Nati come uno spin-off di Devoxx, i Voxxed Days sono eventi tecnologici dedicati alle comunità locali di sviluppatori e incentrati su Java, Web Mobile e linguaggi JVM che riuniscono relatori di fama internazionale e locale, aziende leader nel settore e software engineers. Partecipanti accomunati da una gran voglia di imparare, confrontarsi, formarsi e lasciarsi ispirare, lungo una giornata fatta di conferenze indipendenti organizzate da sviluppatori, per sviluppatori.
Una storia che, retrospettivamente, si può definire di successo che ha visto coinvolto in prima persona Federico Yankelevich, CEO dell’azienda Exteso e organizzatore dei Voxxed Days Ticino dalla loro prima edizione.
“Nel maggio 2013 insieme al collega Celestino Bellone riuscimmo a convincere il nostro datore di lavoro dell’epoca a farci seguire una conferenza Devoxx in Inghilterra: una tre giorni di appuntamenti dedicati a sviluppatori come noi. La ricordo come un’esperienza bellissima, in cui imparammo tantissime cose nuove, ma soprattutto cose che ci interessavano. Il bello di questo evento è che puoi scegliere il talk che ti è più affine, per poi scambiare impressioni e pareri o recuperare le conferenze che non hai seguito grazie ai video pubblicati su Youtube. Al nostro rientro non mancammo di raccontare questa nostra esperienza ai colleghi. Eravamo talmente entusiasti che l’ultimo giorno in Gran Bretagna avvicinammo l’organizzatore di Devoxx UK, Mark Hazell, e gli chiedemmo se potessimo organizzare un evento simile anche a casa nostra, perché sapevamo che in Ticino c’erano parecchi sviluppatori, ma poche occasioni di scambio. Sebbene l’avessimo colto alla sprovvista, nel pieno svolgimento del Devoxx, non ci rispose di no. Ci fece piuttosto notare che eravamo sviluppatori e non organizzatori di eventi e che forse sottostimavamo l’impegno necessario. Ci disse comunque che ci avrebbero pensato con calma”.
Federico Yankelevich e Tiziano Leidi, membro del comitato organizzativo e direttore dell'Istituto sistemi informativi e networking (ISIN) della SUPSI, sul palco della passata edizione.
Tre mesi dopo Federico Yankelevich e Celestino Bellone ricevettero un’inaspettata mail in cui i creatori di Devoxx annunciavano la creazione di un sotto-brand, Voxxed, per delle piccole conferenze locali in Europa e nel mondo, ispirate all’evento principale.
“Quella mail ci esaltò tantissimo. Dopo un primo test svolto da Devoxx a Vienna, toccava a noi lanciarci in quello che oggi, con un certo orgoglio, possiamo definire il primo vero Voxxed che ha avuto una continuità. Passammo il 2014 a prepararlo, per arrivare pronti a maggio 2015. Ci siamo dovuti improvvisare organizzatori di eventi: eravamo piuttosto sereni sui contenuti e sugli speaker; forse un po’ più acerbi su altri aspetti non proprio marginali come gli sponsor, la logistica e la tecnica audio-video. Per promuovere l’evento riducemmo la nostra percentuale di lavoro. Passavamo un giorno a settimana a bordo di una Fiat Panda su e giù per il Cantone a bussare alle porte delle aziende in cui sapevamo ci fosse almeno uno sviluppatore per consegnare il volantino dell’evento. La prima impressione era un po’ scettica, ma potendoci presentare come sviluppatori ad altri sviluppatori si creava subito una certa fiducia e la prima edizione, tolti alcuni errori di gioventù, fu un successo con 299 iscritti e riscontri estremamente positivi da parte della community ticinese”.
Una storia nata da una premessa improbabile non può che avere un seguito altrettanto improbabile. Infatti, alla fine della giornata, allo stesso modo in cui Federico Yankelevich e Celestino Bellone si erano palesati di fronte all’organizzatore di Devoxx UK, un gruppo di sviluppatori di Lucerna si avvicinò loro.
“Erano abbastanza meravigliati, per non dire un po’ scocciati, che un simile evento fosse organizzato in Ticino e non in un’altra città della Svizzera. Gli dicemmo che da parte nostra non c’erano obiezioni che altri lo proponessero, ma loro insistettero che fossimo noi. Un anno dopo inaugurammo i Voxxed Days a Zurigo e si ripresentò la stessa scena del 2015. Questa volta erano alcuni sviluppatori del CERN che chiedevano che organizzassimo l’evento anche a Ginevra. Nel 2017 si tenne la prima edizione dei Voxxed Days al CERN”.
Nel corso del tempo i Voxxed Days si sono ritagliati uno spazio importante nel mondo dello sviluppo, grazie a un programma vagliato con attenzione dai Program Commitees che valutano con estrema attenzione gli speaker, verificando la qualità e la veridicità degli interventi. In nove edizioni questo rigore ha permesso agli organizzatori di ospitare delle celebrità del settore. “A pensarci sembra inimmaginabile: abbiamo avuto in apertura di un’edizione Jürgen Höller. Un nome che non dirà molto a chi non è dell’ambiente, ma il cui contributo per noi è stato dirompente. È come se Bono Vox venisse in Ticino per aprire il concerto di una scuola media. L’anno scorso abbiamo ospitato Venkat Subramaniam, che considero un mio idolo da quando l’ho visto sul palco nel 2013 e per quest’anno, ci stiamo ancora lavorando, ma stiamo puntando molto in alto, speriamo di riuscire a fare una bella sorpresa”.
Un'istantanea della passata edizione.
Oltre alle star, in che modo sono cambiati i Voxxed Days nel corso di questi anni?
“Rispetto a Devoxx, che è sempre stato un evento per la community Java, abbiamo cercato di dare un taglio più generalista, meno specifico a una singola tecnologia. Un evento locale deve rispondere a bisogni locali, quindi adattarsi agli sviluppatori e alle tecnologie che usano nel loro quotidiano. Un altro cambiamento riguarda gli sponsor: se prima erano le grandi aziende a volersi profilare, oggi sono le realtà locali che vedono nel nostro evento un’occasione per farsi conoscere e promuovere le loro competenze. Abbiamo infine notato che i Voxxed Days sono un’occasione per rincontrare i compagni di scuola, di università o gli ex-colleghi di lavoro. I partecipanti spesso vengono perché sanno che vedranno molte persone che normalmente nella nostra industria non s’incontrerebbero. Non a caso il brindisi finale è sempre un momento molto sentito e partecipato”.
“Inoltre, già da qualche anno proponiamo dei workshop di approfondimento il giorno prima dell’evento. È un’ottima occasione per approfittare della presenza di alcuni speaker che vengono a Lugano per l’evento. Quest’anno ne stiamo organizzando tre molto interessanti. Maggiori info le trovate sul sito”.
Dalle parole di Federico Yankelevich si intuisce che i Voxxed Days godano di una discreta salute. “L’anno scorso nei tre eventi in Svizzera abbiamo raggiunto i 1250 partecipanti, 400 dei quali in Ticino, un record che speriamo di confermare anche quest’anno. Ci sono poi gli speaker che ci tengono molto a partecipare. Sebbene non ricevano un compenso, sanno che i Voxxed possono essere un’occasione per farsi conoscere e creare nuove opportunità. Le premesse per rendere memorabile questa decima edizione ci sono tutte, vogliamo che siamo una festa per tutta la community insubrica, in cui festeggeremo le 10 edizioni e i 30 anni di Java. Avremo dei talk interessanti sull’IA applicata, con esempi molto concreti e pratici di come integrarla nei propri applicativi e posso anticipare che gli speaker già selezionati sono di alto livello”.
Al termine della decima edizione si brinderà con una tazza di caffè Java?
E quale futuro vede Federico Yankelevich per i Voxxed Days?
“Un messaggio che manderò dal pulpito sarà rivolto ai colleghi più giovani. Ci piacerebbe che il nostro evento un giorno possa diventare il loro; che ne prendano le redini e lo facciano evolvere secondo le loro esigenze. È un messaggio che s’inserisce in un discorso più ampio su quello che potrebbe diventare il Ticino per il mondo dello sviluppo. Ci troviamo in una zona ideale per conciliare vita privata e professionale, ora si devono creare occasioni d’incontro extra-lavorative e ampliare la community locale. Viviamo in un luogo di grande bellezza naturalistica che si frappone alla nostra vita sedentaria. Siamo vicini a Zurigo e Milano e si stanno creando nuove interessanti opportunità per il settore. Ora dobbiamo convincere gli sviluppatori più giovani a intraprendere una carriera qui, anche per questo negli anni abbiamo collaborato in modo assiduo con SUPSI e USI”.