Le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte al mondo, con circa 17 milioni di decessi all’anno. La riabilitazione cardiovascolare (CVR) diventa quindi fondamentale per la prevenzione, con dati che attestano una diminuzione della mortalità del 20%.
Tuttavia, completato il percorso in ospedale, capita che i pazienti perdano entusiasmo ed interesse nel migliorare il proprio stile di vita. Per questo, il progetto CUOREMA intende sviluppare un sistema di salute mobile, innovativo e personalizzato per aumentare l’aderenza alla riabilitazione cardiovascolare post-ospedaliera.
L’applicazione CUOREMA, attualmente oggetto di uno studio osservazionale presso l’Ospedale Malcantonese (OSCAM) e il Centre Hospitalier de Corbie (Francia), integra dati provenienti da dispositivi indossabili – con cui i pazienti possono registrare in modo autonomo e automatico i propri parametri fisiologici, le attività e gli allenamenti – e fornisce feedback bio-comportamentali, motivazionali e personalizzati sulla base del profilo e dei dati raccolti.
Ciò contribuisce a mantenere costanti i progressi e a raggiungere gli obiettivi di CVR, anche attraverso l’interazione con coach virtuali che offrono suggerimenti e consigli sulla base delle linee guida svizzere ed europee per la riabilitazione. Inoltre, l’applicazione fornisce ai cardiologi uno strumento più efficiente e strutturato per monitorare lo stato di salute e i progressi dei pazienti, al fine di migliorarne la qualità di vita e la salute.
“La soluzione sviluppata ha richiesto una forte multidisciplinarietà e personalizzazione” con lo sviluppo di un modello comportamentale personalizzato e adattabile, basato su algoritmi di IA" spiega Francesca Faraci, responsabile del gruppo Biomedical Signal Processing (BSP).
Diversi tipi di dati sono utilizzati come sorgenti di informazioni: quelli registrati con le magliette sensorizzate, ma anche questionari e informazioni contestuali ottenute tramite la chatbot. Così, gli algoritmi di modellazione statistica e causale sono in grado di creare profili comportamentali altamente personalizzati.
Radoslava Švihrová, studentessa di dottorato, sottolinea che “Nel corso del tempo, le esigenze degli utenti potrebbero tuttavia cambiare, richiedendo modifiche e continui adattamenti del modello creato inizialmente. Cambiamenti e risultati significativi vengono comunicati all'utente (biofeedback), spiegando le relazioni (causali) e gli impatti sul suo stile di vita” .
Al progetto, finanziato dal programma Eurostars e dalla Segreteria di Stato per l’educazione, la ricerca e l’innovazione (SEFRI), partecipano anche partner dal mondo accademico, clinico, e dell’industria: l’Ospedale Malcantonese, le aziende My MHealth (UK), Game Solutions Lab (NL), ALFAGAMMA (CH) e L.I.F.E. (IT).