Quest’anno gli iscritti al primo anno parteciperanno a una lezione extra muros, presso la sede Rabadan, nell’ambito del modulo Politiche territoriali e Business ecosystem. A guidarli sarà il docente e co-responsabile del Bachelor, Andrea Huber, che conosce da vicino il Rabadan per aver preso parte al comitato organizzativo per quattro anni.
Con 162 edizioni alle spalle, quello di Bellinzona è il terzo carnevale in Svizzera, dopo quelli di Basilea e Lucerna, e tra i primi per numero di partecipanti in Ticino. Dal 2012, è inserito nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO. Eppure, la sua forza lavoro è in larga parte basata sul volontariato.
Per Andrea Huber non è una sorpresa: "Del resto, la maggior parte degli eventi pubblici del territorio ha la stessa conformazione organizzativa. La base dei volontari è essenziale alla buona riuscita di eventi come il Rabadan, che devono confrontarsi con costi e sfide organizzative sempre maggiori. Chi mette a disposizione il proprio tempo e le proprie competenze lo fa per piacere e senso di appartenenza verso tradizioni centenarie come nel caso del Rabadan, si tratta quindi di una componente insostituibile. Allo stesso tempo però il settore necessita di una professionalizzazione tesa a strutturare il modello organizzativo, per far fronte a sfide sempre più complesse”.
Eventi e manifestazioni storiche di questa portata, con indotti economici che vanno oltre i confini regionali, richiedono infatti una gestione sempre più qualificata. "Ciò che vogliamo trasmettere con queste giornate è mostrare gli aspetti positivi che una professionalizzazione del Leisure può portare, inteso non solo come l’inserimento di figure specializzate, ma come un vero e proprio mindset. Una visione d’insieme che consideri elementi strategici e operativi, sponsorizzazioni, contatti con istituzioni e media, aspetti di sicurezza e sostenibilità, e tanti altri ancora. Non si tratta di modificare l’assetto organizzativo nel suo complesso, ma di diffondere una cultura gestionale che valorizzi competenze specifiche e, laddove possibile, includere nei comitati una o due figure professionali qualificate, impiegate tutto l’anno con una percentuale definita, per creare una struttura e una continuità nel tempo".
Andrea Huber assicura che lavorare per il Rabadan significa contribuire a portare avanti una tradizione lunga oltre 160 anni, con il senso di responsabilità che questo comporta nei confronti di tutti i portatori di interesse coinvolti. Proprio per questo, il carnevale è un caso di studio ideale, in equilibrio tra impatti sul territorio, divertimento, tradizione, storia e cultura.
Anche per Giovanni Capoferri, Presidente del comitato della società Rabadan le sfide per dare vita a un evento come quello del Rabadan sono tante e complesse. Se si pensa che la regia di tutto ciò è affidata ad un ristretto gruppo di persone, ovvero la decina di membri di Comitato attivi a titolo volontario, il risultato ha del miracoloso. “In qualità di Presidente faccio affidamento sulle varie competenze di cui i membri dispongono e che, con passione e sacrifico, mettono a disposizione della Società. Competenze che servono non tanto per portare avanti in prima persona i vari compiti quanto piuttosto per coordinare, dirigere e indirizzare i professionisti chiamati a svolgere le mansioni. Un Comitato, a questi livelli, né può né deve assumersi compiti diretti che invece come detto – già solo per questioni di responsabilità – vanno lasciati ai vari professionisti coinvolti. La macchina organizzativa del Rabadan, va sottolineato, funziona anche perché può contare su decine e decine di collaboratori. Non sarebbe possibile farne a meno visto che, con molto lavoro e poca spesa, danno un contributo fondamentale. È quindi facilmente intuibile come la coperta delle risorse finanziarie, anche con tutta la programmazione e le ottimizzazioni possibili che comunque facciamo, sia corta e non permetta quindi grandi margini”.
Per gli operatori del settore è quindi essenziale conoscere le dinamiche organizzative di eventi di questa portata. A iniziare dalle politiche di sostegno alla cultura e a conoscere gli attori che ruotano attorno al mondo culturale. A questo proposito, durante la lezione presso la sede Rabadan, gli studenti approfondiranno il tema con Roland Hochstrasser, Capo dell’Ufficio dell’analisi e del patrimonio culturale digitale:
"il Carnevale, parte integrante del patrimonio immateriale della Svizzera italiana, è uno dei tanti elementi che contribuiscono alla valorizzazione del territorio. Patrimoni tangibili e intangibili si stratificano nel tempo e nello spazio, creando contesti di grande interesse e utilità sia per i residenti sia per i turisti. Come accade per molte altre pratiche culturali, il confronto con i professionisti del domani è essenziale: saranno loro a dare continuità e nuova linfa a queste progettualità, con una visione capace di integrare tradizione, cultura e innovazione.”
Per Hochstrasser, il settore culturale è contesto particolarmente appassionante e dinamico: "Negli ultimi decenni, il quadro di riferimento delle attività culturali si è ampliato costantemente, come ben testimoniano i Messaggi sulla cultura promossi dal Consiglio federale. Ma il cambiamento non riguarda solo l’evoluzione degli attori coinvolti, bensì anche il modo in cui operano in un contesto sempre più fluido, in cui le attività culturali assumono nuove forme o si ibridano con l’universo digitale. Le sfide non mancano, anche a livello organizzativo, considerata la crescente necessità di competenze specializzate, persino all'interno delle realtà più piccole.”