Pedagogia dell’invecchiare. Vivere (bene) la tarda età - DEASS
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- Pedagogia dell’invecchiare. Vivere (bene) la tarda età
SUPSI Image Focus
Sergio Tramma, FrancoAngeli, 2017
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Sergio Tramma, FrancoAngeli, 2017
Tra educazione e vecchiaia possono stabilirsi legami virtuosi? Come affrontare il nesso, spesso trascurato, tra una pedagogia pensata come scienza inerente all’età di sviluppo e una condizione anziana pensata come già formata, mutevole solo per quanto riguarda il declino psicofisico?
Tra educazione e vecchiaia possono stabilirsi legami virtuosi? Come affrontare il nesso, spesso trascurato, tra una pedagogia pensata come scienza inerente all’età di sviluppo e una condizione anziana pensata come già formata, mutevole solo per quanto riguarda il declino psicofisico?
Tra educazione e vecchiaia possono stabilirsi legami virtuosi? Come affrontare il nesso, spesso trascurato, tra una pedagogia pensata come scienza inerente all’età di sviluppo e una condizione anziana pensata come già formata, mutevole solo per quanto riguarda il declino psicofisico?
Come ci ricorda Sergio Tramma nel suo saggio, riflettere attorno a questi temi è possibile solo attraverso una visione complessa, attenta alle contraddizioni e alle sfumature del processo di invecchiamento che, in quanto tale, è mutevole e non caratterizzato da staticità. La vecchiaia, nella contemporaneità, deve fare i conti con i cambiamenti del welfare state e della famiglia, aspetti che si intrecciano a fattori generali – come le condizioni storiche, sociali e culturali – e alla declinazione particolare delle appartenenze collettive connesse al genere, alle condizioni socioeconomiche e alla provenienza culturale. Una complessità, questa, che insieme a molteplici variabili individuali concorre a definire una forma di educazione diffusa alla condizione anziana. Essa, secondo l’autore, può essere distinta in alcune direttrici: l’educazione nella vecchiaia, ovvero quella che avviene all’interno della condizione stessa; l’educazione della/dalla vecchiaia, la quale si riverbera nei confronti di ciò che la circonda; l’educazione alla vecchiaia, intesa come processo di formazione della condizione stessa e l’educazione sulla vecchiaia, processo relativo alla condizione già in atto.
Il testo, attraverso questa pluralità, ricomprende anche quei fenomeni contemporanei di riemersione e rievocazione – spesso edulcorata e/o idealizzata – di modelli forti di vecchiaia passata, riflettendo al contempo sui corrispettivi modelli deboli contemporanei, meno strutturanti le prospettive di vita, ma votati alla costruzione sempre più in solitudine della propria tarda età.
Come si colloca il lavoro sociale rispetto a questi elementi? Un primo aspetto concerne la perturbazione, oltre che del proprio sguardo, proprio di questi ambienti educativi informali, promuovendo cambiamenti migliorativi attuabili attraverso esperienze educative ex novo e rafforzando, o indebolendo, alcune caratteristiche contestuali. Un secondo carattere riguarda le aree di orientamento per un lavoro educativo pedagogicamente e criticamente consapevole: a partire dall’educazione permanente come quadro di riferimento, vengono interrogate le modalità di trasmissione del sapere, gli ambiti in perenne e rapida trasformazione (es. nuove tecnologie) e l’autoimprenditorialità come espressione odierna dell’autogoverno, paradossalmente riferita a un gruppo di popolazione che vive la problematicità dei limiti, della dipendenza e della riduzione di possibilità. Una terza riflessione si colloca attorno al complesso rapporto tra tempo e vecchiaia: nesso oggi problematico, ma centrale, in una società dove passato e futuro sono compressi sul presente e rispetto a una condizione sociale dove il rapporto con queste categorie si modifica anche rispetto al mutare delle prospettive di vita. L’ultima, ma cruciale, pista di approfondimento riguarda il lavoro sociale quotidiano e le sfide che si trova ad affrontare, spesso molto prosaicamente, di fronte a una vecchiaia problematica e al significato professionale del prendersi cura, da esplorare in tutta la sua materialità, contraddittorietà e ambivalenza.
Martedì 11 marzo 2025, dalle ore 14:00 alle 16:00, presso il centro dell’Associazione GenerazionePiù anziani, in Via Lambertenghi 1 a Lugano, la Formazione Continua in Lavoro sociale, in partenariato con il Dipartimento della sanità e della socialità, l’Ufficio degli anziani e delle cure a domicilio, la SUPSI propone la conferenza gratuita “Inventare la vecchiaia”. Sarà ospite dell’incontro Sergio Tramma, già professore ordinario di Pedagogia generale e sociale presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, che – anche a partire dalle riflessioni esposte in questo testo – proporrà alcune riflessioni pedagogiche sull’apprendimento nella tarda età, riflettendo altresì sul ruolo sociale degli anziani nella contemporaneità e sul senso dell’intervento socio-educativo a essi rivolto.
Come ci ricorda Sergio Tramma nel suo saggio, riflettere attorno a questi temi è possibile solo attraverso una visione complessa, attenta alle contraddizioni e alle sfumature del processo di invecchiamento che, in quanto tale, è mutevole e non caratterizzato da staticità. La vecchiaia, nella contemporaneità, deve fare i conti con i cambiamenti del welfare state e della famiglia, aspetti che si intrecciano a fattori generali – come le condizioni storiche, sociali e culturali – e alla declinazione particolare delle appartenenze collettive connesse al genere, alle condizioni socioeconomiche e alla provenienza culturale. Una complessità, questa, che insieme a molteplici variabili individuali concorre a definire una forma di educazione diffusa alla condizione anziana. Essa, secondo l’autore, può essere distinta in alcune direttrici: l’educazione nella vecchiaia, ovvero quella che avviene all’interno della condizione stessa; l’educazione della/dalla vecchiaia, la quale si riverbera nei confronti di ciò che la circonda; l’educazione alla vecchiaia, intesa come processo di formazione della condizione stessa e l’educazione sulla vecchiaia, processo relativo alla condizione già in atto.
Il testo, attraverso questa pluralità, ricomprende anche quei fenomeni contemporanei di riemersione e rievocazione – spesso edulcorata e/o idealizzata – di modelli forti di vecchiaia passata, riflettendo al contempo sui corrispettivi modelli deboli contemporanei, meno strutturanti le prospettive di vita, ma votati alla costruzione sempre più in solitudine della propria tarda età.
Come si colloca il lavoro sociale rispetto a questi elementi? Un primo aspetto concerne la perturbazione, oltre che del proprio sguardo, proprio di questi ambienti educativi informali, promuovendo cambiamenti migliorativi attuabili attraverso esperienze educative ex novo e rafforzando, o indebolendo, alcune caratteristiche contestuali. Un secondo carattere riguarda le aree di orientamento per un lavoro educativo pedagogicamente e criticamente consapevole: a partire dall’educazione permanente come quadro di riferimento, vengono interrogate le modalità di trasmissione del sapere, gli ambiti in perenne e rapida trasformazione (es. nuove tecnologie) e l’autoimprenditorialità come espressione odierna dell’autogoverno, paradossalmente riferita a un gruppo di popolazione che vive la problematicità dei limiti, della dipendenza e della riduzione di possibilità. Una terza riflessione si colloca attorno al complesso rapporto tra tempo e vecchiaia: nesso oggi problematico, ma centrale, in una società dove passato e futuro sono compressi sul presente e rispetto a una condizione sociale dove il rapporto con queste categorie si modifica anche rispetto al mutare delle prospettive di vita. L’ultima, ma cruciale, pista di approfondimento riguarda il lavoro sociale quotidiano e le sfide che si trova ad affrontare, spesso molto prosaicamente, di fronte a una vecchiaia problematica e al significato professionale del prendersi cura, da esplorare in tutta la sua materialità, contraddittorietà e ambivalenza.
Martedì 11 marzo 2025, dalle ore 14:00 alle 16:00, presso il centro dell’Associazione GenerazionePiù anziani, in Via Lambertenghi 1 a Lugano, la Formazione Continua in Lavoro sociale, in partenariato con il Dipartimento della sanità e della socialità, l’Ufficio degli anziani e delle cure a domicilio, la SUPSI propone la conferenza gratuita “Inventare la vecchiaia”. Sarà ospite dell’incontro Sergio Tramma, già professore ordinario di Pedagogia generale e sociale presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, che – anche a partire dalle riflessioni esposte in questo testo – proporrà alcune riflessioni pedagogiche sull’apprendimento nella tarda età, riflettendo altresì sul ruolo sociale degli anziani nella contemporaneità e sul senso dell’intervento socio-educativo a essi rivolto.