Il modello di Welfare State che abbiamo conosciuto era modellato sul lavoratore maschio, salariato, occupato a tempo pieno, con contratto a tempo indeterminato e con buone prospettive di mobilità sociale per sé stesso e per i suoi figli.
Negli anni Settanta, con l’emergere di un nuovo modello di produzione e accumulazione, il Welfare State perde il suo principale referente e il modello sequenziale delle fasi della vita (infanzia, adolescenza, formazione, lavoro, pensione) sul quale era calibrato.
Come accennato precedentemente, dagli anni Novanta i Welfare State dei Paesi occidentali sono al centro di vasti programmi di riforma, con studi sul loro impatto nei vari livelli di benessere individuale e nei bisogni sociali emergenti.
Su questo versante, all’interno del DEASS si dispone di conoscenze e competenze consolidate attorno all’evoluzione dei modelli di sicurezza sociale adottati negli anni a livello cantonale e federale.
Un team di ricercatori, già a partire dagli anni 2000, è stato infatti chiamato regolarmente a valutare leggi, misure, riforme della sicurezza sociale, anche in prospettiva di genere.
Negli anni Settanta, con l’emergere di un nuovo modello di produzione e accumulazione, il Welfare State perde il suo principale referente e il modello sequenziale delle fasi della vita (infanzia, adolescenza, formazione, lavoro, pensione) sul quale era calibrato.
Come accennato precedentemente, dagli anni Novanta i Welfare State dei Paesi occidentali sono al centro di vasti programmi di riforma, con studi sul loro impatto nei vari livelli di benessere individuale e nei bisogni sociali emergenti.
Su questo versante, all’interno del DEASS si dispone di conoscenze e competenze consolidate attorno all’evoluzione dei modelli di sicurezza sociale adottati negli anni a livello cantonale e federale.
Un team di ricercatori, già a partire dagli anni 2000, è stato infatti chiamato regolarmente a valutare leggi, misure, riforme della sicurezza sociale, anche in prospettiva di genere.