Valorizzazione della didattica - SEDIFO
- Innovazione e valorizzazione
- Valorizzazione della didattica
Siamo impegnati/e in diverse iniziative di valorizzazione della didattica, tra cui il coordinamento dei premi alla didattica SUPSI e l’organizzazione della Giornata della formazione.
Premi alla didattica
A partire dal 2011, la SUPSI ha assegnato ogni due anni un premio alla didattica, sulla base di bandi di concorso che hanno proposto tematiche inerenti al processo di insegnamento e apprendimento e all’innovazione didattica, diverse di volta in volta e trasversali all’Istituzione.
Per il biennio 2023-2024, la SUPSI ha proposto due premi alla didattica, il Premio innovazione didattica SUPSI e il Premio tecnologia e formazione SUPSI.
Premio innovazione didattica SUPSI
Il Premio innovazione didattica SUPSI intende valorizzare l’impegno quotidiano dei/delle docenti dell’Istituzione per la crescita e il successo formativo di studenti e studentesse, attraverso un miglioramento e rinnovamento continuo delle pratiche di insegnamento e di apprendimento. L'obiettivo principale è quello di riconoscere e valorizzare l'impegno dei/delle docenti SUPSI nella formazione di base e continua; e di promuovere la continua evoluzione e il miglioramento delle pratiche didattiche.
Per l’edizione 2023-2024, il concorso ha previsto un premio dell’ammontare di CHF 20'000, attribuito a progetti incentrati su una delle seguenti tematiche: 1) collaborazioni inter- o transdisciplinari nella didattica; e 2) ambienti di apprendimento per la crescita professionale e personale.
Dei dieci progetti sottoposti alla commissione di valutazione, cinque hanno raggiunto la fase finale. I tre gruppi di docenti che si sono particolarmente distinti per la loro offerta didattica sono stati:
Leonardo Da Vinci e Fabio Lenzo - BS in Lavoro sociale, Dipartimento economia aziendale, sanità e sociale.
Il progetto ha colpito la commissione per la sua ampiezza, complessità e coerenza, configurandosi come un esempio virtuoso di innovazione didattica a livello di corso di laurea. È stato particolarmente apprezzato il modo in cui, attraverso un lavoro pluriennale e condiviso, il progetto ha saputo integrare in maniera trasversale lo sviluppo delle competenze riflessive e auto-formative degli studenti e delle studentesse, sull’arco di otto moduli distribuiti su un percorso di tre anni, creando un dispositivo articolato ma solido, capace di incidere in profondità sullo sviluppo della postura professionale di studenti e studentesse. La commissione ha riconosciuto come punti di forza l’impianto metodologico rigoroso, la chiarezza degli obiettivi di apprendimento, la capacità di costruire un sistema di feedback formativo strutturato e condiviso tra docenti e tutor, e la progressiva crescita qualitativa del progetto grazie a un’attenta capacità di auto-osservazione e affinamento.
Il progetto ha colpito la commissione per la sua ampiezza, complessità e coerenza, configurandosi come un esempio virtuoso di innovazione didattica a livello di corso di laurea. È stato particolarmente apprezzato il modo in cui, attraverso un lavoro pluriennale e condiviso, il progetto ha saputo integrare in maniera trasversale lo sviluppo delle competenze riflessive e auto-formative degli studenti e delle studentesse, sull’arco di otto moduli distribuiti su un percorso di tre anni, creando un dispositivo articolato ma solido, capace di incidere in profondità sullo sviluppo della postura professionale di studenti e studentesse. La commissione ha riconosciuto come punti di forza l’impianto metodologico rigoroso, la chiarezza degli obiettivi di apprendimento, la capacità di costruire un sistema di feedback formativo strutturato e condiviso tra docenti e tutor, e la progressiva crescita qualitativa del progetto grazie a un’attenta capacità di auto-osservazione e affinamento.
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Marta Caroselli - BA in Conservazione e restauro, Dipartimento ambiente costruzioni e design.
Il progetto è stato molto apprezzato per l’attualità e la rilevanza del tema affrontato, nonché per l’entusiasmo e l’impegno dimostrati nel costruire un percorso interdisciplinare e interistituzionale di ampio respiro, che ha saputo coinvolgere quattro SUP delle tre aree linguistiche svizzere. La commissione ha riconosciuto come punti di forza la capacità di combinare aspetti tecnico-scientifici e competenze trasversali, l’uso virtuoso dell’inglese come lingua veicolare per favorire la comunicazione interculturale, e la diversificazione delle attività, che ha incluso momenti didattici pratici ma anche ricreativi per stimolare la motivazione e la partecipazione. È stato inoltre apprezzato l’approccio metodologico basato su principi solidi come la progettazione a ritroso e l’allineamento costruttivo.
Il progetto è stato molto apprezzato per l’attualità e la rilevanza del tema affrontato, nonché per l’entusiasmo e l’impegno dimostrati nel costruire un percorso interdisciplinare e interistituzionale di ampio respiro, che ha saputo coinvolgere quattro SUP delle tre aree linguistiche svizzere. La commissione ha riconosciuto come punti di forza la capacità di combinare aspetti tecnico-scientifici e competenze trasversali, l’uso virtuoso dell’inglese come lingua veicolare per favorire la comunicazione interculturale, e la diversificazione delle attività, che ha incluso momenti didattici pratici ma anche ricreativi per stimolare la motivazione e la partecipazione. È stato inoltre apprezzato l’approccio metodologico basato su principi solidi come la progettazione a ritroso e l’allineamento costruttivo.
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Marta Boffi, Sara Della Bella e Giada Peter - BS in Leisure Management, Dipartimento economia aziendale, sanità e sociale.
Il progetto ha colpito la commissione per la capacità di costruire un percorso formativo ben strutturato, capace di integrare in maniera coerente le dimensioni teoriche e pratiche di tre ambiti disciplinari – marketing, metodologia e comunicazione – grazie a una collaborazione virtuosa con il Museo d’Arte della Svizzera Italiana (MASI). È stato apprezzato in particolare l’approccio basato su compiti autentici e attività sul campo, che ha permesso agli studenti e alle studentesse di confrontarsi con sfide reali, favorendo un apprendimento situato. La messa in situazione reale e la possibilità di scelta tra diverse opzioni didattiche hanno contribuito a stimolare la loro motivazione e il loro coinvolgimento, mentre la partnership con il MASI è stata riconosciuta come un ottimo esempio di collaborazione interistituzionale.
Il progetto ha colpito la commissione per la capacità di costruire un percorso formativo ben strutturato, capace di integrare in maniera coerente le dimensioni teoriche e pratiche di tre ambiti disciplinari – marketing, metodologia e comunicazione – grazie a una collaborazione virtuosa con il Museo d’Arte della Svizzera Italiana (MASI). È stato apprezzato in particolare l’approccio basato su compiti autentici e attività sul campo, che ha permesso agli studenti e alle studentesse di confrontarsi con sfide reali, favorendo un apprendimento situato. La messa in situazione reale e la possibilità di scelta tra diverse opzioni didattiche hanno contribuito a stimolare la loro motivazione e il loro coinvolgimento, mentre la partnership con il MASI è stata riconosciuta come un ottimo esempio di collaborazione interistituzionale.
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Premio tecnologia e formazione SUPSI
Il Premio tecnologia formazione SUPSI intende riconoscere docenti che propongono sequenze di attività, in ambienti di apprendimento sia fisici sia digitali, nelle quali la tecnologia giochi un ruolo fondamentale per il successo formativo e il benessere degli studenti. L'obiettivo principale del premio è promuovere un uso didatticamente appropriato della tecnologia e di premiare i/le docenti che non solo adottano strumenti innovativi, ma anche valutano criticamente la loro efficacia, mostrano flessibilità nel loro approccio e considerano la sostenibilità a lungo termine delle soluzioni adottate.
La Direzione della Formazione di base SUPSI ha assegnato questo premio in un’unica occasione, per onorare la memoria di Riccardo Mazza, docente-ricercatore attivo in SUPSI dal 1999 al 2022.
Dei sei progetti presentati, tre hanno raggiunto la fase finale. I progetti vincitori sono stati:
Annalisa Speziali, Marzia Borojevic, Carla Pedrazzani e il team di Cure infermieristiche - BS in Cure infermieristiche, Dipartimento economia aziendale, sanità e sociale.
Il progetto ha colpito la commissione per la solidità del dispositivo didattico e per l’accuratezza con cui è stato implementato, risultando ben allineato ai profili di competenza nazionali e agli standard internazionali di buona pratica nella simulazione clinica. Pur adottando un approccio ormai consolidato nella formazione sanitaria, l’iniziativa si distingue per la capacità di affrontare una soluzione tecnologica in modo consapevole e riflessivo, a favore di un apprendimento esperienziale e situato. Sono stati apprezzati in particolare il focus sulla partecipazione attiva degli studenti e delle studentesse, la creazione di contesti sicuri dal punto di vista fisico e psicologico, e l’attenzione dedicata al problem-solving e alla dimensione riflessiva, che si concretizza nella dinamica virtuosa azione–osservazione–riflessione e in momenti strutturati di debriefing.
Il progetto ha colpito la commissione per la solidità del dispositivo didattico e per l’accuratezza con cui è stato implementato, risultando ben allineato ai profili di competenza nazionali e agli standard internazionali di buona pratica nella simulazione clinica. Pur adottando un approccio ormai consolidato nella formazione sanitaria, l’iniziativa si distingue per la capacità di affrontare una soluzione tecnologica in modo consapevole e riflessivo, a favore di un apprendimento esperienziale e situato. Sono stati apprezzati in particolare il focus sulla partecipazione attiva degli studenti e delle studentesse, la creazione di contesti sicuri dal punto di vista fisico e psicologico, e l’attenzione dedicata al problem-solving e alla dimensione riflessiva, che si concretizza nella dinamica virtuosa azione–osservazione–riflessione e in momenti strutturati di debriefing.
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Tiziano Leidi, Masiar Babazadeh, Diego Frei, Massimo Bortolamei, Adriano Cicco, Mirko Gelsomini, e Loris Bruno - Istituto sistemi informativi e networking (ISIN), Dipartimento tecnologie innovative; Laboratorio media e MINT (MEM), Dipartimento formazione e apprendimento / Alta scuola pedagogica.
Il progetto Railway Quest è stato particolarmente apprezzato per la capacità di coniugare obiettivi formativi ambiziosi e soluzioni tecnologiche originali. I commissari hanno unanimemente riconosciuto la chiarezza con cui il gruppo di lavoro ha saputo collocare la piattaforma all’interno del percorso formativo, valorizzando non solo le metodologie didattiche ma anche la dimensione valutativa. È stata particolarmente apprezzata la capacità del dispositivo di rendere visibili e comprensibili concetti complessi, grazie a una metafora visiva che facilita l’apprendimento riflessivo, e per certi aspetti esperienziale, in ambiti che possono risultare complessi da affrontare. L’approccio adottato va in direzione di un ripensamento del ruolo del docente, orientato a una funzione di facilitazione e supporto, in una struttura che integra momenti di trasmissione dei contenuti, esercitazioni guidate, lavoro autonomo e debriefing, in linea con i principi della didattica attiva e del problem-based learning. La sinergia tra competenze tecniche e pedagogiche, favorita della complementarità di expertise dei proponenti, ha rappresentato un ulteriore punto di forza, così come la capacità di osservazione critica degli sviluppi del progetto e l’apertura a futuri miglioramenti.
Il progetto Railway Quest è stato particolarmente apprezzato per la capacità di coniugare obiettivi formativi ambiziosi e soluzioni tecnologiche originali. I commissari hanno unanimemente riconosciuto la chiarezza con cui il gruppo di lavoro ha saputo collocare la piattaforma all’interno del percorso formativo, valorizzando non solo le metodologie didattiche ma anche la dimensione valutativa. È stata particolarmente apprezzata la capacità del dispositivo di rendere visibili e comprensibili concetti complessi, grazie a una metafora visiva che facilita l’apprendimento riflessivo, e per certi aspetti esperienziale, in ambiti che possono risultare complessi da affrontare. L’approccio adottato va in direzione di un ripensamento del ruolo del docente, orientato a una funzione di facilitazione e supporto, in una struttura che integra momenti di trasmissione dei contenuti, esercitazioni guidate, lavoro autonomo e debriefing, in linea con i principi della didattica attiva e del problem-based learning. La sinergia tra competenze tecniche e pedagogiche, favorita della complementarità di expertise dei proponenti, ha rappresentato un ulteriore punto di forza, così come la capacità di osservazione critica degli sviluppi del progetto e l’apertura a futuri miglioramenti.
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Giornata della formazione
In collaborazione con la Direzione della Formazione di base, il SEDIFO organizza, a cadenza biennale, una giornata di aggiornamento e condivisione sulla formazione e l’innovazione didattica in ambito universitario. La Giornata della formazione costituisce un momento privilegiato di incontro tra le diverse figure impegnate nella formazione di base SUPSI e ha, tra gli altri obiettivi, quello di stimolare la riflessione su temi di particolare interesse e attualità nell’ambito della didattica universitaria e quello di valorizzare le buone pratiche di insegnamento-apprendimento messe in atto da docenti SUPSI.
Tra i temi proposti nelle ultime edizioni vi sono la partecipazione di studenti e studentesse, le prospettive e le sfide della formazione universitaria professionale, lo sviluppo delle competenze, le diverse forme di valutazione e lo sviluppo di situazioni di apprendimento in ambienti fisici e digitali. L’ultima Giornata della Formazione SUPSI si è svolta martedì 2 settembre 2025 presso il Campus DACD di Mendrisio.
L’evento, intitolato L’ambivalenza tra individuo e gruppo nella formazione: freno o risorsa per l’apprendimento? aveva come obiettivo quello di approfondire il complesso e dinamico rapporto tra la dimensione individuale e quella cooperativa nel contesto della formazione universitaria. Durante la giornata, i/le partecipanti hanno esplorato, su più livelli, la relazione talvolta difficile tra dimensione individuale e dimensione cooperativa/collettiva. In un’epoca di rapidi cambiamenti sociali, culturali e tecnologici, la sfida consiste infatti nel trovare soluzioni didattiche che sappiano rispondere ad esigenze apparentemente divergenti tra loro, cercando di favorire un ambiente d’apprendimento che non solo formi professionisti/e competenti e autonomi, ma anche cittadini/e capaci di collaborare per il bene comune.
Per rivivere e approfondire i momenti più significativi della giornata, nella sezione “Documenti utili” è possibile scaricare il programma e i poster presentati.
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Giornata della formazione 2025
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