Progetto didattico
Lugano, Cattedrale di San Lorenzo
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La facciata della cattedrale di Lugano rappresenta uno dei più importanti esempi di architettura rinascimentale in area lombardo-ticinese. Il prospetto lapideo venne realizzato nel XVI secolo impiegando le pietre di Saltrio e Viggiù, estratte dalla zona del Val Ceresio, e il marmo di Carrara per gli altorilievi inseriti a fianco dei tre ingressi e sopra al portale centrale.
Il cantiere didattico si è inserito all’interno di un intervento di manutenzione straordinaria, della durata di tre mesi, che ha avuto come obiettivo la stabilizzazione del materiale lapideo che presentava un avanzato stato di degrado a causa dell’esposizione diretta agli agenti atmosferici e all’assenza di manutenzione.
Il cantiere didattico si è inserito all’interno di un intervento di manutenzione straordinaria, della durata di tre mesi, che ha avuto come obiettivo la stabilizzazione del materiale lapideo che presentava un avanzato stato di degrado a causa dell’esposizione diretta agli agenti atmosferici e all’assenza di manutenzione.
Gli interventi di conservazione si sono concentrati in particolare sul registro superiore, dove lo stato di conservazione della pietra di Saltrio mostrava preoccupanti fenomeni di esfoliazione e distacco di materiale.
Il rilievo fotogrammetrico della facciata ha permesso di produrre una documentazione grafica precisa dell’estensione del fenomeno di esfoliazione. Le vecchie stuccature instabili, applicate in un precedente intervento, sono state rimosse con attenzione. Successivamente si è proceduto al consolidamento della matrice lapidea attraverso iniezioni localizzate di fosfato d'ammonio (DAP). In seguito, il consolidamento di parti di pietra distaccate è stato eseguito mediante infiltrazioni di malta idraulica naturale micronizzata nelle zone precedentemente trattate con iniezioni di DAP. L’intervento si è concluso con la fase di stuccatura, che è stata eseguita attraverso l’applicazione di malta idraulica e inerti selezionati per colore e granulometria.
Queste operazioni hanno consentito di stabilizzare una situazione molto critica, di rallentare i fenomeni di degrado e di permettere di avviare un regolare piano manutentivo delle superfici nel tempo.
Il rilievo fotogrammetrico della facciata ha permesso di produrre una documentazione grafica precisa dell’estensione del fenomeno di esfoliazione. Le vecchie stuccature instabili, applicate in un precedente intervento, sono state rimosse con attenzione. Successivamente si è proceduto al consolidamento della matrice lapidea attraverso iniezioni localizzate di fosfato d'ammonio (DAP). In seguito, il consolidamento di parti di pietra distaccate è stato eseguito mediante infiltrazioni di malta idraulica naturale micronizzata nelle zone precedentemente trattate con iniezioni di DAP. L’intervento si è concluso con la fase di stuccatura, che è stata eseguita attraverso l’applicazione di malta idraulica e inerti selezionati per colore e granulometria.
Queste operazioni hanno consentito di stabilizzare una situazione molto critica, di rallentare i fenomeni di degrado e di permettere di avviare un regolare piano manutentivo delle superfici nel tempo.