dal 02 al 27 marzo 2026
Immagine: © Schweizerisches Sozialarchiv, 1953
Il Dipartimento ambiente costruzioni e design della SUPSI ospita nel suo Campus a Mendrisio una mostra che presenta dodici diversi luoghi della Svizzera. Sono luoghi discreti, a volte trascurati, che conservano la memoria di comunità e individui senza rappresentanza istituzionale. Nel loro insieme, propongono una mappatura alternativa del patrimonio svizzero, fondata sulla pluralità sociale e culturale del Paese.
Nel 1975, l’anno europeo del patrimonio architettonico, si adottò lo slogan: “Un futuro per il nostro passato”. Mezzo secolo dopo, in un'epoca di migrazioni, sconvolgimenti climatici e richieste di maggiore equilibrio e giustizia sociale, questa mostra ci invita a riconsiderare quel futuro condiviso alla luce delle sfide odierne.
L’esposizione solleva una domanda essenziale: cosa scegliamo di trasmettere e in nome di chi? Vengono presentate eredità nascoste spesso assenti dagli inventari ufficiali: dalle prigioni ai quartieri popolari ai ricordi della migrazione. Alcuni studi mettono in luce pratiche trascurate o vite che non sono rappresentate da gesti e monumenti nelle nostre città, ampliando la nostra comprensione di ciò che può essere considerato patrimonio.
Fotografie, testimonianze e ricerche sul campo di Mischa Engeler, Tiffanie Genilloud, Sofia Gloor, Malika Jenni, Tamara Khalil, Elisa Nadas, Anna Ozhiganova, Ernesto Pinto De Carvalho, Léa Roberts, Lili Rouveure, Luce Salvadé e Nicolás Wittig a cura di Florence Graezer Bideau (Patrimoine, Anthropologie et Techniques, ENAC, EPFL), Anna Karla de Almeida Milani (Delft University of Technology), Rune Frandsen (Cattedra di Conservazione del patrimonio edilizio e dei monumenti, ETH Zurich), in collaborazione con Anna Bórbala Hausel (EPFL) e Helen Wyss (ICOMOS Suisse), offrono una visione rinnovata del patrimonio svizzero: vivo e radicato nella vita quotidiana.
Questo progetto collettivo di mostra non solo porta alla luce eredità dimenticate o poco conosciute, ma invita anche a costruire una memoria più inclusiva che rifletta la diversità della nostra società.
Un futuro per il passato di chi? è un'iniziativa guidata dalla Cattedra di Conservazione del patrimonio edilizio e dei monumenti del Politecnico federale di Zurigo (ETH Zurigo) in collaborazione con ICOMOS Suisse, il gruppo di ricerca Patrimoine, Anthropologie et Techniques del Politecnico federale di Losanna (EPFL) e con il sostegno dell’Ufficio federale della cultura. La mostra nasce dal lavoro pedagogico svolto nei corsi “Future Heritage” (ETH Zurigo) e “Urban Anthropology” (EPFL).
Inaugurazione, periodo espositivo e visita guidata
L’inaugurazione di Patrimonio inclusivo: voci e luoghi invisibilizzati è prevista per lunedì 2 marzo 2026 alle 17:00 al pianterreno del Campus del Dipartimento ambiente costruzioni e design della SUPSI (via Flora Ruchat-Roncati 15, Mendrisio).
Per l’occasione interverranno Giacinta Jean (Dipartimento ambiente costruzioni e design SUPSI, area Conservazione e restauro), Florence Graezer Bideau (EPFL), Anna Karla de Almeida Milani (Delft University of Technology) e Rune Frandsen (ETH Zurich).
La mostra è visitabile liberamente fino a venerdì 27 marzo 2026 al pianterreno del Campus SUPSI di Mendrisio (lunedì–venerdì 9:00–19:00).
Martedì 10 marzo 2026 è prevista una visita guidata alle 17:00 a cura di Giacinta Jean (professoressa SUPSI in Storia e tecniche della conservazione), Sergio Bettini e Anna Bernardi (Istituto di storia e teoria dell’arte e dell’architettura – Accademia di architettura di Mendrisio).