Progetto didattico
Stage ad ARCO
Il progetto nasce dalla collaborazione tra SUPSI e la comunità socio-terapeutica di ARCO, per un apprendimento mutuo. Questo stage consente agli studenti e alle studentesse di confrontarsi con l’approccio educativo e la pratica collaborativa.
Durante lo stage viene richiesto di sostenere il lavoro svolto in comunità, affiancare le persone professioniste che ci lavorano apportando una visione occupazionale, orientata al recupero dell’autonomia nelle attività della vita quotidiana e nelle attività laboratoriali.
L’esperienza di stage ad ARCO (12 settimane) permette di inserirsi in un gruppo di lavoro interprofessionale molto ben coordinato ed attento alle necessità degli/delle adolescenti e le rispettive famiglie. L’apertura dei partner verso la professione dell’ergoterapia permette a chi svolge lo stage di comprendere il proprio ruolo e quello di altri/e professionisti/e, accompagnando allo sviluppo di un’identità professionale stabile e una spiccata attitudine collaborativa.
Durante lo stage si viene coinvolti nelle routine giornaliere e in svariati laboratori, potendo così cogliere il potenziale terapeutico delle attività e delle occupazioni proposte ai ragazzi.
Nicole Scorti studentessa in ergoterapia:
"Lo stage ad Arco è un’esperienza formativa molto intensa ed arricchente sotto vari punti di vista. È un vero e proprio “bagno relazionale” che ti porta a confrontarti quotidianamente con diverse figure professionali.
Ad Arco si discute ampiamente su ogni ragazzo/a presente in comunità e si scambiano riflessioni, si concordano gli interventi e si condividono gli obiettivi. È uno spazio in cui si può approfittare di cogliere le diverse cornici professionali che guidano il ragionamento clinico di ogni professionista e comprendere come l’intervento dell’ergoterapista potrebbe inserirsi nel lavoro del team.
Come stager si è costantemente coinvolti nelle attività della comunità e nella relazione, per esempio io ho partecipato a diversi laboratori: il laboratorio grafico-pittorico, il laboratorio “immagine”, il laboratorio “movimento”, tiro con l’arco, fattoria, orto e il laboratorio culturale. Lo stage ad Arco mi ha permesso di accrescere la consapevolezza e l’ascolto dei miei vissuti emotivi in relazione a situazioni complesse, riconoscere i miei stili comunicativi, il linguaggio non verbale e allenare la collaborazione in un team interprofessionale."
L’esperienza di stage ad ARCO (12 settimane) permette di inserirsi in un gruppo di lavoro interprofessionale molto ben coordinato ed attento alle necessità degli/delle adolescenti e le rispettive famiglie. L’apertura dei partner verso la professione dell’ergoterapia permette a chi svolge lo stage di comprendere il proprio ruolo e quello di altri/e professionisti/e, accompagnando allo sviluppo di un’identità professionale stabile e una spiccata attitudine collaborativa.
Durante lo stage si viene coinvolti nelle routine giornaliere e in svariati laboratori, potendo così cogliere il potenziale terapeutico delle attività e delle occupazioni proposte ai ragazzi.
Nicole Scorti studentessa in ergoterapia:
"Lo stage ad Arco è un’esperienza formativa molto intensa ed arricchente sotto vari punti di vista. È un vero e proprio “bagno relazionale” che ti porta a confrontarti quotidianamente con diverse figure professionali.
Ad Arco si discute ampiamente su ogni ragazzo/a presente in comunità e si scambiano riflessioni, si concordano gli interventi e si condividono gli obiettivi. È uno spazio in cui si può approfittare di cogliere le diverse cornici professionali che guidano il ragionamento clinico di ogni professionista e comprendere come l’intervento dell’ergoterapista potrebbe inserirsi nel lavoro del team.
Come stager si è costantemente coinvolti nelle attività della comunità e nella relazione, per esempio io ho partecipato a diversi laboratori: il laboratorio grafico-pittorico, il laboratorio “immagine”, il laboratorio “movimento”, tiro con l’arco, fattoria, orto e il laboratorio culturale. Lo stage ad Arco mi ha permesso di accrescere la consapevolezza e l’ascolto dei miei vissuti emotivi in relazione a situazioni complesse, riconoscere i miei stili comunicativi, il linguaggio non verbale e allenare la collaborazione in un team interprofessionale."