Progetto didattico
Artichoke 17: controcultura
SUPSI Image Focus
“Rivista” è un corso che permette agli studenti del 3 anno di progettare “Artichoke”, il magazine del Corso di laura. Questo corso rappresenta un emblema di successo raro e prezioso tra le molteplici attività sviluppate nella formazione universitaria. In questo progetto hanno saputo fondersi creatività, passione, scelta dei contenuti e la loro redazione in una veste editoriale innovativa e sperimentale riversando le conoscenze e competenze acquisite nel corso degli studi.
L’intento di questo numero 17 è stato quello di fotografare una rivoluzione in movimento su più ambiti culturali, alcuni prossimi, alcuni distanti, tutti caratterizzati dall’esigenza di scardinare delle prassi istituzionalizzate.
Cosa è stata la ControCultura? E cos’è oggi?
Con queste domande è iniziata la riflessione con gli studenti. Attraverso ricerche d’archivio, interviste a protagonisti e studiosi, con i propri inserti grafici sugli slogan e sulle tematiche della ControCultura e gli approfondimenti preziosi di due dottorande, gli studenti hanno cercato di raccontare, con il proprio sguardo e background culturale, questo straordinario periodo che ha rivoluzionato la nostra cultura e che ancora oggi ritroviamo nella vita di tutti giorni. In fase di ricerca espressiva gli studenti sono riusciti a coinvolgere la Fonderia SwissTypefaces
che ha concesso l’utilizzo delle proprie font per l’intero progetto. Inoltre sono state affrontate diverse sfaccettature della comunicazione visiva che vanno dal progetto di layout, all’impaginazione, al progetto fotografico, illustrativo, di typedesign e di ricerca fotografica.
Il magazine non ha l’intento di avere l’ultima parola sulla ControCultura, ma è un racconto di giovani su dei giovani che chiedevano cambiamento.
Vista la molteplicità e la diversità dei contenuti è nata l’esigenza di implementare la rivista con materiali aggiuntivi (video, audio e immagini); questo è stato possibile tramite un approccio digitale, attraverso l’aggiunta di contenuti in realtà aumentata, da fruire direttamente sulla rivista con l’ausilio di smartphone (App Artivive), e un sito web con la funzione di archivio.
Anche “l’oggetto rivista” è stato progettato pensando al tema e sperimentando soluzioni espressive diverse attraverso l’uso di carte differenti (con attenzione all’ambiente - marchio FSC, PEFC ed EcoLabel), rilegatura a vista, colore pantone e tampografia sul dorso.
Cosa è stata la ControCultura? E cos’è oggi?
Con queste domande è iniziata la riflessione con gli studenti. Attraverso ricerche d’archivio, interviste a protagonisti e studiosi, con i propri inserti grafici sugli slogan e sulle tematiche della ControCultura e gli approfondimenti preziosi di due dottorande, gli studenti hanno cercato di raccontare, con il proprio sguardo e background culturale, questo straordinario periodo che ha rivoluzionato la nostra cultura e che ancora oggi ritroviamo nella vita di tutti giorni. In fase di ricerca espressiva gli studenti sono riusciti a coinvolgere la Fonderia SwissTypefaces
che ha concesso l’utilizzo delle proprie font per l’intero progetto. Inoltre sono state affrontate diverse sfaccettature della comunicazione visiva che vanno dal progetto di layout, all’impaginazione, al progetto fotografico, illustrativo, di typedesign e di ricerca fotografica.
Il magazine non ha l’intento di avere l’ultima parola sulla ControCultura, ma è un racconto di giovani su dei giovani che chiedevano cambiamento.
Vista la molteplicità e la diversità dei contenuti è nata l’esigenza di implementare la rivista con materiali aggiuntivi (video, audio e immagini); questo è stato possibile tramite un approccio digitale, attraverso l’aggiunta di contenuti in realtà aumentata, da fruire direttamente sulla rivista con l’ausilio di smartphone (App Artivive), e un sito web con la funzione di archivio.
Anche “l’oggetto rivista” è stato progettato pensando al tema e sperimentando soluzioni espressive diverse attraverso l’uso di carte differenti (con attenzione all’ambiente - marchio FSC, PEFC ed EcoLabel), rilegatura a vista, colore pantone e tampografia sul dorso.