Cure Palliative
La Formazione continua SUPSI al congresso di Cure Palliative a Montréal - Blog Formazione continua
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La formazione continua SUPSI in cure palliative ha portato la propria esperienza al congresso internazionale di cure palliative a Montréal, tenutosi dal 15 al 18 ottobre 2024, presentando due poster dedicati a temi d’attualità: il trasferimento delle competenze nella pratica clinica e l’uso della narrazione digitale come strumento di crescita personale e resilienza.
Dal 2012, oltre 3.400 professionisti hanno partecipato ai corsi SUPSI in cure palliative, un numero straordinario per un territorio di 350.000 abitanti. Questo impegno nasce dalla consapevolezza delle lacune formative individuate nel 2008 dalla Confederazione e dalla volontà di offrire una risposta concreta, costruendo un modello formativo che non si limita a riempire un vuoto ma promuove un approccio integrato e precoce alle cure palliative, che affianchi il paziente fin dai primi stadi della malattia. I dati raccolti tra il 2014 e il 2022 raccontano il successo di questa visione: le competenze trasmesse sono diventate strumenti reali per migliorare la qualità delle cure, consentendo un’applicazione pratica che si traduce in una cura più attenta e umana.
Naturalmente, permangono sfide significative. L’eterogeneità delle competenze tra i professionisti, i limiti organizzativi e le risorse finanziarie spesso insufficienti rappresentano ostacoli al trasferimento ottimale delle competenze acquisite. Per questo, SUPSI continua a investire su aree trasversali come l’etica, la comunicazione e la gestione delle emozioni, aspetti fondamentali per costruire una relazione di cura che coinvolga non solo il paziente, ma anche le famiglie e gli stessi operatori.
Dal 2012, oltre 3.400 professionisti hanno partecipato ai corsi SUPSI in cure palliative, un numero straordinario per un territorio di 350.000 abitanti. Questo impegno nasce dalla consapevolezza delle lacune formative individuate nel 2008 dalla Confederazione e dalla volontà di offrire una risposta concreta, costruendo un modello formativo che non si limita a riempire un vuoto ma promuove un approccio integrato e precoce alle cure palliative, che affianchi il paziente fin dai primi stadi della malattia. I dati raccolti tra il 2014 e il 2022 raccontano il successo di questa visione: le competenze trasmesse sono diventate strumenti reali per migliorare la qualità delle cure, consentendo un’applicazione pratica che si traduce in una cura più attenta e umana.
Naturalmente, permangono sfide significative. L’eterogeneità delle competenze tra i professionisti, i limiti organizzativi e le risorse finanziarie spesso insufficienti rappresentano ostacoli al trasferimento ottimale delle competenze acquisite. Per questo, SUPSI continua a investire su aree trasversali come l’etica, la comunicazione e la gestione delle emozioni, aspetti fondamentali per costruire una relazione di cura che coinvolga non solo il paziente, ma anche le famiglie e gli stessi operatori.
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La Formazione continua SUPSI, nel suo percorso di innovazione formativa, ha introdotto un progetto di Digital Storytelling (DST) come strumento di riflessione e crescita personale. Basato sul concetto di “resilienza con crescita” di Richardson, il DST invita i professionisti a trasformare le loro esperienze cliniche più complesse in racconti autobiografici digitali. Questo programma, strutturato in 32 unità didattiche e pronto a partire a dicembre 2024 con 28 studenti, è costruito per offrire ai partecipanti un’occasione unica di condividere le proprie narrazioni, creando così una rete di supporto tra pari e valorizzando il vissuto di ciascuno.
Il DST mira a rispondere alla necessità, sempre più urgente, di uno spazio di riflessione emotiva e psicologica per gli operatori delle cure palliative. Prima e dopo il percorso formativo verrà somministrata la Resilience Scale (RS14) per monitorare l’evoluzione del benessere e della resilienza personale, strumenti ormai imprescindibili in contesti ad alto impatto emotivo come quello delle cure palliative. I primi risultati confermano l’efficacia del DST nel trasformare le sfide quotidiane in occasioni di apprendimento, contribuendo a costruire una sanità dove il benessere psicologico degli operatori è tenuto in seria considerazione.
Il DST mira a rispondere alla necessità, sempre più urgente, di uno spazio di riflessione emotiva e psicologica per gli operatori delle cure palliative. Prima e dopo il percorso formativo verrà somministrata la Resilience Scale (RS14) per monitorare l’evoluzione del benessere e della resilienza personale, strumenti ormai imprescindibili in contesti ad alto impatto emotivo come quello delle cure palliative. I primi risultati confermano l’efficacia del DST nel trasformare le sfide quotidiane in occasioni di apprendimento, contribuendo a costruire una sanità dove il benessere psicologico degli operatori è tenuto in seria considerazione.
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Entrambi i poster presentati al congresso propongono una visione delle cure più ampia, in cui la Formazione continua diventa una forma di accompagnamento per tutto il percorso professionale. Investire nel benessere degli operatori, attraverso progetti come il Digital Storytelling, significa anche investire in una sanità più umana, dove la resilienza e la crescita personale degli operatori sono essenziali tanto quanto le competenze tecniche.