PD Dr.ssa med. Tanja Fusi-Schmidhauser
T. Fusi-Schmidhauser: Il valore della collaborazione tra istituzioni
SUPSI Image Focus
La conoscenza non nasce nel vuoto. Nessuna grande scoperta, nessuna rivoluzione nel pensiero o nella pratica è mai avvenuta in solitudine. La medicina non fa eccezione: ricerca e clinica, chi insegna e chi cura, devono parlarsi perché il sapere sia utile e non resti sterile esercizio accademico. Ma come si costruisce, nella realtà, questo scambio continuo? Chi si occupa di tradurre la teoria in pratica, affinché la qualità della cura migliori davvero?
In Ticino, una delle dimostrazioni dei benefici di sinergia è data dalla collaborazione ventennale tra la Clinica di Cure Palliative e di Supporto EOC e la Formazione continua SUPSI. Quasi un modello culturale di alleanza tra istituzioni che investe sulla formazione per migliorare concretamente la qualità delle cure. Da questa sinergia sono nati progetti che hanno già formato decine di medici e professionisti sanitari, migliorando la qualità dell’assistenza sul territorio.
“Non potremmo svolgere il nostro lavoro clinico senza una formazione costante e un partner affidabile come SUPSI”, spiega la PD Dr.ssa med. Tanja Alessandra Fusi-Schmidhauser, primario della Clinica di Cure Palliative e di Supporto EOC. "Più una figura è formata, più è consapevole dei bisogni ed è capace di identificarli. Questo cambia radicalmente il modo in cui i pazienti vengono presi in carico”.
In Ticino, una delle dimostrazioni dei benefici di sinergia è data dalla collaborazione ventennale tra la Clinica di Cure Palliative e di Supporto EOC e la Formazione continua SUPSI. Quasi un modello culturale di alleanza tra istituzioni che investe sulla formazione per migliorare concretamente la qualità delle cure. Da questa sinergia sono nati progetti che hanno già formato decine di medici e professionisti sanitari, migliorando la qualità dell’assistenza sul territorio.
“Non potremmo svolgere il nostro lavoro clinico senza una formazione costante e un partner affidabile come SUPSI”, spiega la PD Dr.ssa med. Tanja Alessandra Fusi-Schmidhauser, primario della Clinica di Cure Palliative e di Supporto EOC. "Più una figura è formata, più è consapevole dei bisogni ed è capace di identificarli. Questo cambia radicalmente il modo in cui i pazienti vengono presi in carico”.
Qual è l’impatto concreto della Formazione continua sulla pratica clinica?
"Abbiamo formato decine di medici di famiglia, specialisti, oncologi, cardiologi e farmacisti sull’importanza delle cure palliative nella loro pratica quotidiana. La Formazione continua ha permesso di superare il fraintendimento che le cure palliative siano solo per la fase terminale: oggi sappiamo che vanno integrate precocemente in caso di malattie croniche per migliorare la qualità della vita dei pazienti”.
Come si combatte lo stigma che vede le cure palliative come una resa?
"È una delle sfide più grandi. Le cure palliative non significano smettere di curare, ma curare meglio (…) Invito sempre i più scettici a osservare il lavoro quotidiano nei reparti: è lì che si comprende davvero il valore di questo approccio.”
Qual è la sfida più urgente per il futuro delle cure palliative?
"Rendere l’accesso equo per tutti, anche per le popolazioni neglette. Stiamo lavorando per sviluppare strategie che permettano a chiunque ne abbia bisogno di ricevere le cure palliative, senza barriere".