment femminile, cosa ne pensi?
Certamente. Le ricerche mostrano che le differenze di genere nelle competenze finanziarie persistono e sono legate anche a processi di socializzazione precoce. Ad esempio, i ragazzi ricevono più spesso una paghetta regolare, che favorisce l’apprendimento diretto della gestione del denaro, mentre alle ragazze il denaro viene più frequentemente dato su richiesta, rafforzando pratiche di mediazione e dipendenza. Queste esperienze contribuiscono a costruire, nel tempo, approcci diversi al denaro. Rafforzare l’educazione finanziaria delle ragazze significa quindi promuovere autonomia decisionale, sicurezza economica e maggiore capacità di partecipazione attiva nella vita sociale ed economica.
Con che metodologia verrà condotta la ricerca YEFL?
Un questionario, adattato ai due contesti nazionali, verrà somministrato a giovani degli ultimi anni del Secondario II e della formazione terziaria. Lo strumento include item per misurare competenze finanziarie, comportamenti ed emozioni in relazione a situazioni economiche, e prevede anche domande aperte per cogliere significati culturali. Particolare attenzione è dedicata ai processi di socializzazione finanziaria, al background familiare e alle differenze socio-economiche e di genere che influenzano le decisioni economiche.
Come mai una partnership accademica con l’India?
La collaborazione con l’India consente di confrontare due contesti socio-economici, educativi e culturali differenti, offrendo una prospettiva comparativa particolarmente ricca. Attraverso il confronto è possibile analizzare come i processi di socializzazione, i sistemi educativi e i fattori culturali influenzino le competenze finanziarie e le decisioni economiche dei giovani. La partnership rafforza inoltre lo scambio scientifico tra i due Paesi e contribuisce allo sviluppo di conoscenze e modelli educativi più robusti e trasferibili in contesti diversi.