Il lungo periodo canicolare che ha accompagnato la prima parte del mese di agosto non ha fatto che confermare una tendenza in corso che aumenterà la frequenza e l’intensità degli eventi canicolari. Secondo le proiezioni, l’aumento delle temperature causato dal cambiamento climatico in Ticino oscillerà fra 1.5 e 2.0 gradi nei prossimi 10 anni portando a un aumento della superficie delle isole di calore: dagli attuali 34 km2 a 108 km2, pari al 3.8% della superficie cantonale e a circa un terzo dei fondivalle, dove si trovano gli insediamenti.
Questo scenario ha reso la problematica delle isole di calore di grande attualità, così come la necessità di identificare degli interventi che possano mitigarne l’impatto, specialmente nei contesti urbani.
“Oggi la letteratura di settore e gli scambi diretti che abbiamo con altre ricercatrici e ricercatori indicano come si debbano introdurre diversi accorgimenti per contrastare questo fenomeno: dalla creazione di zone d’ombra a una maggior attenzione ai materiali e alla biodiversità. Questi elementi favoriscono un benessere e una maggior vivibilità degli spazi urbani” – esordisce Annalisa Rollandi, ricercatrice dell’Istituto scienze della Terra del Dipartimento ambiente costruzioni e design della SUPSI.
Nel solco degli interventi per mitigare gli effetti delle isole di calore va inserita l’iniziativa della Città di Lugano che ha deciso di testare l’installazione Aureola in Piazza Luini, un luogo particolarmente soggetto al fenomeno a causa della pavimentazione con materiali minerali impermeabili e della prolungata esposizione quotidiana al sole.
Aureola è un anello di nove metri di diametro poggiato su quattro colonne che nebulizza dell’acqua ad alta pressione, creando una suggestiva e sottilissima nebbia che avvolge tutta la struttura; la firma è quella di Nephos, azienda bellinzonese che negli anni ha saputo farsi conoscere per la qualità tecnica e artistica delle proprie installazioni.
Oltre al valore artistico di un’opera particolarmente suggestiva e poetica, Aureola rappresenta una sorta di rifugio dalle alte temperature di Piazza Luini, abbassando la temperatura dell’aria attraverso il principio fisico del raffrescamento adiabatico. L’impatto dell’installazione sulle temperature della piazza e sulla percezione di benessere è al centro del monitoraggio condotto dall’Istituto scienze della Terra della SUPSI.
“Attraverso dei sensori posizionati in Piazza Luini e nelle sue vicinanze, monitoriamo l’andamento delle temperature e dell’umidità durante tutto il periodo d’installazione – spiega Annalisa Rollandi. L’analisi dei dati ci permetterà di valutare l’impatto di questo tipo di interventi in ambito urbano. Per una visione integrata del problema che vogliamo affrontare, abbiamo deciso di avvalerci dell’analisi di immagini termiche raccolte mediante una campagna di rilievo con drone”.
Uno strumento che si sta rilevando particolarmente utile per la raccolta dei dati, come spiega Chantal del Siro, dottoranda presso il Centro competenze cambiamento climatico e territorio della SUPSI: “L’utilità principale del drone è di spazializzare l’informazione. Lo sto impiegando nella mia tesi di dottorato per creare tramite fotogrammetria dei modelli 3D del terreno, che utilizzo per calcolare la perdita dei volumi di ghiaccio nel sottosuolo. Oltre alla sua capacità di seguire la morfologia del terreno durante il volo, il drone è dotato di una camera RGB ad alta risoluzione e di una termocamera. Abbiamo deciso quindi di ampliare le nostre competenze anche nella raccolta e nell’analisi di immagini termiche”.
Nel progetto Aureola le operazioni di volo sono affidate ad Andrea Mini, assistente dell’Istituto scienze della Terra: “Stiamo raccogliendo delle immagini termiche nello spettro dell’infrarosso. L’obiettivo è di realizzare un modello con le temperature misurabili su Piazza Luini e nell’ambiente circostante. Vogliamo capire le variazioni di temperature a seconda dei materiali e dell’esposizione al sole. A ogni rilevamento svolgiamo tre voli a distanza di qualche ora, per indagare se e come si raffresca la piazza e le zone adiacenti”.
I dati quantitativi saranno affiancati dai risultati del questionario che permette a chi visita l’installazione di valutare l’impatto sul benessere nella piazza.
La raccolta dati terminerà il 17 settembre 2024, mentre la restituzione dei risultati del monitoraggio è prevista per la metà dell’autunno.