Sono numerose le strade da percorre per raggiungere l’obiettivo delle emissioni nette di CO2 pari a zero entro il 2050, definito dal Consiglio federale nell’agosto del 2019 per limitare l’aumento delle temperature globali ad un massimo di 1,5 gradi centigradi. Fra di esse, rientra il programma di promozione SWEET – “Swiss Energy research for the Energy Transition”, promosso dall’Ufficio federale dell’energia (UFE). L’ultimo bando di gara - «Addressing Hard-To-Abate Emissions to Reach the Net-Zero Target of Switzerland» - prevede l’identificazione di misure tecniche, economiche e sociali in quei settori in cui le emissioni sono difficilmente evitabili, nonché la loro implementazione su larga scala a partire dal 2030. Il bando di gara è stato assegnato al consorzio ACHIEVE, guidato dall’Empa e composto da 14 partner provenienti da tutta la Svizzera.
Nove scuole universitarie e cinque partner di progetto collaboreranno per i prossimi sei anni insieme ad aziende, associazioni e amministrazioni per studiare, ad esempio, come la biomassa possa essere utilizzata in modo sostenibile nel sistema a cascata, quali approcci circolari possano contribuire alla decarbonizzazione del settore industriale e come ridurre le emissioni nel sistema agroalimentare. SUPSI sarà coinvolta in quest’ultimo ambito con attività di ricerca legate alla prospettiva dei consumatori sulla riduzione delle emissioni dei sistemi alimentari.
Secondo la contabilità ambientale, citata dall’Ufficio federale dell’agricoltura nella Strategia climatica per l’agricoltura e l’alimentazione 2050, nel 2020 in Svizzera l’impronta delle economie domestiche correlata alle derrate alimentari ammontava a 16,8 tonnellate di CO2-equivalente, circa il 24% dell’impronta totale di gas serra delle economie domestiche, pari a 1,9 tonnellate di CO2-equivalente per persona all’anno. Si capirà dunque come una riduzione delle emissioni globali di gas serra dell’alimentazione sia un passaggio obbligato per il raggiungimento dell’obiettivo di 1,5 gradi. Diversi studi hanno definito un valore limite di emissioni di gas serra derivanti dall’alimentazione che oscilla fra le 0,5 e le 0,75 tonnellate di CO2-equivalente pro capite, cifra che significa una riduzione del 61-74% rispetto alla situazione attuale. Seppur si tratti di percentuali importanti, si ritiene teoricamente possibile raggiungere tale obiettivo, seguendo un’alimentazione ricca di prodotti vegetali e povera di carne e riducendo le perdite alimentari.
Aspetti che chiamano in causa le abitudini di consumo in Svizzera, oggetto delle ricerche che saranno condotte dalla SUPSI con Lorenzo Di Lucia, docente-ricercatore del Centro competenze management e imprenditorialità, e da Valentina Rotondi, professoressa in tecnologie e salute pubblica del Centro competenze cura, salute e società.
Nello specifico si intendono individuare i fattori che possono favorire cambiamenti di comportamento nei consumi alimentari, per ridurre l’acquisto e il consumo di prodotti ad alta intensità di emissioni.
Il progetto si propone di studiare i fattori (sociali, economici, culturali e istituzionali) che hanno caratterizzato il cambiamento nei consumi di carne in passato, attraverso l’analisi di casi storici sulle pratiche di consumo (eccessivo) di carne rossa, pollame e sostituti vegetali della carne. A integrare questa parte del progetto, si studieranno i comportamenti odierni dei consumatori per identificare i meccanismi decisionali che caratterizzano l’acquisto di carne e prodotti alternativi. La raccolta dei dati avverrà nelle superfici di vendita di alcuni grandi distributori svizzeri. I partecipanti all’indagine saranno dotati di strumenti di misurazione indossabili che misureranno i segnali fisiologici, fornendo in tempo reale indicazioni sull’attivazione emotiva e cognitiva. Infine, le attività di ricerca si concentreranno sullo studio di come le decisioni dei consumatori potranno essere influenzate in un futuro prossimo attraverso la simulazione dei comportamenti futuri in base a diversi scenari. I risultati del progetto contribuiranno a sviluppare proposte innovative per politiche pubbliche per la riduzione dei consumi di alimenti ad alte emissioni.
ACHIEVE
Il consorzio ACHIEVE è guidato dall'Empa in qualità di istituzione ospitante; i partner sono altre tre istituzioni del settore dei Politecnici federali – il PF di Zurigo (ETH), l'Istituto Paul Scherrer (PSI) e il WSL – nonché l'Università di Ginevra, la Haute Ecole d'Ingénierie et de Gestion du Canton de Vaud (HEIG-VD), la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI), l'Università di Berna, l'Università di Neuchâtel, CLB Svizzera, la Fondazione Risiko-Dialog, INFRAS, TBF+Partner e Storra Dynamics GmbH. Il budget complessivo del progetto ammonta a 30,6 milioni di franchi, di cui 19,6 milioni finanziati dal programma di promozione SWEET. ACHIEVE è iniziato alla fine del 2025 e avrà una durata di sei anni.