Oggi il concetto di cittadinanza è oggetto di un intenso dibattito, sia in ambito accademico che politico. La globalizzazione ha reso le economie, le istituzioni e le tecnologie sempre più interconnesse, superando i confini tradizionali degli Stati. Un esempio evidente è la recente disputa sui dazi commerciali. Allo stesso tempo, le connessioni transnazionali e l’uso delle piattaforme digitali stanno crescendo, spesso generando conflitti e disuguaglianze. In questo scenario, la sovranità degli Stati nazionali appare ancora centrale, ma al tempo stesso si sta indebolendo nella sua capacità di intermediare ed agire entro questi processi.
Le aree urbane diventano allora luoghi chiave in cui si manifestano le principali trasformazioni politiche, sociali ed economiche. Su questo tema si è concentrato Filippo Bignami, ricercatore Senior del Centro competenze lavoro, welfare e società (CLWS) della SUPSI e coordinatore dell’area di ricerca LUCI - Labour, Urbanscapes and Citizenship, nel seminario del 6 marzo 2025, tenutosi presso lo Zolberg Institute of Migration and Mobility della New School University di New York. In quell’occasione, Bignami ha esplorato come il confine tra l’agire online e offline sia sempre più sfumato, con interazioni mediate da piattaforme digitali che influenzano profondamente la società e la politica. Questo fenomeno, con profonde implicazioni sul concetto stesso di cittadinanza, definito da lui e altri studiosi come "platform urbanization", rappresenta un processo tecno-politico dominante ma ancora poco analizzato.
Nelle città, questo processo si manifesta con la creazione di nuovi confini informali e mobili, che si aggiungono a quelli ufficiali. Ad esempio, la privatizzazione degli spazi pubblici, l’accesso diseguale ai servizi, la diffusione delle piattaforme di e-commerce e la segmentazione della popolazione in base a ricchezza e infrastrutture sono tutti elementi di questo cambiamento. Anche le dinamiche del pendolarismo e dell’esclusione sociale, che colpiscono in particolare le fasce più vulnerabili come i migranti, ne fanno parte.
Di fronte a queste trasformazioni, che toccano direttamente la quotidianità di tutti noi, diventa essenziale ridefinire e co-costruire il concetto di cittadinanza, adattandolo alle nuove realtà urbane e digitali.