Serena Ragazzi
S. Ragazzi - Il valore della Ricerca nel sistema scolastico ticinese
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Serena Ragazzi ha conseguito un Master in scienze sociali e politiche presso l’Università di Losanna. Ha lavorato per alcuni anni alla SUPSI come assistente di ricerca e poi come ricercatrice presso il Centro competenza innovazione e ricerca sui sistemi educativi (CIRSE) del Dipartimento formazione e apprendimento / Alta scuola pedagogica. Dal 2020 è Aggiunta al Direttore della Divisione della scuola, dove lavora dal 2013.
Per averci prima lavorato e poi collaborato per molti anni, come ha visto evolvere il contributo del CIRSE nel suo ruolo di supportare le politiche scolastiche e i processi decisionali a livello cantonale?
Avendo avuto il privilegio di osservare da vicino le attività del CIRSE, prima come membro attivo e poi come partner esterno, ho potuto constatare e apprezzare da vicino la sua utilità. La ricerca educativa condotta dal CIRSE non si limita a ‘fotografare’ la realtà, ma consente di tradurre i risultati della ricerca in strumenti concreti e raccomandazioni operative per i decisori politici e gli attori del mondo della scuola. Nel tempo ho visto il CIRSE impegnarsi sempre più attivamente nel dialogo con le istituzioni fornendo consulenza qualificata negli ambiti di sua competenza.
Ritengo che il contributo della ricerca in ambito educativo di cui si occupa il CIRSE sia diventato sempre più cruciale, specialmente nel contesto attuale. In un mondo caratterizzato da una crescente velocità del cambiamento e dalla proliferazione di informazioni non sempre verificate, disporre di ricerche rigorose e affidabili in ambito educativo rappresenta un valore inestimabile. I decisori si trovano spesso a dover affrontare sfide complesse e in rapida evoluzione, e la capacità del CIRSE di fornire evidenze empiriche solide consente loro di prendere decisioni informate e basate su dati concreti, allontanandosi da intuizioni o da narrazioni infondate.
Può fare un esempio di un progetto da lei coordinato che ha tradotto la ricerca in strumenti utili per lo sviluppo di una scuola più inclusiva e partecipativa?
Uno dei progetti di punta del CIRSE che ha un’importante utilità è Scuola a tutto campo, gli indicatori del sistema scolastico ticinese. ll progetto raccoglie un’ampia gamma di indicatori relativi al sistema scolastico del Canton Ticino. Questi indicatori sono basati su dati statistici, amministrativi e su indagini specifiche, offrendo una visione dettagliata e oggettiva di vari aspetti cruciali, tra cui l’equità, le competenze e i risultati, il benessere l’integrazione e l’inclusione. Il monitoraggio costante e l’analisi degli indicatori permettono di identificare i punti di forza e di debolezza del sistema educativo, garantendo che le decisioni siano basate su evidenze concrete.
Quali sono, secondo lei, le condizioni necessarie affinché i processi di pilotaggio possano davvero accompagnare l’evoluzione del sistema scolastico?
Per accompagnare la reale evoluzione di un sistema complesso come quello scolastico, è necessario un insieme di condizioni interconnesse che ne garantiscano l’efficacia e la sostenibilità nel tempo. Prima di tutto è imprescindibile una visione chiara e condivisa degli obiettivi di miglioramento, costruita con il coinvolgimento attivo di tutti gli attori coinvolti. Questa visione deve nutrirsi di dati affidabili e ben analizzati, capaci di informare in maniera efficace le decisioni. È inoltre fondamentale adottare un approccio sistemico e flessibile che tenga conto della complessità del sistema e promuova un ciclo continuo di miglioramento. Per rendere tutto ciò possibile, occorrono capacità e supporto adeguati per docenti e dirigenti, sostenuti da una leadership efficace a tutti i livelli. Infine, è cruciale coltivare una cultura della valutazione orientata al miglioramento, che valorizzi la riflessione sulle pratiche e promuova una comunicazione trasparente e costruttiva.
Cosa l’ha motivata a impegnarsi nella ricerca educativa e nel lavoro a stretto contatto con le istituzioni scolastiche? Se guarda al futuro cosa vede?
La mia motivazione nasce da una profonda convinzione nel valore intrinseco della scuola e dell’educazione. Credo fermamente che l’istruzione rappresenti un elemento centrale e un motore potentissimo per la crescita individuale delle giovani e dei giovani e per lo sviluppo dell’intera società. Guardando al futuro, il mio auspicio è che la scuola ticinese possa continuare il suo percorso di crescita rimanendo al passo con le evoluzioni della società. Ritengo cruciale preservare e rafforzare il carattere inclusivo ed equo che la contraddistingue, assicurando che ogni studentessa e ogni studente abbiano le opportunità per realizzare il proprio potenziale in un contesto educativo stimolante e aggiornato.