Come sono strutturate le attività e qual è il loro valore aggiunto?
Le attività si sviluppano secondo due modalità complementari, che valorizzano approcci diversi alla collaborazione internazionale. Da un lato, il progetto con la Penn State University adotta un modello ibrido: con una settimana, solitamente in febbraio, in cui ci rechiamo negli Stati Uniti per l’avvio dei progetti, segue una fase di lavoro a distanza durante il semestre e una settimana finale, in maggio, quest'anno tra l'11 e il 15, in cui è il gruppo della Penn State a raggiungerci a Lugano per la chiusura dell’attività.
Le iniziative con Virginia Tech si svolgono invece prevalentemente in Ticino: a Riva San Vitale è infatti presente lo Steger Center for International Scholarship, una sorta di sede distaccata che fa da hub per la presenza della Virginia Tech in Europa. In questo caso i loro studenti sono in Ticino durante il semestre e la collaborazione avviene a stretto contatto, a gruppi misti, lavorando un po’ a Riva e un po’ a Lugano. Cerchiamo di coinvolgere anche attori del territorio, permettendo di sviluppare soluzioni concrete e di acquisire competenze immediatamente spendibili in ambito professionale. La presentazione dei lavori a Riva San Vitale serve generalmente ai responsabili del centro per coinvolgere anche popolazione e autorità locali.
In che modo queste attività si integrano nel percorso formativo?
Le attività sono opzionali, non tutti gli studenti decisono di partecipare, ma fanno parte integrante del curriculum del Bachelor of Science in Ingegneria informatica, assieme ad altri corsi a scelta. Sono progettate con obiettivi didattici definiti e prevedono una valutazione, al pari degli altri moduli formativi. Questo consente di inserire la dimensione internazionale all’interno del percorso di studio in modo strutturato, garantendo coerenza con le competenze attese e valore riconosciuto anche in chiave professionale.
Quanto è importante la lingua in queste esperienze?
La dimensione linguistica è centrale. I progetti si svolgono in inglese e offrono l’opportunità di esercitare la comunicazione in un contesto reale e professionale. Questo approccio consente di sviluppare competenze linguistiche in modo accessibile e continuativo, senza dover necessariamente trascorrere un periodo di mobilità all’estero. Riteniamo questa doppia offerta di “International at Home” un’opportunità unica per i nostri studenti.
Qual è il valore delle collaborazioni internazionali nella formazione?
Le collaborazioni internazionali rappresentano un elemento sempre più strategico in un contesto globale caratterizzato da forte interconnessione tra mercati, tecnologie e competenze, ma al tempo stesso anche sempre più frammentato dal punto di vista politico.
Il confronto con partner accademici esteri permette di sviluppare competenze oggi essenziali, come il lavoro in team distribuiti, la capacità di adattarsi a contesti culturali diversi e la gestione di progetti articolati. Tutte esperienze che rafforzano il profilo professionale e preparano ad operare con consapevolezza in un mercato del lavoro sempre più esigente.