È noto come la genitorialità, e in particolare la maternità, influisca sulla struttura e sulla funzione del cervello nel breve termine. Il cervello delle mamme cambia subito dopo la gravidanza e nel periodo post-parto e questi cambiamenti sono concentrati nelle aree del cervello deputate a comprendere meglio i bisogni degli altri, ovvero quelle aree legate all’empatia e alla theory of mind.
Ma quali sono i suoi effetti a lungo termine? E quali sono le implicazioni per il benessere delle mamme e dei papà?
Un team di ricercatori coordinato da Valentina Rotondi, ricercatrice del Centro competenze cura, salute e società (CARES) della SUPSI, e finanziato dalla Fondazione Fidinam ha cercato di rispondere a queste domande usando i dati della UKBiobank, una banca dati che contiene informazioni di imaging cerebrale di individui di età compresa tra i 45 e gli 82 anni.
L’indagine ha rivelato differenze evidenti tra le madri e le donne senza figli anche cinque decenni dopo il parto, con un aumento della densità della materia grigia nelle madri rispetto a una riduzione osservata in studi longitudinali precedenti. Questi aumenti sono distribuiti in più regioni cerebrali, in particolare nei lobi occipitale e frontale.
I risultati supportano l’ipotesi di un modello a forma di U delle modifiche della materia grigia durante la vita riproduttiva delle madri: un declino iniziale seguito da un successivo aumento che supera la riduzione iniziale. Ciò suggerisce che la maternità possa esercitare un effetto protettivo contro la perdita di materia grigia legata all’invecchiamento.
L’analisi del dataset del UK BioBank non ha mostrato invece un’associazione significativa tra paternità e densità della materia grigia, suggerendo possibili differenze legate al sesso o alla minore partecipazione dei padri nelle cure infantili.
La ricerca ha documentato anche una correlazione positiva tra genitorialità e benessere cognitivo, con un senso di significato della vita più forte tra i genitori rispetto ai non genitori. Tuttavia, le modifiche cerebrali strutturali non sembrano essere il meccanismo principale attraverso il quale la maternità elevi il senso di significato.
La ricerca è stata pubblicata di recente su Scientific Reports, rivista open access che pubblica ricerche originali in tutte le aree delle scienze naturali, della psicologia, della medicina e dell'ingegneria, ed è consultabile qui.