Il mondo del lavoro sta affrontando sfide straordinarie. La globalizzazione e la digitalizzazione dell'economia, così come la ristrutturazione delle imprese, hanno accelerato l'automazione, la frammentazione delle forme d’impiego e lo sviluppo di nuove forme organizzative (si pensi al lavoro mediante piattaforme digitali). Queste tendenze hanno reso l'occupazione più precaria e le condizioni di lavoro meno favorevoli: lavoro temporaneo e a chiamata, copertura legale inadeguata, retribuzione bassa sono solo alcuni esempi. Questi fenomeni aumentano i rischi per la salute, in particolare attraverso l’intensificazione del lavoro.
Anche l'evoluzione demografica (ad esempio i cambiamenti nei modelli migratori), i cambiamenti tecnologici (si veda l'intelligenza artificiale) e il degrado ambientale (ad esempio le temperature estreme) hanno creato nuovi rischi per i lavoratori.
In questo contesto di crescente vulnerabilità, istituzioni di regolamentazione come l'ispettorato del lavoro svolgono un ruolo cruciale nel garantire il rispetto degli standard di salute, sicurezza, retribuzione e occupazione per i lavoratori e le lavoratrici, soprattutto di quelli più precari e vulnerabili. Non sempre un ruolo semplice.
Al fine di discutere di questi temi, si è tenuto dal 9 all’11 settembre a Basilea, presso la Scuola universitaria professionale della Svizzera nordoccidentale (FHNW), il Congresso annuale della Società Svizzera di Sociologia. Al Congresso ha preso parte anche Nicolas Pons-Vignon, Professore in Trasformazioni del lavoro e innovazione sociale presso il Centro competenze lavoro, welfare e società (CLWS) della SUPSI, che insieme ai colleghi della Haute école de travail social et de la santé Lausanne (HETSL) Alessandro Pelizzari e Aris Martinelli, ha organizzato due panel sul tema “Labour inspection and worker vulnerability”. I panel hanno permesso di interfacciarsi con studiosi internazionali provenienti da Svizzera, Francia, Germania e Portogallo con l’intento di sviluppare nuovi progetti all’interno di questa rete nascente di ricercatori interessati ai meccanismi istituzionali di protezione di lavoratori e lavoratrici ormai sempre più vulnerabili.
Nicolas Pons-Vignon ha recentemente anche condotto, su mandato della SECO, una revisione della letteratura internazionale sulle risposte degli ispettorati del lavoro alle trasformazioni del lavoro. Da questa ricerca è emerso come gli ispettorati, oltre a ristrutturazioni interne abbiano combinato diversi approcci al enforcement e rafforzato la cooperazione con una serie di partner esterni. Di fronte alla duplice sfida della mancanza di risorse e della crescente complessità delle missioni, i dati raccolti sottolineano l'importanza della natura strategica delle risposte. L'efficacia degli interventi dipende, difatti, dal modo in cui vengono coordinati e dalle riflessioni alla loro base, le quali devono fondare tanto sulla ricerca scientifica quanto sulla valorizzazione delle conoscenze generate dall'attività ispettiva stessa, ma anche sul coinvolgimento dei lavoratori di cui l'ispezione tutela i diritti.