Foto: il gruppo di lavoro della nuova Carta tettonica; Filippo Schenker è il terzo da destra.
La Svizzera ha una nuova Carta tettonica (TK500) che offre la possibilità di esplorare e comprendere meglio le dinamiche del sottosuolo svizzero. Questa edizione rappresenta un significativo aggiornamento delle geometrie, della distribuzione e della nomenclatura delle unità tettoniche e degli elementi strutturali dell’intera Svizzera e delle regioni limitrofe. Le unità raggruppano rocce con una storia geodinamica comune e sono separate tra loro da discontinuità tettoniche. Questa quarta edizione si basa su quella precedente del 2005, ma incorpora le varie carte geologiche pubblicate da allora.
Filippo Schenker, responsabile del Settore geologia dell’Istituto scienze della Terra (Dipartimento ambiente costruzioni e design della SUPSI), ha collaborato con il redattore di swisstopo Yves Gouffon come co-autore di una sezione dedicata alle Alpi Lepontine contribuendo alla sua definizione e descrizione. Questo lavoro ha permesso di introdurre un nuovo dominio paleogeografico, denominato Lepontico.
Inoltre, per la prima volta sono state redatte delle note esplicative alla Carta tettonica, di cui Schenker è pure co-autore. Le note descrivono dettagliatamente le 187 unità tettoniche presenti sul territorio svizzero.
La versione digitale della Carta tettonica consente di accedere a circa 200 sottounità, fornendo una migliore comprensione del sottosuolo svizzero. I colori sono stati adattati per evidenziare meglio il legame tra il basamento cristallino e gli strati sedimentari depositati sopra di esso.
La Carta è disponibile presso swisstopo e può essere consultata anche online.
Due nuove domini: il Lepontico e il Salassico
Il Lepontico, un tempo considerato una sottounità del dominio Pennidico, è ora identificato come un dominio a sé stante. Si trova ai margini dell’antica placca europea e comprende unità geologiche specifiche delle Alpi Lepontine. Il Salassico raggruppa alcune unità che un tempo facevano parte del dominio austroalpino, ma che hanno una storia tettono-metamorfica distinta. Il termine Salassico deriva da una tribù celtica, i Salassi, che si insediarono in Valle d’Aosta e nella regione di Sesia contemporaneamente agli Elvezi a Nord delle Alpi e ai Leponzi tra la Val d’Ossola e la Leventina.