Decoding wireless: un progetto a Lugano e Locarno per capire il mondo senza fili
17 giugno 2019
Il wireless, ovvero la connessione senza l’ausilio di fili o cavi, è molto spesso dato per scontato: ci si accorge della sua importanza solo quando non funziona, quando non si riesce a collegarsi alla rete Wi-Fi o il telefono “non ha campo”. Questa tecnologia sta tuttavia segnando profondamente la nostra società e plasmando le nostre abitudini, a tal punto da poter essere considerata un tratto distintivo della contemporaneità.
PubblicitĂ  del Natel Commander C, 1988. Fonte: Technische Mitteilungen PTT, Museo della radio, Monte Ceneri.
PubblicitĂ  del Natel Commander C, 1988. Fonte: Technische Mitteilungen PTT, Museo della radio, Monte Ceneri.

Il wireless, ovvero la connessione senza l’ausilio di fili o cavi, è molto spesso dato per scontato: ci si accorge della sua importanza solo quando non funziona, quando non si riesce a collegarsi alla rete Wi-Fi o il telefono “non ha campo”. Questa tecnologia sta tuttavia segnando profondamente la nostra società e plasmando le nostre abitudini, a tal punto da poter essere considerata un tratto distintivo della contemporaneità.

Con l’obiettivo di comprendere appieno la portata non solo tecnologica ma anche antropologica del wireless, l’Istituto di media e giornalismo dell’USI e il Laboratorio cultura visiva della SUPSI hanno dato vita al progetto “Decoding wireless”: grazie al sostegno del Fondo nazionale per la ricerca scientifica, l’obiettivo è quello di ripercorrere in modo semplice e interattivo la storia delle tecnologie senza fili, grazie a un’esperienza immersiva articolata attraverso installazioni, passeggiate urbane, una serie di eventi e pubblicazioni.

Si partirà da Lugano dove, dal 28 giugno al 24 luglio in Piazza indipendenza, si potranno visitare (gratuitamente e 24 ore su 24) le due installazioni “Storia (in)visibile del wireless” e “No Wi-Fi zone“. Grazie a una linea del tempo i visitatori potranno ripercorrere gli eventi storici che hanno segnato lo sviluppo del “senza fili” da fine Ottocento a oggi, eventi che “prendono vita” grazie a contenuti aumentati fruibili dagli smartphone. Sempre a Lugano, il 4 e il 24 luglio alle 18.00 si terranno poi due “Passeggiate senza fili”, momenti informali di incontro durante i quali i ricercatori guideranno i partecipanti in un percorso cittadino alla ricerca delle infrastrutture nascoste del wireless. Chiuderà il programma sul Ceresio la “Macchina del tempo radio”, un modo inconsueto di ripercorrere i programmi radiofonici del passato con cuffie senza fili prese a prestito, il 23 e il 24 luglio dalle 10.00 alle 18.00 presso la Darsena del Parco Ciani.

Dal 31 luglio al 17 agosto le due istallazioni saranno poi disponibili nei pressi della Rotonda di Locarno, da dove partirà anche in questo caso una “Passeggiata senza fili” (8 agosto).

Il progetto è frutto della collaborazione tra il Prof. Gabriele Balbi dell’Istituto di media e giornalismo dell’USI e il Dr. Jean-Pierre Candeloro del Laboratorio cultura visiva della SUPSI. Numerosi i partner Archivio PTT, Berna; Fondazione e Museo Marconi, Pontecchio Marconi; Locarno Film Festival, Locarno; Longlake Festival, Lugano; Museo della comunicazione, Berna; Museo della radio, Monte Ceneri; RSI – Radiotelevisione svizzera di lingua italiana, Besso e Comano.
 
Per maggiori informazioni e per iscriversi alle passeggiate: www.decodingwireless.ch

st.wwwsupsi@supsi.ch