Progetto didattico
Lo stage presso la comunità psicoeducativa ARCHETTO
SUPSI Image Focus
Lo stage presso la comunità psicoeducativa ARCHETTO nasce quale progetto collaborativo con la SUPSI, per un’opportunità di crescita reciproca e co-apprendimento. Attraverso questo stage, gli studenti e le studentesse possono confrontarsi con metodologie psico-educative e modalità di lavoro collaborativo.
La proposta formativa vuole dare l’opportunità agli studenti e alle studentesse di osservare ed ascoltare come stare in relazione con adolescenti in arresto evolutivo. Ad ARCHETTO si coglie il valore della comunicazione e della collaborazione interprofessionale. Gli studenti fanno parte quindi di un’ampia rete di supporto, che collabora attivamente con professionisti esterni e con le famiglie degli adolescenti.
A tutti gli studenti ad ARCHETTO, viene chiesto di entrare in punta di piedi e di dedicarsi principalmente all’ascolto, all’osservazione ed all’azione condivisa durante tutto il periodo di stage (12 settimane).
Allo/a studente/essa viene data l'opportunità di seguire diverse attività per comprendere la complessità del progetto ARCHETTO. Queste spaziano dalle attività di base della vita quotidiana come lavarsi, vestirsi, mangiare e la cura di sé, fino alle attività strumentali quali cucinare, fare acquisti e prendersi cura degli spazi domestici.
Il percorso include anche l'accompagnamento nella gestione del tempo libero attraverso sport, visite in biblioteca, passeggiate e sviluppo dell'autonomia negli spostamenti, così come nella gestione delle transizioni e della noia. Particolare attenzione viene dedicata al gioco, sia strutturato che libero durante i momenti di svago o di transizione, con mediazione nelle dinamiche di gruppo. Infine, lo stage prevede il supporto nelle routine del sonno e riposo, nell'organizzazione delle pause e nell'accompagnamento allo studio.
A tutti gli studenti ad ARCHETTO, viene chiesto di entrare in punta di piedi e di dedicarsi principalmente all’ascolto, all’osservazione ed all’azione condivisa durante tutto il periodo di stage (12 settimane).
Allo/a studente/essa viene data l'opportunità di seguire diverse attività per comprendere la complessità del progetto ARCHETTO. Queste spaziano dalle attività di base della vita quotidiana come lavarsi, vestirsi, mangiare e la cura di sé, fino alle attività strumentali quali cucinare, fare acquisti e prendersi cura degli spazi domestici.
Il percorso include anche l'accompagnamento nella gestione del tempo libero attraverso sport, visite in biblioteca, passeggiate e sviluppo dell'autonomia negli spostamenti, così come nella gestione delle transizioni e della noia. Particolare attenzione viene dedicata al gioco, sia strutturato che libero durante i momenti di svago o di transizione, con mediazione nelle dinamiche di gruppo. Infine, lo stage prevede il supporto nelle routine del sonno e riposo, nell'organizzazione delle pause e nell'accompagnamento allo studio.
La mia esperienza ad ARCHETTO è stata di primaria importanza per la mia formazione.
Alessandra Mancassola
Alessandra Mancassola, diplomata nel 2025 al Bachelor of Science in Ergoterapia, ha svolto il suo ultimo stage presso la comunità ARCHETTO e racconta la sua esperienza:
La mia esperienza ad Archetto è stata di primaria importanza per la mia formazione. Mi ha insegnato in primo luogo come creare una relazione terapeutica con i ragazzi e ragazze della comunità, ovvero quel legame professionale che permette di supportarli e supportarle efficacemente, trovando il giusto equilibrio tra vicinanza umana e ruolo terapeutico.
Per farlo ho dovuto mettere in gioco tutto ciò che ho imparato: le competenze tecniche dell'ergoterapia, ma anche le capacità relazionali e umane. Sembrano cose scontate, ma è solo grazie a questo stage che ho realmente compreso quanto siano fondamentali nella pratica.
Ciò che rende questa comunità speciale è l'approccio. Attraverso attività creative e laboratori, come cucina, orto e pittura, nascono relazioni autentiche, di fiducia, legate alla quotidianità. Il fulcro di tutto è il fare: un'azione semplice ma potente, che in ergoterapia diventa lo strumento principale di cura.
Ho poi avuto la possibilità di seguire i ragazzi nelle loro attività di tutti i giorni, come prendersi cura di sé, e al contempo di creare un progetto di laboratorio sul tema dell'uncinetto e delle relazioni, che il team educativo ha poi realizzato concretamente.
Davvero un'esperienza unica!
La mia esperienza ad Archetto è stata di primaria importanza per la mia formazione. Mi ha insegnato in primo luogo come creare una relazione terapeutica con i ragazzi e ragazze della comunità, ovvero quel legame professionale che permette di supportarli e supportarle efficacemente, trovando il giusto equilibrio tra vicinanza umana e ruolo terapeutico.
Per farlo ho dovuto mettere in gioco tutto ciò che ho imparato: le competenze tecniche dell'ergoterapia, ma anche le capacità relazionali e umane. Sembrano cose scontate, ma è solo grazie a questo stage che ho realmente compreso quanto siano fondamentali nella pratica.
Ciò che rende questa comunità speciale è l'approccio. Attraverso attività creative e laboratori, come cucina, orto e pittura, nascono relazioni autentiche, di fiducia, legate alla quotidianità. Il fulcro di tutto è il fare: un'azione semplice ma potente, che in ergoterapia diventa lo strumento principale di cura.
Ho poi avuto la possibilità di seguire i ragazzi nelle loro attività di tutti i giorni, come prendersi cura di sé, e al contempo di creare un progetto di laboratorio sul tema dell'uncinetto e delle relazioni, che il team educativo ha poi realizzato concretamente.
Davvero un'esperienza unica!