La Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza è stata istituita nel 2015 dall’ONU per promuovere una partecipazione piena ed equa delle donne ai processi di ricerca e innovazione. I numeri mostrano però un divario persistente: secondo il report 2025 dell’UNESCO, nelle discipline STEM solo una persona su tre impegnata nella ricerca è donna, una proporzione che aumenta di poco tra chi intraprende studi accademici nello stesso ambito. Nei settori più avanzati, come l’intelligenza artificiale, la presenza femminile scende al 22%, mentre le donne rappresentano meno del 30% delle persone laureate in ingegneria.
Questi dati indicano che il sistema scientifico non sta sfruttando appieno il potenziale disponibile. Rafforzare la presenza femminile nella scienza non è soltanto una questione di coesione e di giustizia sociale, ma un fattore determinante per la qualità della ricerca: team più diversificati generano conoscenza più solida, innovazione più responsabile e soluzioni più attente all’impatto sulla società. Al tempo stesso, la scarsità di modelli di ruoli femminili continua a influenzare le scelte formative di molte ragazze, limitando precocemente l’accesso ai percorsi tecnico-scientifici.
Anche in Svizzera permangono disuguaglianze lungo tutto il percorso, dalla formazione all’accesso ai finanziamenti e alle posizioni di responsabilità. Per mantenere alta l’attenzione su queste criticità, l’UNESCO e UN-Woman promuovono ogni anno questa giornata. In occasione dell’edizione 2026, la SUPSI propone un’intervista video alla Professoressa Valentina Rotondi, dedicata alla ricerca “Women and science – Trust my competence (not my gender)”.
Parallelamente, la SUPSI sostiene iniziative come il Progetto Promtec che, in collaborazione con la Scuola di Arti e Mestieri di Trevano, avvicina studentesse e studenti ai percorsi tecnico-scientifici in un’ottica di genere. Investire oggi nella partecipazione delle donne e delle ragazze alla scienza significa costruire una ricerca più rigorosa, un’innovazione più consapevole e un futuro in cui il progresso sia realmente condiviso.
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