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Neuroplasticità: Formazione continua in azienda - Blog Formazione continua
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La capacità del cervello umano di adattarsi, crescere e modificarsi in risposta alle esperienze – conosciuta come neuroplasticità – sta ridefinendo le possibilità dell’apprendimento e della crescita personale. Questa scoperta neuroscientifica, che ha rivoluzionato il nostro modo di comprendere il cervello, offre nuove opportunità per affrontare le sfide del mercato del lavoro contemporaneo.
Non è soltanto un fenomeno biologico: è una risorsa che, se sfruttata correttamente, può trasformare la formazione professionale e promuovere il benessere cognitivo per tutta la vita.
La neuroplasticità è la capacità del cervello di riorganizzarsi formando nuove connessioni neurali. Questo processo è particolarmente attivo durante l’infanzia, ma le ricerche dimostrano che il cervello mantiene una certa plasticità per tutta la vita. Studi condotti dal neuroscienziato Michael Merzenich, uno dei pionieri nel campo della neuroplasticità, hanno evidenziato che il cervello adulto può modificarsi non solo in risposta a traumi o lesioni, ma anche attraverso l’apprendimento intenzionale e la pratica costante (Merzenich et al., 2013).
Secondo il World Economic Forum (The Future of Jobs Report, 2020), il 50% dei lavoratori dovrà aggiornare le proprie competenze entro il 2025. La neuroplasticità fornisce la base scientifica per questo apprendimento continuo, dimostrando che è possibile acquisire nuove competenze in qualsiasi fase della vita. Ad esempio, l'apprendimento di una nuova lingua o di una tecnologia complessa attiva aree del cervello associate alla memoria, alla risoluzione dei problemi e alla creatività. Questi processi rafforzano le connessioni neurali, migliorando non solo le competenze specifiche, ma anche la capacità generale di apprendere.
Le aziende più innovative stanno già sfruttando le scoperte sulla neuroplasticità per progettare programmi di formazione continua efficaci e sostenibili
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Microlearning
Microlearning e apprendimento distribuito: La formazione suddivisa in brevi sessioni frequenti – nota come microlearning – è progettata per sfruttare al meglio la plasticità cerebrale. Questo approccio aiuta il cervello a consolidare le informazioni nel tempo, favorendo un apprendimento più duraturo.
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Gamification
Gamification: L’uso di elementi di gioco nei programmi formativi stimola il rilascio di dopamina, un neurotrasmettitore associato al piacere e alla motivazione. Ciò non solo migliora l’engagement, ma rafforza anche le connessioni neurali.
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Apprendimento esperienziale
Attività pratiche e immersive, come simulazioni o progetti reali, attivano reti neurali multiple, favorendo un apprendimento più efficace rispetto a metodi puramente teorici.
Oltre a migliorare le competenze professionali, la neuroplasticità può contribuire a prevenire il declino cognitivo. Studi dell’Università di Harvard (Harvard Health Publishing, 2021) dimostrano che attività come il problem solving, il gioco degli scacchi o l’apprendimento di nuove abilità proteggono il cervello dall’invecchiamento precoce. Integrare queste pratiche nella routine lavorativa non solo aumenta la produttività, ma migliora anche il benessere generale.