Santiago Lusenti
S. Lusenti - Di ritorno sui banchi
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Santiago Lusenti, dopo dieci anni di lavoro e con un’esperienza imprenditoriale alle spalle ha deciso di tornare sui banchi. È studente al primo anno del Bachelor in Ingegneria gestionale.
Perché hai scelto questo specifico ambito dell’ingegneria?
Di formazione sono progettista meccanico e volevo scoprire qualcosa di nuovo. Ho scelto ingegneria gestionale per ampliare i miei orizzonti. La scelta della SUPSI è stata naturale, anche per la vicinanza al Malcantone, dove vivo.
Con che sentimenti ti affacci ai tuoi studi?
Di certo ci sono molte incognite, perché sono dieci anni che non studio più. Mi domando se ho ancora quell’elasticità mentale che è sempre utile per affrontare questo genere di sfide. Ho 28 anni, tutto sommato sono ancora giovane, e voglio capire se sono pronto per questa nuova avventura.
Cosa ti ha fatto tornare a studiare?
Fino a due anni fa lavoravo in un’azienda come dipendente. In seguito ho aperto una ditta individuale con un amico. Le nostre strade a un certo punto si sono divise e ho deciso di ritornare sui banchi. Mi sono detto che non c’è un momento sbagliato per tornare a studiare, per crescere e ampliare le mie conoscenze.
Cosa ti aspetti da questa esperienza?
Mi aspetto di estendere la mia rete di contatti, soprattutto nel settore industriale ticinese. I contatti per me sono essenziali, perché da un incontro può nascere un’opportunità che ti può portare chissà dove nel mondo.
Sei già orientato a tornare al lavoro, insomma?
Sì. Sono qua per accumulare esperienze e, al termine degli studi, tornare a lavorare e perché no riuscire a inventare cose nuove, soprattutto in ambito tecnologico. Lo sviluppo di nuove tecnologie sta andando velocissimo e credo che anche in una cittadina come Lugano, possano nascere delle belle idee.
Come credi sarà la tua formazione?
Penso che ci sarà tanto sviluppo, chilometri di codici e molta gestione dati. Mi aspetto di imparare meglio alcuni linguaggi di programmazione, come python per citarne uno, e magari approfondire un po’ anche qualche aspetto legato all’intelligenza artificiale.
E i rapporti con i tuoi nuovi compagni?
Mi aspetto si creino delle belle conoscenze e delle nuove amicizie. Siamo tutti sulla stessa barca e volenti o nolenti navigheremo insieme nei prossimi tre anni. È probabile che io sia uno dei più “anziani” della classe. Spero solo che nessuno mi veda come un mentore… (ride).