Le reazioni avverse ai farmaci, in inglese adverse drug reactions (ADR), rappresentano un aspetto critico per la sicurezza dei pazienti e l’efficacia della farmacoterapia. Si tratta di effetti nocivi, più o meno gravi, che si manifestano in seguito all’assunzione di un farmaco alle dosi normalmente utilizzate per la prevenzione, la diagnosi o il trattamento di una malattia.
Considerata la rilevanza del fenomeno per la salute pubblica, nella maggior parte dei paesi gli operatori sanitari sono tenuti legalmente a segnalare le ADR alle proprie autorità nazionali di regolamentazione, in Svizzera Swissmedic. Quest’ultima, a sua volta, delega il processo di sorveglianza a una rete selezionata di centri regionali: in Canton Ticino, il compito è assegnato all'Ente Ospedaliero Cantonale (EOC) e all’Istituto di Scienze Farmacologiche Svizzera Italiana (ISFSI).
In questo contesto si inserisce il progetto NLP a supporto della Farmacovigilanza: QUality Adverse Drug Reaction AcTIve Control (QUADRATIC), nato dalla collaborazione tra il gruppo di Elaborazione del linguaggio naturale dell'Istituto Dalle Molle di studi sull’intelligenza artificiale (IDSIA USI-SUPSI), EOC/ISFSI, con il supporto del Fondo Nazionale Svizzero per la Ricerca Scientifica (SNSF). L’obiettivo: indagare l'utilizzo di metodi di intelligenza artificiale per supportare e potenziare le attività di farmacovigilanza, in particolare i processi di individuazione, valutazione, comprensione e prevenzione delle ADR.
“Nonostante l'obbligo normativo, nella pratica clinica la segnalazione spontanea delle ADR nei pazienti ospedalizzati è poco frequente. L’attività richiede infatti tempo, competenze specifiche e l’analisi di molteplici fonti informative, costituendo un carico operativo ulteriore per gli operatori sanitari” spiega Fabio Rinaldi, ricercatore senior SUPSI presso IDSIA.
Il progetto si è dunque focalizzato sullo sviluppo di strumenti innovativi, basati su tecniche di Natural Language Processing e tecnologie di intelligenza artificiale, per supportare e rendere più efficiente il processo di farmacovigilanza.
Lettere di dimissione: una risorsa strategica
Gli esperimenti si sono concentrati sulle lettere di dimissione ospedaliera, che forniscono una panoramica completa degli eventi clinici più rilevanti verificatisi durante la degenza di un paziente. “L’intento è fornire un supporto affidabile per ridurre il carico di lavoro degli esperti, riducendo l’onere del controllo manuale delle lettere non rilevanti e semplificando l’estrazione di informazioni da quelle positive” aggiunge Rinaldi.
In particolare, sono infatti stati affrontati due aspetti:
- Il rilevamento automatico delle reazioni avverse: è stato sviluppato un sistema in grado di analizzare in modo autonomo le lettere di dimissione e individuare la presenza di possibili reazioni avverse. I casi sospetti vengono poi trasmessi agli esperti di farmacovigilanza per la verifica e validazione.
- L’estrazione delle informazioni cliniche da segnalare: in caso di conferma della reazione, il sistema raccoglie le informazioni essenziali da riportare a Swissmedic, come i nomi dei farmaci utilizzati, gli eventi medici riportati, i segni e sintomi associati.
L’adozione di questo approccio anche presso altri centri regionali di farmacovigilanza potrebbe migliorare significativamente il processo di segnalazione, rafforzando la sorveglianza sui farmaci e generando un impatto positivo sulla salute pubblica.