Giovanni Branca
G. Branca - Lavorando insieme possiamo ridurre i consumi
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Sul finire dell’estate 2022 il Consiglio federale lanciò l’iniziativa sul risparmio energetico che indicava a privati e imprese come ridurre il consumo di energia. Poco dopo, anche la SUPSI introdusse il suo piano di risparmio energetico con misure di tipo gestionale (adattare la temperatura, ridurre l’illuminazione, ecc.) e di tipo comportamentale (limitare l’uso dell’ascensore, spegnere le luci non essenziali, ecc.).
Grazie alla collaborazione delle varie utenze, a cinque mesi dall’introduzione del piano energetico i consumi di calore si sono ridotti del 20% al Campus di Mendrisio e del 40% al Campus di Viganello. Come spesso capita, le situazioni di emergenza portano ad accelerare processi e buone pratiche gestionali. Ne parliamo con Giovanni Branca, Responsabile team Gestione edifici dell’Istituto sostenibilità applicata all’ambiente costruito (ISAAC).
Grazie alla collaborazione delle varie utenze, a cinque mesi dall’introduzione del piano energetico i consumi di calore si sono ridotti del 20% al Campus di Mendrisio e del 40% al Campus di Viganello. Come spesso capita, le situazioni di emergenza portano ad accelerare processi e buone pratiche gestionali. Ne parliamo con Giovanni Branca, Responsabile team Gestione edifici dell’Istituto sostenibilità applicata all’ambiente costruito (ISAAC).
La SUPSI ha avviato un processo per l’ottimizzazione dei consumi energetici delle proprie sedi con un orizzonte di medio termine. Dal punto di vista infrastrutturale, quali sono le sfide per un livello di sostenibilità ancora più elevato?
Dal punto di vista infrastrutturale una delle maggiori sfide è la costituzione di un gruppo di lavoro che persegua obiettivi di sostenibilità condivisi. Nel caso delle sedi SUPSI si è instaurato un ottimo rapporto di fiducia e di collaborazione tra i diversi attori: la direzione, le ditte incaricate della manutenzione e della gestione dell’edificio assieme ai responsabili dell’ottimizzazione energetica. La riduzione dei consumi e l’eliminazione degli sprechi è possibile solo lavorando bene insieme: il corretto passaggio di informazioni e dati e la coordinazione tra i diversi attori, sono premesse indispensabili per applicare misure di ottimizzazione energetica efficaci. I sistemi energetici, anche all’interno dello stesso edificio, possono essere molto diversificati, e non sempre relazionati tra di loro in termini di potenziale di regolazione. È quindi indispensabile innanzitutto analizzare lo stato attuale e sviluppare un sistema di monitoraggio continuo dei consumi energetici di altri parametri rilevanti. Ciò rappresenta il punto di partenza e di controllo per le diverse misure di ottimizzazione. Oltre all’aspetto infrastrutturale, un elemento fondamentale è la sensibilità e la cultura delle persone che occupano gli edifici.
A proposito dell’utenza, la componente comportamentale ha avuto un ruolo centrale per gestire al meglio l’emergenza nell’inverno 22/23 e raggiungere gli obiettivi prefissati dal Consiglio federale. Ma le buone abitudini valgono anche in tempi “normali”.
Studenti e collaboratori giocano un ruolo fondamentale. Basti pensare ai risvolti positivi delle misure comportamentali attuate nel periodo di “crisi energetica” legati a un uso limitato di dispositivi elettrici, all’utilizzo razionale dell’energia per l’illuminazione, o l’adattamento di temperatura dei locali. Chi studia, lavora o visita le diverse sedi SUPSI ha adattato il proprio comportamento e le proprie esigenze al particolare periodo di penuria energetica.
Nel caso del piano energetico della SUPSI risulta fondamentale lavorare sul medio-lungo termine, in quanto il problema energetico è lungi da essere risolto: ciò non solo per motivazioni di approvvigionamento energetico, ma anche per ragioni economiche, climatiche e sociali. SUPSI è stata lungimirante, investendo in un percorso di ottimizzazione energetica nei prossimi 3-5 anni, in grado di garantire un monitoraggio e indicatori di sostenibilità continui nel tempo. Nello specifico, si tratta di continuare nel processo di miglioramento della regolazione e di automazione degli impianti, consolidando l’efficienza energetica e riuscendo al tempo stesso a garantire un corretto livello di comfort all’interno interno delle sedi.
A tal proposito, è in corso un progetto di monitoraggio della qualità dell’aria per gli spazi del Campus SUPSI di Mendrisio (temperatura, umidità relativa e concentrazione CO2) allo scopo di apprezzare il livello di comfort in funzione del tipo di regolazione degli impianti unitamente ai consumi energetici registrati.
Che strumenti avete a disposizione per valutare l’efficienza di risparmio energetico e il modo con cui vengono utilizzate le risorse energetiche?
Gli strumenti a disposizione variano in funzione dal carattere degli stabili che si vogliono ottimizzare. Purtroppo per la maggior parte degli edifici non si dispone di sistemi in grado di valutare l’efficienza energetica in fase di esercizio, in quanto i consumi di calore, elettricità ed acqua non vengono monitorati.
Un grande lavoro preliminare alla fase di ottimizzazione riguarda la determinazione e l’acquisizione di questi dati - provenienti spesso da fonti diverse – per poi sistemalizzarli in uno strumento adeguato di monitoraggio. Per le sedi SUPSI ci si è affidati all’esperienza di ENERGO, il Centro di competenza a livello nazionale attivo da 20 anni nel settore, dotato di piattaforme e strumenti specifici. Parallelamente il gruppo di ricerca Gestione degli edifici dell’ISAAC sta sviluppando sistemi di analisi e visualizzazione dei consumi relazionati a parametri di comfort, finalizzati alla determinazione delle migliori azioni di ottimizzazione energetica.