Il contributo della SUPSI al dibattito internazionale
Come valutare la sostenibilità nei programmi Advanced Studies: il contributo della SUPSI al dibattito internazionale - Blog Formazione continua
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- Come valutare la sostenibilità nei programmi Advanced Studies: il contributo della SUPSI al dibattito internazionale
Negli ultimi anni, la sostenibilità è diventata una parola chiave anche nel mondo della formazione continua. Non solo come contenuto, ma come principio guida per ripensare l’intero approccio educativo. Ma come possiamo valutare se e quanto un programma formativo – pensato per adulti professionisti - integra davvero la sostenibilità?
Questa è la domanda al centro del contributo della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI) all’interno del volume collettivo North American and European Perspectives on Sustainability in Higher Education pubblicato da Springer nell’aprile 2025. Il libro raccoglie esperienze innovative condotte da istituzioni di formazione universitaria, e la SUPSI ha portato la propria voce con uno studio condotto nella formazione continua, con un approccio pratico, partecipativo e riflessivo.
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La motivazione alla base dell’iniziativa
La formazione continua può diventare motore di cambiamento, aiutando professionisti e manager a integrare la sostenibilità nelle scelte di ogni giorno.
Grazie ai percorsi di formazione continua, i partecipanti possono accrescere la loro consapevolezza, il senso di responsabilità e sviluppare una motivazione concreta a contribuire a una società più equa e rispettosa dell’ambiente.Tuttavia, in un panorama formativo in continua evoluzione, manca spesso una riflessione critica e strutturata sulla reale coerenza dei percorsi offerti con i principi dello sviluppo sostenibile. Inoltre, molti formatori della formazione continua non dispongono degli strumenti necessari per integrare efficacemente la sostenibilità nei loro corsi. È proprio da questa esigenza che nasce l’idea di creare uno strumento di autovalutazione: un supporto che aiuti i formatori a riflettere sul proprio approccio, a valutare quanto la sostenibilità sia già presente nei contenuti proposti e a promuoverne una diffusione più ampia e consapevole all’interno dei percorsi formativi.
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Grazie ai percorsi di formazione continua, i partecipanti possono accrescere la loro consapevolezza
Florinda Sauli
Scopri di piùCome funziona il nostro modello: strumenti, criteri e processo applicati ai corsi pilota
In questo studio pilota, la SUPSI ha coinvolto 19 corsi Advanced Studies in un processo di valutazione partecipativa. Al centro del modello vi è uno strumento di autovalutazione – una checklist – che consente ai formatori di esaminare in che misura e con quale livello di approfondimento le quattro dimensioni della sostenibilità (sociale, economica, culturale e ambientale) siano integrate nei propri corsi.
Attraverso l’uso di griglie descrittive e momenti di confronto tra pari, ogni formatore ha potuto analizzare il proprio percorso formativo da queste diverse prospettive. La checklist ha inoltre avuto una funzione formativa, incoraggiando una riflessione sul potenziale impatto che i corsi possono avere sui partecipanti, agendo così sia come strumento di valutazione sia come leva per il miglioramento.
Evidenze emerse: approfondimenti, sfide, impatto
Uno degli insegnamenti più rilevanti emersi dal progetto è che non esiste un’unica via per rendere sostenibile un corso di formazione continua universitaria. Ogni responsabile di programma e ogni formatore può trovare approcci diversi, adattabili al proprio contesto e al profilo dei partecipanti. Ciò che accomuna tutte le esperienze è l’attivazione della consapevolezza, primo passo verso una trasformazione delle pratiche didattiche e professionali.
L’analisi ha mostrato una buona presenza dei contenuti di sostenibilità, ma spesso integrati in modo disomogeneo o superficiale, specie per quanto riguarda la dimensione ambientale. Il modello di autovalutazione ha avuto un impatto importante, stimolando riflessioni e confronto tra colleghi. Pur in presenza di ostacoli strutturali – mancanza di tempo, di risorse, di visione trasversale e di supporto organizzativo – in molti casi si è osservata una trasformazione spontanea e concreta delle pratiche didattiche. I responsabili dei corsi Advanced che hanno partecipato al progetto pilota, hanno iniziato a introdurre nuovi esempi, ad aprire spazi di dialogo con i partecipanti, a fare sostenibilità, non solo a parlarne.
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Il modello di autovalutazione ha avuto un impatto importante, stimolando riflessioni e confronto tra colleghi.
Camilla Belfiore,
Guardando al futuro: il futuro della sostenibilità nella formazione continua
La sostenibilità non può più essere considerata un tema opzionale nei corsi Advanced rivolti ai professionisti. Deve diventare parte integrante di una visione strategica della formazione continua, in cui anche i corsi apparentemente lontani dai temi ambientali o sociali riconoscano il proprio impatto. L’esperienza della Formazione continua SUPSI dimostra che responsabili di corso e formatori esperti hanno un ruolo fondamentale nel promuovere questa evoluzione, a partire dalla propria progettualità nell’apprendimento. Accompagnati da strumenti di riflessione pratica come, ad esempio, il nostro modello di autovalutazione, possono contribuire ad attivare processi trasformativi che valorizzano le competenze esistenti, rafforzano il pensiero sistemico e sostengono il passaggio verso pratiche manageriali più sostenibili.
Come possono i formatori e i responsabili di programma facilitare la transizione verso pratiche sostenibili nei contesti professionali?
Nel contesto della formazione continua universitaria, ogni intervento formativo è un’occasione per integrare valori e pratiche di sostenibilità nella vita professionale dei partecipanti. I responsabili di programma possono svolgere un ruolo di regia strategica, selezionando contenuti e metodi coerenti con le sfide del territorio e dei settori di riferimento. I formatori, a loro volta, agiscono come facilitatori di consapevolezza e cambiamento, più vicini al coaching trasformativo che alla didattica tradizionale.
Anche azioni semplici quali un caso pratico, un esercizio riflessivo, una domanda posta con cura , possono stimolare trasformazioni durature, quando inserite in percorsi progettati con intenzionalità e attenzione all’impatto. Il cambiamento inizia quando la formazione continua smette di essere neutra e diventa generativa.
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I responsabili di programma possono svolgere un ruolo di regia strategica, selezionando contenuti e metodi coerenti con le sfide del territorio e dei settori di riferimento.
Nadia Barbaro Bregoli
La sostenibilità non è una tendenza passeggera, ma una necessità educativa che coinvolge ogni ambito della formazione. Anche piccoli interventi, se ben progettati, possono attivare processi trasformativi duraturi. I formatori adulti, spesso trascurati come leve del cambiamento, si rivelano invece fondamentali.
Il cammino è solo all’inizio. Immaginiamo una formazione continua capace di generare cambiamento, non solo di trasmettere saperi e abilità. Uno spazio vivo, dove responsabili di corso, formatori e partecipanti si incontrano da pari a pari, per trasformare la sostenibilità in pratica quotidiana: concreta, misurabile, condivisa.
Il cammino è solo all’inizio. Immaginiamo una formazione continua capace di generare cambiamento, non solo di trasmettere saperi e abilità. Uno spazio vivo, dove responsabili di corso, formatori e partecipanti si incontrano da pari a pari, per trasformare la sostenibilità in pratica quotidiana: concreta, misurabile, condivisa.
La prima stagione del Podcast della Formazione continua
Volete scoprire quanto i vostri corsi integrano la sostenibilità o come farlo in modo concreto?
Ascoltate i podcast “Pratiche di sostenibilità” e “In pratica…”, oppure scrivete nei commenti e seguiteci per nuovi spunti, esempi e strumenti operativi dalla nostra esperienza nella formazione continua universitaria
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