Salute mentale nell’età evolutiva - DEASS
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Andrea Raballo evidenzia l’importanza di cogliere precocemente i segnali di disagio nei giovani e di lavorare in équipe multidisciplinari con famiglia, scuola e servizi. Promuove un approccio preventivo che trasformi la fragilità in risorsa. Il CAS Salute mentale nell’età evolutiva offre strumenti e reti condivise per rendere la salute mentale un diritto concreto.
La capacità di leggere i segni prima che diventino diagnosi, di costruire équipe multidisciplinari che lavorano con bambini e adolescenti e non su di loro, di trasformare la fragilità in risorsa prima che l’assenza di supporto o lo stigma la cristallizzi in patologia: è questa la chiave per far diventare la salute mentale un diritto e per infondere una prospettiva preventiva, attenta ai percorsi esistenziali personali, negli interventi di supporto e cura.
L’adolescenza e, in generale, l’età dello sviluppo offrono una finestra di plasticità unica: interventi precoci, mirati e coordinati con famiglia, scuola, servizi, e territorio, possono deviare il corso di disturbi che altrimenti rischiano di condizionare le traiettorie di vita fino a cronicizzare la sofferenza. Per questo serve soprattutto un cambio di sguardo: non solo «che cosa non va», ma «che cosa possiamo rafforzare»; non solo «chi se ne occupa», ma «come facciamo sistema».
Il CAS Salute mentale nell’età evolutiva traduce questo doveroso riorientamento di prospettiva in concretezza formativa: aggiorna strumenti, crea linguaggi comuni, costruisce reti affidabili. Perché ogni professionista –educatore, infermiere, assistente sociale, psicologo, medico – possa diventare un facilitatore e un ponte tra fragilità e risorse, anziché una delle tante tessere di puzzle che il giovane psichicamente sofferente deve ricomporre da solo.
Andrea Raballo, psichiatra e psicoterapeuta, professore ordinario di Psichiatria presso la Facoltà di scienze biomediche dell'Università della Svizzera italiana (USI), responsabile della formazione accademica e della ricerca presso l'Organizzazione sociopsichiatrica cantonale (OSC) di Lugano. Referente scientifico CAS SUPSI Salute mentale nell’età evolutiva.
L’adolescenza e, in generale, l’età dello sviluppo offrono una finestra di plasticità unica: interventi precoci, mirati e coordinati con famiglia, scuola, servizi, e territorio, possono deviare il corso di disturbi che altrimenti rischiano di condizionare le traiettorie di vita fino a cronicizzare la sofferenza. Per questo serve soprattutto un cambio di sguardo: non solo «che cosa non va», ma «che cosa possiamo rafforzare»; non solo «chi se ne occupa», ma «come facciamo sistema».
Il CAS Salute mentale nell’età evolutiva traduce questo doveroso riorientamento di prospettiva in concretezza formativa: aggiorna strumenti, crea linguaggi comuni, costruisce reti affidabili. Perché ogni professionista –educatore, infermiere, assistente sociale, psicologo, medico – possa diventare un facilitatore e un ponte tra fragilità e risorse, anziché una delle tante tessere di puzzle che il giovane psichicamente sofferente deve ricomporre da solo.
Andrea Raballo, psichiatra e psicoterapeuta, professore ordinario di Psichiatria presso la Facoltà di scienze biomediche dell'Università della Svizzera italiana (USI), responsabile della formazione accademica e della ricerca presso l'Organizzazione sociopsichiatrica cantonale (OSC) di Lugano. Referente scientifico CAS SUPSI Salute mentale nell’età evolutiva.