La prima fase del progetto si è svolta in presenza presso il Campus statunitense, mentre la conclusione avverrà in primavera, quando la SUPSI accoglierà a Lugano il gruppo Penn State per le presentazioni finali. La settimana negli Stati Uniti rappresenta per molte e molti partecipanti il primo passo dentro una dimensione accademica internazionale, pensata per favorire la conoscenza reciproca e creare le basi per la successiva collaborazione a distanza.
Il Prof. Sandro Pedrazzini, Responsabile del Bachelor of Science in Ingegneria informatica, e i docenti Amos Brocco e Oliver Villa, che hanno accompagnato il gruppo, sottolineano come l’iniziativa sia parte dell’impegno SUPSI nel promuovere una formazione aperta al mondo, esprimendo apprezzamento anche per l’entusiasmo e lo spirito collaborativo dimostrati da tutti i partecipanti.
Anche l’International Office della SUPSI evidenzia il valore di un contesto in cui le studentesse e gli studenti sono invitati a confrontarsi con metodologie di lavoro diverse e a sviluppare sensibilità interculturali indispensabili in un panorama professionale globale.
«Accanto agli aspetti accademici, che in questa fase si sono concentrati sull’analisi dei requisiti dei vari progetti su cui lavoreremo a distanza nel corso dell’intero semestre, l’esperienza negli Stati Uniti ci ha permesso di scoprire la quotidianità del campus e la cultura locale».
A raccontarlo è Andrea Pezzolla, uno degli studenti coinvolti, che ricorda l’accoglienza ricevuta come il momento più rappresentativo: «Siamo stati accolti con un calore straordinario e la sessione di ballo di gruppo del primo giorno è stata il modo perfetto per rompere il ghiaccio. Un gesto spontaneo che ha trasformato un gruppo di sconosciuti in una squadra pronta a collaborare.»
Andrea porta con sé anche il ricordo dell’impegno dei colleghi americani: «Durante la presentazione finale hanno voluto introdursi in italiano, chiedendoci aiuto per la pronuncia. È stato un gesto di grande cortesia accademica.»
L’aspetto informale è stato altrettanto significativo: «Serate per il Super Bowl, feste di compleanno, chiacchierate davanti a una pizza dopo il pub: momenti semplici che hanno creato legami sinceri che vanno oltre i confini geografici.»
La collaborazione ha inoltre permesso di osservare come le differenze culturali influenzino il lavoro di gruppo, tema centrale del progetto dedicato alla sensibilizzazione contro lo spreco alimentare. Questo confronto, racconta Andrea, «ha mostrato l’importanza di ascoltare prospettive diverse dalla propria per costruire soluzioni inclusive e realmente globali».