Le piogge intense e prolungate di inizio estate hanno solo ritardato il ritorno della zanzara tigre, che con il tempo più stabile di questa seconda parte di stagione ha ritrovato le condizioni per riprodursi e tornare a infastidire chi vuole godersi un po’ di tempo all’aria aperta. Senza sottovalutare i pericoli per la salute che ne derivano.
Il settore Ecologia dei vettori dell’Istituto microbiologia della SUPSI (Dipartimento ambiente costruzioni e design) porta avanti da anni iniziative di monitoraggio e di controllo della diffusione della zanzara tigre, sperimenta, inoltre, costantemente nuove tecniche per contrastarne la diffusione.
Ne è un esempio il ricorso alla tecnica del maschio sterile, sperimentato per la prima volta l’anno scorso nel Comune di Morcote con risultati molto incoraggianti, come spiega Diego Parrondo, collaboratore scientifico dell’Istituto microbiologia: abbiamo rilevato che nel 2023 con il rilascio di circa 3 milioni di maschi sterili la popolazione di zanzare tigre femmine a Morcote è diminuita del 60% rispetto ad altre zone, conformemente simili, dove non abbiamo effettuato alcun rilascio. Quest’anno con quasi due milioni di esemplari rilasciati, la diminuzione si attesta all’80%.
Una tecnica promettente, dunque, che può essere affiancata ad altre misure di controllo già applicate sul territorio per ridurre ulteriormente la presenza di questo fastidioso insetto e il rischio di trasmissione di malattie tipicamente tropicali che può portare con sé. È dunque importante potere dotarsi in modo rapido di maschi sterili di qualità, e per produrli a basso costo la SUPSI si sta attivando a livello cantonale per creare una biofabbrica dove allevarli.
Il periodo estivo coincide spesso anche con viaggi intercontinentali, potenzialmente pericolosi da un punto di vista della trasmissibilità di malattie tropicali per chi rientra da Paesi subtropicali. In Ticino i casi restano fortunatamente circoscritti, grazie alla bassa popolazione di zanzare tigre e all'efficace monitoraggio e trattamento dell'Istituto di microbiologia, che in questi casi interviene tempestivamente su segnalazione dell'Ufficio del medico cantonale.
Le competenze maturate nel corso degli anni dal settore Ecologia dei vettori, di cui Eleonora Flacio è responsabile, hanno fatto sì che il Ticino sia diventato un modello da seguire anche per gli altri Cantoni: il nostro laboratorio coordina la rete svizzera delle zanzare per l’Ufficio federale dell’ambiente, siamo un supporto per tutti i Cantoni che vogliono iniziare un sistema di sorveglianza e controllo delle zanzare e raccogliamo i dati di segnalazione delle cittadine e dei cittadini di tutta la Svizzera. Una volta accertata la presenza di zanzare aiutiamo i Cantoni ad avviare le attività di trattamento adottate in Ticino.
La lotta alla zanzara tigre è anche una lotta di prossimità in cui cittadine e cittadini giocano un ruolo importante. Eleonora Flacio dà indicazioni chiare: è importante impedire la nascita delle zanzare alla fonte, ad esempio rimuovendo punti d’acqua stagna e trattando con prodotti specifici quelle che non possono essere rimosse. I repellenti cutanei sono efficaci, così come il trattamento a base di granuli di Bacillus thuringiensis israelensis offerto da molti Comuni, che sono da distribuire una volta alla settimana da maggio a settembre. Altre misure di intervento non sono consigliabili perché non specifiche e possono causare anche problemi secondari.
Altre informazioni e indicazioni sulla lotta alla zanzara tigre sono raccolte sul nuovo sito: www.supsi.ch/go/zanzare.